Archivi della categoria ‘Nucleare’
Le riserve di uranio indispensabile alle centrali nucleari possono esaurirsi in 19 anni
Le riserve di uranio, indispensabile per le centrali nucleari, possono esaurirsi in 19 anni. Alla faccia di chi presenta il nucleare come una fonte di energia sicura e costante.
E con l’uranio sono destinati a scarseggiare presto elementi rari tipo l’indio, indispensabile (anche se in piccole quantità) agli impianti per la produzione dell’energia.
L’Accademia delle Scienze australiana ha pubblicato un bel grafico che mostra per quanto tempo dureranno alcune risorse. Non include petrolio, cibo e acqua: che si trovano in situazioni secondo me almeno altrettanto preoccupanti. Continua a leggere… »
da maria
Macchè produzione costante e affidabile. La Francia dell’energia nucleare rischia il black out
Energia nucleare uguale produzione costante e affidabile? Macchè. La Francia dell’energia nucleare è in crisi un’altra volta e rischia il black out. Ha dovuto spegnere 18 dei suoi 58 reattori, dovrà importare massicce quantità di energia elettrica.
Visto che là moltissimi impianti di riscaldamento sono elettrici, se l’inverno sarà freddo i francesi rischiano di battere alquanto i denti.
Non solo. Il peggio secondo me è che, nell’ottica di risolvere la situazione continuando a puntare sul nucleare, hanno deciso di non andare troppo per il sottile con i difetti del reattore nucleare Epr: essi non causeranno ritardi nel cantiere per la costruzione della centrale nucleare di Flamanville. Continua a leggere… »
da maria
Sicurezza, tre Paesi bocciano le centrali nucleari Epr come quelle che si vogliono costruire in Italia
Non solo costi stratosferici. Presentano seri problemi di sicurezza le centrali nucleari Epr come quelle che si vogliono realizzare in Italia: è necessario rivederne un caposaldo progettuale. Ce li hanno spacciati come gioiellini di terza generazione…
Le autorità nazionali di Francia, Finlandia e Gran Bretagna, i Paesi europei che stanno realizzando o prevedono di realizzare centrali nucleari Epr, hanno pubblicato un comunicato congiunto. Rilevano che i sistemi di controllo e di sicurezza sono interconnessi: invece il secondo deve essere in grado di funzionare quando il primo va Ko. Continua a leggere… »
da maria
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di » Macchè produzione costante e affidabile. La Francia dell’energia nucleare rischia il black out - Gregambiente il 01/1/70
Misteri della nave di Cetraro. Non c’è radioattività, ma l’anno scorso se ne trovarono tracce nei pesci
Torno sulla nave di Cetraro che giace a quasi 500 metri di profondità. Non ci sono nè rifiuti nè bidoni. Soprattutto, non c’è radioattività: le conclusioni ufficiali ripetono le anticipazioni della vigilia, alla luce anche delle prime analisi su campioni di sedimenti.
Ma l’anno scorso analisi dell”Arpacal (l’agenzia regionale per la protezione ambientale) rivelarono tracce di radioattività nei pesci.
E’ un’altra, diciamo, stranezza. Si aggiunge al fatto che le ispezioni sonar e le riprese video del relitto effettuate dal dal ministero per l’Ambiente hanno dato risultati molto diversi rispetto a quelle effettuate dal robot sottomarino mandato dalla Regione Calabria. Come se non avessero ripreso la stessa nave. Ma veniamo alla radioattività. Continua a leggere… »
da maria
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di Diego il 01/1/70
Non è il Cunsky e “non c’è radioattività”. Ma sarebbe accertabile solo analizzando il fondale
Il relitto al largo di Cetaro, in Calabria, non è il Cunsky: le fotografie della sagoma non corrispondono. E non ci sono alterazioni della radioattività fino a 300 metri di profondità.
Diffonde camomilla il comunicato stampa emanato oggi dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo con gli ultimi aggiornamenti relativi alla “nave dei veleni”.
Ma dimentica di dire una cosa. Solo analizzando i sedimenti dei fondali, a 400 e rotti metri di profondità, si potrebbe accertare la presenza di eventuali sostanze radioattive diffuse dai fusti contenuti nella stiva del relitto.
Non sono malignità allarmistiche: lo dice il responsabile del servizio emergenza ambientale dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Andiamo con ordine. Continua a leggere… »
da maria
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di Misteri della nave di Cetraro. Non c’è radioattività, ma l’anno scorso se ne trovarono tracce nei pesci | Libera! Libera! il 01/1/70
Niente recupero del Cunsky. Si preleveranno solo campioni, e prima bisogna redigere un protocollo
Va insopportabilmente a rilento il recupero del Cunsky, la nave affondata dalla mafia con rifiuti radioattivi affidati forse da un apparato dello Stato.
Passati 45 giorni, la promessa di un recupero “in tempi rapidi” dei bidoni contenuti nel Cunsky si è decisamente stemperata. Anzi: non se ne parla nemmeno. Sono invece spuntati numerosi adempimenti preliminari, per così dire. Verificare l’identità del relitto, prelevare dei semplici campioni e ancor prima mettere a punto un protocollo per farlo in sicurezza. Campa cavallo.
Partorito il protocollo, entreranno nel vivo le operazioni condotte dalla Mare Oceano, la nave di una società privata che da qualche giorno ha raggiunto il relitto e che comunque non è attrezzata per il recupero. Pare che la Mare Oceano costi 35.000 euro al giorno. Si è invece smaterializzata la nave dell’Eni che doveva intervenire gratuitamente. Continua a leggere… »
da maria
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di » Intervista al Wwf sui video del relitto di Cetraro: “Sono incompleti e non fugano i dubbi” - Gregambiente il 01/1/70
Il Financial Times: i veleni della nave Cunski sono collegati alla vecchia stagione nucleare italiana?
Cosa c’è dentro la nave dei veleni - si tratta del Cunski, secondo le rivelazioni di un pentito – riempita di rifiuti tossici e affondata al largo di Cetaro?
Nell’attesa – finora ben lunga – che almeno uno dei fusti sia recuperato, si può leggere l’articolo che il Financial Times ha dedicato alla vicenda.
Ieri il più autorevole quotidiano economico-finanziario britannico ha dato ampio spazio al Cunski , alle varie “navi dei veleni” e al traffico di rifiuti gestito dalla mafia, suggerendo in sostanza l’eventualità che possa esistere un collegamento la con la stagione nucleare italiana conclusasi negli Anni 80. Continua a leggere… »
da maria
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di » Niente recupero del Cunsky. Si preleveranno solo campioni, e prima bisogna redigere un protocollo - Gregambiente il 01/1/70
Non solo dalla Francia. A cielo aperto in Siberia anche le scorie delle centrali nucleari tedesche
Non solo dalla Francia. Anche grandi quantità di scorie radioattive provenienti dalle centrali nucleari tedesche sarebbero state inviate in Siberia e immagazzinate a cielo aperto, in bidoni arrugginiti.
Lo smaltimento delle scorie radioattive è uno degli enormi problemi delle centrali nucleari, insieme alla pericolosità degli impianti e al loro costo elevatissimo. Evidentemente non sanno risolverlo tanto bene neanche gli organizzatissimi tedeschi e francesi.
E questo Governo vuol far tornare al nucleare l’Italia perennemente in lotta con l’emergenza rifiuti: pattume domestico, mica radioattivo. Non oso pensare. Continua a leggere… »
da maria






