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Chiaiano, la discarica è a rischio idrogeologico

E’ stato definito “metodo Chiaiano”, ovvero la modalità attraverso la quale il Governo può decidere di imporre con la forza pubblica la messa in sicurezza di “aree di interesse strategico nazionale”. Che si tratti di discariche, di inceneritori, di centrali nucleari o di che so io che altro.
In questo modo è stata imposta ai cittadini napoletani la discarica della Cava del Poligono, in una zona, quella di Chiaiano, che insieme ai quartieri di Piscinola, Marianella, Scampia forma l’ottava municipalità del capoluogo partenopeo.
Dopo gli scontri e le polemiche estive la stampa ha smesso di parlare del problema. Problema che è stato tutto fuorché risolto. Vediamo perché.
La cava del Poligono è stata recentemente definita una “discarica modello”. Questo secondo le parole del Generale Giannini, braccio destro del sottosegretario Guido Bertolaso per l’emergenza rifiuti in Campania.
Ora, definire “modello” una discarica dove è stato recentemente rinvenuto dell’amianto e che è perennemente minacciata dal rischio idrogeologico a causa della mancata messa in sicurezza idraulica dell’area, mi sembra perlomeno una forzatura.
“Deve essere chiaro” scrive il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’università di Napoli Federico II e assessore del Comune di Marano “che senza questo intervento ritenuto propedeutico dagli stessi progettisti non può essere aperta la discarica”.
E non solo. Un altro problema molto grave deve ancora essere risolto ovvero quello del recapito delle acque verso l’abitato di Marano, non ancora risolto, nemmeno progettualmente.
E’ chiaro infatti che senza la messa in sicurezza idraulica dell’area, il rischio della contaminazione delle falde acquifere è molto elevato.
E si capisce la preoccupazione della gente di Chiaiano se è vero che la megadiscarica di 700 mila tonnellate ospiterà anche rifiuti pericolosi (lo stabilisce il decreto 90/08 converito in legge 123) come ceneri pericolose.
“E’ ragionevole pensare infatti” scrive un portavoce del Comitato ChiaiaNoDiscarica “che la futura discarica sarà usata per stoccare le ceneri prodotte dai cinque inceneritori previsti dallo stesso decreto”. Altrimenti dove andranno a finire?
Già, ce lo chiediamo un po’ tutti. Così come ci chiediamo per quale motivo il Governo abbia deciso di continuare a finanziare gli inceneritori con i Cip6, quando con gli stessi soldi si poteva realizzare un piano esteso di raccolta differenziata sul territorio campano.
Mentre con molti meno soldi rispetto a quelli con i quali si sta realizzando la megadiscarica di Chiaiano, secondo il Comitato Civico “Rosa dei Venti”, si potevano trasformare i sette impianti campani di CDR (combustibile da rifiuto) in impianti di Trattamento Meccanico Biologico.
Sta di fatto che il piazzale antistante la discarica “modello” è sommerso di acqua e fango, e che dove sono in corso di allestimento i lavori di allestimento della vasca dei rifiuti esiste il rischio concreto di un’inondazione.
Ma tutto questo a noi non ci deve preoccupare perché c’è l’esercito che vigila. Lo stesso esercito che grazie alla legge recentemente approvata dal Senato potrà essere impiegato per la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti.
“Un vero e proprio schiaffo alla democrazia” concordo pienamente con quanto affermano quelli del comitato ChiaiaNoDiscarica. Un fatto che deve preoccupare tutti, non solo i cittadini napoletani.
La discarica di Chiaiano a rischio idrogeologico
da emiliano
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