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Stranezze del cibo globale, l’Italia rifornisce di kiwi la Nuova Zelanda

Il kiwi è il frutto tipico della Nuova Zelanda. La maggior parte dei kiwi mangiati in Nuova Zelanda è cresciuta in Italia.
Metà delle pere consumate in Europa sono coltivate in Kenya. La Spagna è patria di lussureggianti agrumeti, ma mangia limoni che vengono dall’Argentina.
L’Inghilterra ogni anno importa 15.000 tonnellate di wafer, e ne esporta altrettanti. Ma, dico, e scambiarsi invece le ricette?
Il New York Times dedica un servizio a queste ed altre, diciamo, stranezze del mercato globale del cibo. Tutto nasce, ovviamente, dalla convenienza di acquistare i prodotti dove costano meno, e di venderli dove si possono spuntare i prezzi più alti.
Ma sulle stranezze tipo pere kenyote forse sarà il caso di meditare.
Il cibo fa il giro del mondo in aereo e in nave, ovvero sulle ali del petrolio. Bruciarlo significa emettere anidride carbonica, il gas serra che arrostisce il pianeta. Se non bastasse, il petrolio ora costa 120 dollari al barile. E poi ci lamentiamo che tutto rincara…
L’Unione Europea è il maggior importatore planetario di cibo. Significa che siamo i maggiori mangiatori planetari di petrolio. Con quel che costa!
Significa, soprattutto, che siamo i più vulnerabili nella crisi alimentare a causa della quale ora in America, il granaio del mondo, si raziona il riso.
Non vorrei che sembrasse un inno all’autarchia, all’orgoglio nazionale e ai muri invalicabili al posto dei confini. Non mi appartiene, questo tipo di cultura. Preferirei metterla in un altro modo.
A parte i danni per il clima, mandare kiwi in Nuova Zelanda e mangiare pere del Kenya significa sprecare nel trasporto risorse che potrebbero essere impiegate in ben più utile modo. E se i kiwi li mangiassimo noi, al posto delle pere?
Sul New York Times il mercato globale del cibo e l’Italia che rifornisce di kiwi la Nuova Zelanda
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di luciano il 01/1/70
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aprile 29th, 2008 at 16:05
in effetti pere e kiwi costano più o meno uguali
aprile 29th, 2008 at 17:49
Sul fatto di importare prodotti nostrani effettivamente c’è qualcosa di strano (o che non possiamo capire…)
Per quanto riguarda le esportazioni di kiwi, l’Italia, se non ricordo male, è il secondo produttore al mondo!
aprile 29th, 2008 at 18:36
Il fatto è che in Nuova Zelanda i Kiwi maturano quando da noi è primavera, mentre in Italia i Kiwi Maturano in Autunno.
Conseguentemente in estate noi mangiamo kiwi neozelandesi ed in inverno i neozelandesi mangiano kiwi italiani
aprile 29th, 2008 at 19:54
Certo. Anche da noi arrivano le ciliegie dal Sudafrica (o giù di lì) per Natale.
Però la maggior parte delle ciliegie che si consumano da noi non è cresciuta in Sudafrica.
E’ questa la differenza rispetto ai kiwi che mandiamo in Nuova Zelanda
aprile 30th, 2008 at 10:12
L’Italia è il primo produttore di kiwi al mondo, con 422.000 tonnellate nel 2006, ben il 35% dell’intera produzione mondiale. Seguono la Nuova Zelanda (318.000 ton) con il 27% e il Cile (150.000 ton) con il 13%.
..anzi !
…e dire che la pianta è originaria della Cina ! (non tutte quello che è cinese vien per nuocere
maggio 4th, 2008 at 17:08
A proposito dei kiwi italiani però c’è un’altro problema “morale”.. I kiwi sono piante dall’altissimo fabbisogno idrico e si è riscontrato addirittura un abbassamento del suolo dovuto al consumo delle falde acquifere proprio a causa di queste piantagioni.. Comprare kiwi italiani ci danneggia comunque!
maggio 4th, 2008 at 17:49
La notizia mi ha colpito proprio perchè quando ero in NZ mi sono posto la stessa domanda vedendo nei supermercati kiwi italiani..(e di contro qui in Italia vedo kiwi NZ).Ora va bhè che l’Italia è il primo produttore al mondo ma c’è anche da dire che la NZ segue a ruota in seconda posizione..La stagione c’entra relativamente in quanto in prossimità del mare il clima è temperato tutto l’anno ed è ottimo per la produzione del kiwi sempre…Perchè allora queste stranezze?Quali logiche di mercato ci sono ditro?E quali politiche di difesa dall’inquinamento??
maggio 4th, 2008 at 23:17
Da noi in Sicilia invece succede che le arance, limoni e mandarini non vengono più raccolti perché arrivano sul mercato agrumi da Africa, Spagna e altri posti a prezzi così bassi che gli agricoltori locali non possono pagare neanche gli operai per raccoglierli.
ottobre 4th, 2008 at 18:40
per produrre il Kiwi “dalla potatura della pianta -Gennaio febbraio- alla raccolta nel mese di Novembre trascorre un anno” nessuna speculazione…… soltanto il ciclo della natura. Il Kiwi mantenuto in celle frigo si mantiene al massimo sei mesi. Il Kiwi in Italia raccolto a novembre coprirà i sei mesi dell’anno in attesa del raccolto a maggio-giugno della New Zelanda che coprirà gli altri 6 mesi…..buona mangiata…ciao.