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Cemento? No, grazie. Intervista al sindaco di Cassinetta di Lugagnano

L’Italia è una repubblica fondata sul cemento. Per maggior precisione, sul cemento fresco sono fondati i Comuni. Più permettono di aprire nuovi cantieri edili, più incassano “tasse” da chi li costruisce.
Queste “tasse” si chiamano oneri di urbanizzazione, e costituiscono per i Comuni l’unica fonte di finanziamento non ancora disseccata. Costituiscono anche la ragione per cui in tutte le città, piccole e grandi, l’erba è inghiottita da sterminate periferie.
Però c’è un eccezione. Il sindaco di Cassinetta di Lugagnano è uno dei promotori della campagna nazionale “Stop al consumo di territorio”. E’ un sindaco anomalo, decisamente: firma concessioni edilizie solo per ristrutturazioni. Si chiama Domenico Finiguerra, e l’ho intervistato. Continua a leggere… »
da maria
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di » Piani casa regionali, più cemento per tutti. Ma Cassinetta di Lugagnano non si adegua - Gregambiente il 01/1/70
“Stop al consumo di territorio”. La campagna prosegue, ecco come aderire

Un aggiornamento sulla campagna nazionale “Stop al consumo di territorio”. Ora ci sono un sito internet che raccoglie le adesioni, un gruppo e una causa su Facebook.
Vediamo tutti crescere smisurate periferie attorno alle nostre città, assolutamente non commisurate all’aumento della popolazione.
Senza contare case per vacanze, strade, autostrade, centri commerciali e grandi opere annesse.
Come se un domani potessimo sfamarci addentando un pezzetto di tangenziale, invece del grano che cresce nei campi. E come se lo spazio non finisse mai, e di tangenziali potessimo costruirne all’infinito. Continua a leggere… »
da maria
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Basta cementificazione. Il manifesto “Stop al consumo del territorio”

Stop al consumo del territorio. Su internet c’è un manifesto lanciato da cinque fra associazioni e siti. In due giorni oltre 400 firmatari, me compresa.
Basta costruire, dicono (diciamo, se posso unire la mia voce), basta spargere cemento. Il territorio – i campi, le colline, i litorali – non sono una risorsa infinita.
Ristrutturiamo. riqualifichiamo dal punto di vista energetico e usiamo piuttosto quel che già è costruito e vuoto. Volete sapere quanti chilometri quadrati di cemento sono spuntati negli ultimi 15 anni? Continua a leggere… »
da maria
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di Alessandro il 01/1/70
Greenpeace contro Dove: “Distruggono le foreste per il sapone”
Greenpeace ha lanciato una nuova battaglia. L’obiettivo è il sapone Dove, marchio del colosso Unilever, accusato di distruggere le foreste.
Il nesso non è evidente, ma per fare le saponette serve olio e Unilever usa quello di palma, devastando allegramente le foreste primarie indonesiane.
Il video qui sopra, che oggi ha raggiunto anche la prima pagina di Digg, è uno spoof del celebre spot del Dove, ma per questo bisogna chiedere ai colleghi di Spotanatomy.
Per un approfondimenti leggi Greenpeace.
da eugenio
I No Coke denunciano Bersani

Dopo lo sciopero della fame, indetto a maggio per protestare contro la conversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia, il movimento No Coke ha deciso di denunciare il ministro Bersani (noto sostenitore del carbone) “colpevole di non aver dato seguito alle richieste delle istituzioni territoriali e dei ministeri della salute e dell’ambiente affinché fosse riaperta la conferenza dei servizi”. Secondo il comitato riaprire la conferenza è l’unico passo possibile per riconsiderare seriamente la Valutazione d’Impatto Ambientale, tenendo conto così dell’impatto complessivo degli inquinanti emessi dalla centrale su tutto il territorio dell’Alto Lazio. Per maggiori info No Coke Tarquinia.
da emiliano
Affronta il tuo elefante
[youtube]AUXfEF-T9OA[/youtube]
Ogni anno le famiglie britanniche emettono 6 milioni di tonnellate di anidride carbonica in atmosfera, l’equivalente di 2 milioni di elefanti. E’ questo rapporto che trasforma il “carbon footprint” (in italiano impronta ecologica) in “carbon elephant”. Affronta il tuo elefante, dice il video realizzato da I Count, la campagna realizzata in Gran Bretagna da oltre 50 associazioni per porre un freno ai cambiamenti climatici. Via Treehugger.
da emiliano
Nudi in 600 per il pianeta

600 volontari si sono spogliati per Greenpeace di fronte al ghiacciaio più esteso delle Alpi svizzere, l’Aletsch Glacier, per ribadire il pericolo rappresentato dai cambiamenti climatici. Una metafora di quello che sta accadendo al nostro martoriato pianeta: infatti così come un corpo umano nudo è vulnerabile ed esposto agli agenti atmosferici, il pianeta denudato e privato dei ghiacci a causa dei cambiamenti climatici è maggiormente vulnerabile, minacciato dagli elementi del clima, esposto a inondazioni, condizioni atmosferiche estreme, desertificazione e innalzamento del livello delle acque. Una protesta che prende spunto dal fotografo americano Spencer Tunick, noto per le sue installazioni composte di umani nudi. Per maggiori informazioni visita Greenpeace.
Aggiornamento: Mi sembrava infatti… l’installazione è stata ideata in collaborazione con Spencer Tunick. Leggi Swissinfo.
da emiliano
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di Riscaldamento globale, il vino cambia sapore. 700 volontari si fanno fotografare nudi in una vigna | Libera! Libera! il 01/1/70
Val di Noto, ma quale vittoria…
A volte il mondo dell’informazione dà proprio i numeri. E’ successo con il “caso Val di Noto”, balzato agli onori della cronaca dopo l’appello lanciato dallo scrittore Andrea Camilleri sulle pagine de La Repubblica. Un appello ideato per salvare questa parte di terra siciliana, dichiarata “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco, dalle trivellazioni petrolifere della Panther Oil. Una mossa che sicuramente ha dato i suoi frutti, visto che in poco tempo sono state raccolte circa 80 mila firme. Ora è chiaro che nessuno dubitava sulla capacità di amplificazione mediatica di Repubblica, ma forse visto com’è andata, era meglio se i giornalisti del noto quotidiano se ne rimanevano “buoni buoni” nelle loro belle redazioni. Mi chiedo come sia possibile scambiare per una vittoria – così l’hanno definita la stragrande maggioranza dei quotidiani nazionali – quello che è solo e unicamente un bluff. Continua a leggere… »
da emiliano
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di rigitans il 01/1/70






