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Gran Bretagna, entro il 2020 tutta l’elettricità dall’eolico offshore

Secondo uno studio condotto dal britannico Department for Energy and Climate Change entro il 2020 tutta l’elettricità necessaria alle famiglie della Gran Bretagna potrà essere ricavata dall’energia eolica offshore.
Altre 5000-7000 nuove trurbine eoliche potranno essere costruite a largo delle coste britanniche per una potenza complessiva installata di 25 gigawatt, ovvero il corrispettivo di 25 centrali a carbone.
Questa cifra dovrà essere aggiunta agli attuali 8 gigawatt di impianti già costruiti e in fase di costruzione, per un totale di circa 33 gigawatt di potenza.
E calcolando la buona notizia che vi avevo annunciato l’altro giorno, ovvero delle nuove turbine da 5 megawatt per l’offshore ideate da Areva, forse di impianti ne serviranno anche meno.
La lunga ricerca del dipartimento britannico (circa un anno) su geologia, fauna e avifauna marina è arrivata a conclusioni ancora più spinte rispetto a quelle del Carbon Trust, l’ente messo in piedi dal governo per aiutare le aziende a ridurre le emissioni, che aveva affermato che in Gran Bretagna si potevano costruire altri 29 gigawatt di eolico offshore.
Il problema, secondo la compagnia tedesca E.on, a cui è stata commissionata la costruzione di tre grandi progetti offshore in Inghilterra, rimangono però i costi molto elevati.
E.on chiede infatti al governo britannico di raddoppiare il supporto economico all’eolico offshore, senza il quale non è possibile andare avanti su questa strada.
Dello stesso parere il Carbon Trust che chiede al governo di investire maggiormente nella pianificazione, in ricerca e sviluppo per migliorare l’efficienza degli impianti e nel potenziamento della rete elettrica nazionale.
Sempre secondo il Carbon Trust se le istituzioni seguissero le sue raccomandazioni l’eolico (sia offshore che onshore) potrebbe garantire una riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 14% e creare più di 70 mila nuovi posti di lavoro in Gran Bretagna.
Via Guardian
Foto ddl200
Un’indagine della Nasa individua le zone migliori per l’eolico off shore
da emiliano
Ultimo commento:
di alfio il 01/1/70
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gennaio 28th, 2009 at 18:11
Ok, va bene che il “Dio Eolo” è sempre molto generoso con l’Inghilterra, ma fra qui ed affrancare il Paese dai bisogni di energia elettrica attraverso un eolico off-shore di una potenza INSTALLATA di 33 gigawatt mi sembra ce ne corra!!!
Se non vado errato, anche in Germania la potenza installata è già superiore ai 20 gigwatt, ma la resa non è certo altrettanto “importante” (anche senza considerare i periodi di … bonaccia, nei quali non si può certo “fermare” un Paese!).
gennaio 28th, 2009 at 21:23
I Gigawatt installati purtroppo non dicono tutto, anzi in fondo non dicono proprio niente.
Contano le unità di misura dell’energia, quanti GigawattORA vengono generati durante il funzionamento di un anno ? Se ad esempio il vento non ci fosse, la produzione sarebbe ZERO anche se fossero installati 100GW !!!
Attualmente, il costo dell’eolico è estremamente competitivo rispetto a tutte le altre forme rinnovabili, addirittura competitivo con il nucleare, attorno ai 25cent / KWh, bene si fa quindi ad incentivarne la produzione. Le ore medie di funzionamento all’anno dipendono molto dalla posizione geografica, pertanto l’eolico non sarà mai “per tutti” ma sarà concentrato in poche grandi isole, i “parchi fotovoltaici”, dove il ritorno dall’investimento sarà ottimale.
Ancora, come quota di produzione, non ci siamo, ma se riuscissimo anche a ridurre i consumi l’eolico potrebbe coprire una fetta preponderante, avviandoci verso l’abbandono dell’era petrolifera.
gennaio 28th, 2009 at 21:25
Intendevo ovviamente “parchi eolici”
gennaio 29th, 2009 at 13:00
ciao Paolo, hai ragione sulla potenza installata però qui stiamo parlando di una delle zone più adatte all’eolico offshore, ovvero il Mar del Nord, dove il vento soffia praticamente costantemente. Capisco cmq che ti riferisci al fatto che si tratti di una variabile da tenere in considerazione. Sono d’accordo. Ma non credo smentisca la validità delle considerazioni fatti dai due enti britannici. Ciao
gennaio 29th, 2009 at 13:45
Bèh, intanto un ente che si chiama “Department for Energy and Climate Change“, immagino che non sia assolutamente schierato ideologicamente…
gennaio 30th, 2009 at 21:30
ma davvero esistono posti dove non tira mai vento? vado a vela da 35 anni e non ricordo di esser mai rimasto fermo in mezzo al mare per piu’ di un’ora(tempo di inversione del ciclo termico in prossimita’ di una costa ) proviamo a chiedere ad un metereologo se e’ possibile che non tiri vento in tutta la germania per un’ora o per 2 giorni!!! che sia variabile d’ accordo…..ma che si fermi del tutto dappertutto no…d’altronde anche il consumo non e’ sempre uguale……….ci risiamo con le emozioni che escono sempre prima della logica razionale!!!!!ciao