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Clima

Rinegoziare Kyoto, la miope e insensata battaglia dell’Italia

terra triste

Rinegoziare il Protocollo di Kyoto, nientepopodimeno.

Non pago dell’opposizione dell’Italia alle misure europee salvaclima, il ministro delle Infrastrutture Matteoli apre un nuovo fronte della battaglia di retroguardia.

Sissignori, una battaglia di retroguardia, oltre che miope e insensata. Dopo le elezioni, gli Usa si avvicineranno al Protocollo che impegna a ridurre le emissioni di gas serra.

Capiterà sia che vinca Obama sia che vinca (il Cielo non voglia) McCain.

E a questo punto non applicano il Protocollo solo più Paesi come il Kazakistan, con tutto il rispetto. Ai quali l’Italia è molto vicina.

Del resto anche nell’opposizione alle misure europee salvaclima l’Italia ha i seguenti compagni di strada, neanche, pare, tanto convinti, checchè ne dica l’uomo di Emma, cioè Berlusconi: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria. Più forse Repubblica Ceca.

Dall’altra parte della barricata Paesi come la Germania, l’Inghilterra e la Francia. Pesate un po’ le cose voi, e ditemi se il rispetto per il clima è una cosa tanto ingombrante.

Ma vaglielo a spiegare a Berlusconi e Matteoli. Secondo il quale non solo le misure europee salvaclima: addirittura il Protocollo di Kyoto dal quale discendono è un impaccio per l’industria.

Donde la proposta di rinegoziarlo, e la sua dichiarazione riferita da Agi: “Nei confronti del protocollo di Kyoto c’è molta timidezza da parte di alcuni Paesi perchè si teme di essere accusati di non voler salvaguardare i problemi legati all’ambiente”.

Boh, non so voi. Riderei se non ci fosse da piangere. Secondo l’Ipcc dell’Onu e secondo il consenso pressochè unanime degli scienziati, le attività umane e l’emissione di gas serra sono la causa principale dei mutamenti climatici.

L’ha dovuto ammettere perfino l’aspirante vicepresidente Usa Sarah Palin, quella che vuol trivellare petrolio a tutto spiano e che si tiene un orso impagliato sul divano dell’ufficio.

Rispettare il Protocollo di Kyoto – l’impegno dal quale Matteoli si vuol smarcare – significa che entro il 2012 le emissioni di anidride carbonica, il principale gas serra, dovranno essere del 5% inferiori a quelle del 1990.

Temo che Matteoli & C. siano gli unici, sulla faccia della Terra, a non aver letto il rapporto di Nicholas Stern. E’ un banchiere – banchiere, mica un no global – e ha fatto i conti. Dice che se non si impegna subito il 2% del Pil per lottare contro i cambiamenti climatici, il Pil stesso scenderà del 5-20%.

Non sono una fanatica del Pil, questo ormai dovrebbe essere chiaro. Parlo il loro linguaggio: l’unico che, pare, possono capire. Però servirebbe un minimo di lungimiranza: secondo i calcoli di Stern, la flessione del Pil in seguito al riscaldamento del clima avverrà entro il 2050.

Loro – Berlusconi, Matteoli & C. – non avranno più il problema di farsi rieleggere, per quella data. Coloro che leggono queste righe, mi auguro, al mondo ci saranno ancora ancora.

Li invito a provvedere già da ora per la vecchiaia. Scegliere il più presto possibile governanti migliori, voglio dire.

Da Agi rinegoziare Kyoto, la miope e insensata battaglia dell’Italia

Dal New Scientist chiunque vinca le elezioni, l’America si riavvicinerà a l Protocollo di Kyoto

Da Wikipedia il Protocollo di Kyoto e le nazioni che, oltre agli Stati Uniti, non l’hanno ancora ratificato

Da La Stampa non è affatto compatto il fronte dei Paesi che l’Italia definisce suoi alleati contro le misure europee salvaclima

Leggi Il ministro dell’Ambiente mette l’economia prima dell’ambiente

Leggi La deforestazione causa perdite economiche più pesanti del crollo di Wall Street

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ott  08
20
alle 04:02
da maria

Ultimo commento:

di federico vannucci il 01/1/70

Onestamente trovo poco funzionale iniziare dei ragionamenti con coloro che, invece di ringraziare...


