Archivi della categoria ‘Borsa della Spesa’
Cina, al bando le buste di plastica
Se gli americani, che sono all’incirca 300 milioni, consumano ogni anno 100 miliardi di buste di plastica quante potranno essere quelle consumate dal popolo cinese che conta oltre un miliardo di individui in più? Più che ipotizzare la risposta, che potrebbe terrificante, forse è meglio rallegrarsi del fatto che in Cina, dal prossimo primo giugno, non si potranno più produrre e distribuire tali flagelli del nostro tempo, se non al di sopra di uno spessore 0,025 millimetri che ne consente il riciclaggio. Operazione che da una tonnellata di buste può consentire di ricavare undici barili di petrolio. Certo non è una panacea ed è vero anche che i cinesi sono i maggiori inquinatori planetari, ma non mi dispiace pensare che, almeno loro, abbiano capito che se sbagliare è umano, e l’hanno fatto da una ventina d’anni a questa parte, perseverare è diabolico. E in questo noi occidentali siamo veramente dei maestri.
da mstramazzo
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di roberto il 01/1/70
Lo shopping che uccide il pianeta
Comprare meno, sprecare meno e scegliere prodotti che durino: questa la ricetta che ognuno dovrebbe seguire per abbattere considerevolmente il proprio contributo individuale di emissioni. Emissioni che provocano i cambiamenti del clima. Lo scrivono l’Australian Conservation Foundation e l’università di Sydney dopo aver condotto uno studio per comprendere l’impatto dello shopping sul pianeta, ovvero la maledetta abitudine diffusa nella nostra società di acquistare, acquistare e acquistare ancora. Pare infatti che prima ancora di avvicinarsi alle rinnovabili e smettere di utilizzare l’auto, sia fondamentale cambiare il proprio modello di consumo. Secondo lo studio ogni dollaro in eccesso consumato è responsabile di 720 grammi di emissioni di gas serra e del consumo di 28 litri di acqua. Per un approfondimento leggi Sidney Morning Herald.
da emiliano
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di SFIDA AL CONSUMISMO: COME VIVERE CON SOLI 100 OGGETTI | Terni Magazine il 01/1/70
Vendere il latte nel cartone
Questa piccola “rivoluzione verde” è destinata al latte, che in Inghilterra viene venduto in bottiglie di plastica: ora si prova a inserirlo in un nuovo tipo di involucro più ecologico. E’ in cartone con all’interno, per proteggere il liquido, una borsa rapidamente biodegradabile. Secondo me sarebbero ancor meglio il vuoto a rendere, come qualche decina di anni fa, o la vendita “alla spina”, come si fa con i detersivi: ma se proprio si vogliono impiegare dei contenitori usa e getta, il cartone con all’interno la borsa potrebbe essere una buona soluzione per tanti altri prodotti.
da maria
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di Russo Leonardo il 01/1/70
Si riprendano i loro imballaggi inutili
Mi piacerebbe che qualcuno ripetesse in Italia la protesta del Women’s Institute. L’hanno fatto in giugno, stanno organizzando la seconda edizione: conservare per una settimana tutti gli imballaggi inutili che negozi e soprattutto supermercati ci rifilano insieme alla merce e poi restituirli al mittente col biglietto “E adesso fatene qualcosa”. Il quotidiano inglese The Independent ha sposato la causa e raccoglie via email segnalazioni di imballaggi particolarmente superflui: roba che appesantisce il pianeta prima di un processo produttivo evitabile, e poi di immondizia. Davvero è un’idea tutta da copiare: qualcuno vuol farlo?
da maria
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di Resca Mario il 01/1/70
Acquista bio e “cruelty free”
Ho un indirizzo interessante da segnalarvi. Si chiama Biobottega ed un portale di e-commerce dove è possibile trovare una vasta gamma di prodotti biologici e “cruelty free”, ovvero non testati su animali. Il responsabile si chiama Alessio Leonardi, ci ho parlato direttamente e devo dire che mi piace molto la sua filosofia. Ve la riassumo in poche parole: tutto ciò che è in vendita è stato testato personalmente, quindi, in teoria, dovrebbe garantire maggiore attendibilità . Su Biobottega troverete una vasta gamma di alimenti biologici, prodotti fitoterapici, cosmetici naturali “cruelty free”, saponi naturali, borse e accessori in canapa, e anche prodotti per animali. Vi consiglio di farci un giro e se acquistate qualcosa fatemi sapere com’è andata.
da emiliano
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di francesca il 01/1/70
Le bolle amiche degli animali
Anche in Italia sono disponibili i prodotti di una delle aziende premiate in settimana dalla Rspca, la Protezione Animali inglese, perchè attente al benessere degli animali. Nel campo dei cosmetici c’è la Lush, che un’home page piuttosto ammiccante e negozi a Roma, Milano e in molte altre città . Tratta soprattutto prodotti per l’igiene e profumi. Altri premi sono andati a ditte inglesi che vendono per corrispondenza vini e abiti, cibi biologici anche di nicchia, a un ristorante di Teignmouth nel Devon e a una piccola impresa familiare di prodotti per la cura del corpo.
da maria
Senza plastica superflua
I supermercati britannici giocano la carta dell’ecologia per sedurre i consumatori: dopo la campagna della catena Tesco per persuadere i clienti ad usare meno borse di plastica, Sainsbury’s da questa settimana comincia a confezionare frutta e verdura in imballaggi biodegradabili – da gennaio anche i cibi pronti – ed annuncia che così si risparmieranno 3.550 tonnellate di plastica all’anno. Resta il fatto che i mercati e i negozi tradizionali non vendono cibi imballati in contenitori superflui destinati comunque a diventare immondizia.
Scritto da Maria Ferdinanda Piva
da maria
Il Giappone fa fuori le buste di plastica
Dopo l’Australia anche il Giappone, con un consumo annuo di circa 30 miliardi di buste di platica, ha adottato una legge per ridurre progressivamente il numero degli shopper in circolazione. L’obiettivo è di eliminarli completamente ponendo così rimedio a uno spreco di plastica e di risorse che non si esaurisce certo con la produzione delle buste.
“Non siamo stati sempre così spreconi” ha dichiarato un responsabile del governo e tornare all’uso delle borse di iuta o al tradizionale furoshiki, contenitore paragonabile alle nostre borse di rete usate e riusate per tutti gli anni ‘60, non può che giovare. Non solo per le quantità di energia sprecata per la produzione, ha inoltre sottolineato Yoshitaka Fukuoka, professore di scienze ambientali dell’università di Rissho, ma per le ovvie ricadute sull’ambiente e sulla salute del pianeta.
[via Japan Times]
da mstramazzo







