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Il rapporto Ispra sui rifiuti italiani nel 2007. Diminuisce lievemente la produzione pro capite
Nel 2007 per la prima volta la produzione pro capite di rifiuti in Italia è scesa lievemente. Oh, quanto lievemente!
Menomale, comunque. Buon segno. E’ il dato migliore del rapporto Ispra sui rifiuti (l’Ispra è l’ex Apat) che è stato appena pubblicato: trattandosi di dati appunto del 2007, non deve ancora essere l’effetto della crisi economica e della riduzione dei consumi.
L’anno scorso i dati relativi al 2006 indicavano una crescita della produzione di immondizia addirittura superiore alla crescita del Pil. Tutto è andato bene allora nel 2007? Mica tanto.
Per cominciare, la produzione media di rifiuti pro capite è scesa di pochissimo: da 550 a 546 chili per persona. Sono comunque 1,49 chili al giorno. Ma ci pensate? Un’enormità.
Il risultato è che la produzione di immondizia nazionale è arrivata a 32,5 milioni di tonnellate, con un incremento rispetto al 2006 di 40mila tonnellate, pari ad appena lo 0,1 per cento. Un’altra enormità. Non l’incremento: la produzione.
Poi la raccolta differenziata. Esistono le solite disparità, il Nord sul 42% e il Sud sull’11,6. Media nazionale: 27,5%.
Però il rapporto rifiuti non dice quanta immondizia proveniente dalla raccolta differenziata è stata effettivamente riciclata.
E’ un mio vecchio chiodo fisso. Per la legge italiana basta differenziare. Poi è ben difficile sapere che fine fa ciò che mettiamo nei bidoni della raccolta differenziata.
Per questo, secondo me, è importante cambiare strada. Innanzitutto vendita di prodotti sfusi e alla spina. In subordine il vuoto a rendere. In subordine ancora la raccolta differenziata.
Chissà se fra qualche anno potrò leggere nel rapporto Ispra che si è verificata una decisa, netta riduzione dei rifiuti. Il mio sogno.
Dall’Ispra il rapporto rifiuti 2008 (con i dati 2007) e il comunicato stampa
Foto Flickr
da maria
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