Attenzione! Tra qualche giorno l'url di Blogeko diventerà www.blogeko.it
Clicca qui per aggiungere il nuovo indirizzo ai tuoi preferiti ed essere sicuro di trovarci!!

Acque, Biocarburanti

Il biocarburante basato sul mais consuma troppa acqua: decine e decine di litri per chilometro

Google Risultati di ricerca

You arrived here after searching for the following phrases:

Clicca su un termine per andare direttamente alla sua prima occorenza, oppure torna ai risultati di ricerca.

etanoloI biocarburanti sottraggono cibo agli affamati, ma non solo. Sottraggono anche un’immensa quantità d’acqua a un mondo sempre più assetato e che ha già consumato la metà delle riserve d’acqua dolce.

Usare biocarburanti ricavati dal mais significa consumare qualcosa come 50 galloni d’acqua (circa 190 litri) per miglio, ovvero per percorrere circa 1,6 chilometri. E non è tutto.

Lo studio sull’acqua “incorporata” e “nascosta” nei biocarburanti è stato pubblicato su Environmental Scienze & Technology. Ha fatto i conti un gruppo guidato da Joel G. Burken, della Missouri University of Science and Technology.

Un approccio del genere ai biocarburanti costituisce una novità. Finora si erano considerati solo gli effetti collaterali appunto sul cibo e sul ciclo dell’azoto nonchè l’elevatissimo uso di combustibili fossili necessari per produrli: quegli stessi combustibili fossili rispetto ai quali i biocarburanti vorrebbero essere un’alternativa “ecologica”.

Lo studio sull’acqua “nascosta” ha preso in esame i biocarburanti “di prima generazione”, quelli ottenuti da colture alimentari come il mais che piacevano tanto agli Stati Uniti di Bush e nei confronti dei quali l’Unione Europea, per fortuna, è più cauta.

Sarebbe più logico ricavare i biocarburanti da sottoprodotti e scarti vegetali. Ma attualmente la tecnologia è ben sviluppata solo a partire da “materie prime” come appunto il mais, la soia, la canna da zucchero.

Tenendo conto dell’acqua necessaria per irrigare i campi e trasformare il mais in etanolo, dice lo studio, un’auto alimentata con biocarburante prodotto a partire dal mais cresciuto in Nebraska consuma appunto 50 galloni d’acqua per miglio.

Quando il biocarburante deriva dal sorgo, il bilancio idrico è ancora più negativo. Se proviene da campi coltivati ancora il Nebraska, servono addirittura 115 litri d’acqua per percorrere in auto un miglio.

Su Water & Wastewater il biocarburante recivatato dal mais consuma troppa acqua: decine e decine di litri per chilometro

L’articolo su Environmental Scienze & Technology: la quantità di acqua necessaria per produrre i biocarburanti

Foto Flickr

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mag  09
8
alle 02:34
da maria

Ultimo commento:

di marco il 01/1/70

per come la vedo io il tema dei biocarburanti è più etico che prettamente scientifico, nel sens...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


3 Commenti to “Il biocarburante basato sul mais consuma troppa acqua: decine e decine di litri per chilometro”

  1. dian dice:

    Gli stessi che ci tengono schiavi del petrolio, sono quelli che poi ci danno le “alternative”, ma che di alternativo non hanno proprio niente.

  2. giuseppe piratru dice:

    …E’ possibile avere anche i dati sul consumo e l’inquinamento che sono necessari per produrre idrocarburi?
    Credo che ciò che avete pubblicato sia vero, ma senza una tabella comparativa di valutazione, non credo sia corretto affermarlo, vi spiego il perchè:
    -< Ogni ciclo produttivo ha bisogno di risorse idriche per funzionare, che sia alimentare o industriale invece di chimico.
    La differenza la fa il sistema di produzione adottato, infatti ci sono dei cicli produttivi così detti a recupero di energia.
    la produzione di biocarburanti ” in questo caso ricavato da colture di mais potrebbe essere eseguito con mais non destinato al ciclo alimentare, e quindi usare acque non potabili, o comunque di recupero, se poi consideriamo che le emissioni di CO2 diminuiscono drasticamente, ecco che si attiva un ciclo maggiore di effetti naturali, le precipitazioni atmosferiche.
    Provate a valutare quanta acqua ci vuole per avere a tavola un hamburgher, o per costruire l’abitazione dove risiedete o ancora le medicine che usate o l’automobile che usate, o…

  3. marco dice:

    per come la vedo io il tema dei biocarburanti è più etico che prettamente scientifico, nel senso che se la produzione di combustile per autotrazione deve, al fine di ridurre le emissioni inquinanti, andare a ridurre cibo e acqua per le persone, allora lo trovo intollerabile.
    concordo con Giuseppe nella parte finale del suo intervento (”Provate a valutare quanta acqua ci vuole per avere a tavola un hamburgher, o per costruire l’abitazione dove risiedete o ancora le medicine che usate o l’automobile che usate, o…”) e credo che la ricerca di una soluzione per vivere in maniera meno impattante sul pianeta non possa non passare per una riduzione dei consumi, soprattutto energetici.
    saluti.
    ps:
    potrei arrivare ad essere d’accordo con l’uso di biocombustili se fossi sicuro che provengono realmente da scarti vergetali e se la loro lavorazione e produzione avvenisse su piccola scala. Se dovessero prendere piede o diventare di moda tanto da solleticare l’appetito di multinazionali dell’energia arriverebbero a provocare danni non solo ambientali (es.: deforestazione in Indonesia per piantare palma da olio) ma anche diretti sulle popolazioni privandole di cibo e acqua.

Lascia un Commento