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Solare

Solare, si marcia verso il post-petrolio

pannelli solari

Un nuovo materiale in grado di aumentare notevolmente l’efficienza dell’energia solare fotovoltaica, è questa la bella scoperta annunciata dai ricercatori dell’Università di Copenhagen. Si chiamano Nano flakes (nano fiocchi), “una perfetta struttura cristallina, a prima vista molto rara, in grado di assorbire efficacemente la luce” e di portare con facilità al di sopra del 30% il livello di conversione dell’energia solare in elettricità (attualmente ci aggiriamo intorno al 15-20%). Non solo, i “nano fiocchi” permetterebbero anche di ridurre i costi di produzione e la quantità di silicio utilizzato. Ha ragione Maria quindi, è il solare fotovolatico l’antidoto all’impennata del petrolio e all’inevitabile declino dell’economia basata sulle fonti fossili, d’altronde lo ripetiamo da anni. E mi conforta sapere che la ricerca in questo senso vada avanti. Se lo capissero anche i governi e i grandi interessi economici sarebbe un bel passo avanti. Via Il Professor Echos. Leggi l’articolo su Science Blog. Foto Flickr.

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da emiliano

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di il 01/1/70

ciao Romeo, il discorso dello smaltimento dei pannelli è molto interessante. Per quello che ne s...


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6 Commenti to “Solare, si marcia verso il post-petrolio”

  1. Tiziano M. dice:

    “E mi conforta sapere che la ricerca in questo senso vada avanti.”

    Da noi com’è lo stato della ricerca?
    Forse è una mia -errata?- impressione, ma mi pare che gli altri siano sempre qualche passo avanti.
    Il problema principale del solare fotovolataico è sempre uno: il costo iniziale, costituito dai pannelli solari prima, e dagli inverter poi.

  2. aldo de luca dice:

    Caro Tiziano non credo che noi siamo indietro nella ricerca sul solare. Siamo invece molto indietro sulla istallazione di centrali solari, nonostante la nostra posizione favorevole.
    Tutto qui.
    Saluti

  3. Romeo dice:

    Per me più che centrali solari dovremmo pensare ai tetti sopra le nostre teste. Unire l’utile al dilettevole e rendere più attive le nostre reti energetiche cercando di ridurre così anche le inevitabili perdite in linea.

    Visto che trovo in Emialino una persona molto attenta chiederei se conosce come vanno a finire questi pannelli alla fine della loro vita? Si riciclano i materiali di cui sono composti?

    Sto per mettere su anche l’impianto ma non riesco a soddisfare completamente questa curiosità.

    Saluti radiosi

  4. Tiziano M. dice:

    Per Aldo:

    non ho dati precisi in fatto di ricerca italiana, ho captato qualche giorno fa che ci sono delle ricerche in corso anche da noi, e quanto affermavo era in relazione alla provenienza di queste notizie: poche dall’Italia, tante dall’estero.

    Per quanto riguarda l’installazione: verissimo. La Germania, -nonostante la loro posizione sfavorevole!- mi pare sia al primo posto in Europa per numero di installazioni. In un recente servizio televisivo ho visto inquadrare un quartiere residenziale di un paese nordeuropeo (non ricordo quale): mi è venuto un nodo alla gola, c’erano più pannelli lì che in tutto il paese dove risiedo.

    Sto valutando se cominciare ad installare impianti fotovoltaici, ma detesto i tetti…

  5. montezumo dice:

    non basta il fotovoltaico,dobbiamo
    prima imparare a non sprecare risorse.
    ad esempio nella costruzione degli
    edifici,in germania gli edifici sono
    di tipo passivo,il fabbisogno energetico
    deve essere intorno 7kwh/m2 anno.
    questa e’ la strada giusta.

  6. Anonimo dice:

    ciao Romeo, il discorso dello smaltimento dei pannelli è molto interessante. Per quello che ne so attualmente lo smaltimento dei pannelli è a carico del possessore dell’impianto e il silicio è considerato rifiuto normale (non speciale). Le vecchie celle possono essere riciclate e utilizzate per ricostruirne di nuove. Non conosco a fondo tutte le dinamiche tecniche. C’è qualche produttore o un tecnico specializzato che ci può dire di più? Ciao!

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