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22 Commenti to “Rinegoziare Kyoto, la miope e insensata battaglia dell’Italia”

  1. federico vannucci dice:

    Ora, Maria, a parte il fatto che il “linguaggio dei numeri” non mi pare proprio il tuo linguaggio (almeno a giudicare da quante volte hai “litigato” con questi stessi numeri!), il problema del protocollo di Kyoto e di tutte le altre menate ad esso collegate è che rischia di costare all’Italia un conto salatissimo.

    Al chè si può dir di tutto su questo governo, ma almeno si dovrebbe evitare di accusarlo di cercare di mettere una pezza su questo accordo (che peraltro non so nemmeno da chi sia stato siglato: di sicuro da uno dei soliti politici italiani che volevano “farsi belli”, tanto che sia dx che sx finanche radicale hanno ben dimostrato la totale incapacità di onorare!), che rischia di essere solamente un costo enorme per le ns tasche, stante anche le salatissime multe che stanno per incombere sugli “sforamenti” della CO2!!

    D’altra parte non fa meraviglia questa tua presa di posizione, Maria, chè ad esse ci hanno ben abituato i tuoi amici della sinistra radicale, sempre pronti a fomentare la UE per farle comminare sanzioni su sanzioni al ns Paese attraverso le loro (caine) denuncie…

    P.S.: chè poi, ce li potremmo almeno vivere un po’ in tranquillità, questi rimanenti 97 mesi di … spensieratezza (tanto, dopo, s’ha tutti da arrostire, Kyoto o non Kyoto!)

  2. Geronimo dice:

    Perfetto; tutto torna.
    Vannucci, come al solito, si commenta da solo; ed è utile per chi voglia tentare un approccio sociologico al problema di come faccia questa destra al governo ad aver trovato consenso.
    Non credo proprio valga la pena rispondere nel merito a siffatti personaggi; questo qua trova negativo (perchè troppo costoso!!!) il protocollo di Kyoto, quando è vero esattamente l’opposto.
    La negatività del protocollo di Kyoto sta nel porsi obiettivi minimi, non adeguati alla gravità della situazione che stiamo vivendo.
    Questo secondo me è la dimostrazione lampante della non equidistanza fra destra e sinistra rispetto alla questione ambientale, Vannucci ne è la prova vivente.

  3. federico vannucci dice:

    No, Geronimo: il nocciolo sta semmai nella diversità (in termini di pragmaticità) che esiste fra la sinistra radicale (e/o centri sociali che dir si voglia) ed il resto del Paese: non a caso, voi “girotondini”, da un po’ di tempo potete al più frequentare blog come questo, piuttosto che il Parlamento Italiano… (fatto che comunque “giustifica” la rabbia impotente di voi defenestrati!).

    Riguardo il protocollo in oggetto, c’è solo da notare che la sua firma implicava esporre il ns Paese a salatissime sanzioni nel caso di “sforamenti” della CO2: come dire che, firmandolo, oltre al danno si è aggiunta pure la beffa!

    Poi ci sarebbe da convenire sul fatto che i politici (di dx o di sx: lasciamo perdere gli “arcobaleni”, che i danni AGGIUNTIVI li fanno solo per il fatto di esistere!) abbiano semmai dimostrato la totale incapacità di affrontare la questione: tanto è vero che le emissioni di CO2 italiane, nel periodo in considerazione, sono aumentate della stessa e maggior misura di quanto sarebbero dovute…diminuire!!!

  4. simone dice:

    tu federico.. sei un’anarchico, come altro ti si potrebbe definire?

    le multe che fanno i vigili costano parecchio alle tasche dei cittadini, allora cancelliamo il codice della strada! facciamone un bel rogo in tutte le piazze d’italia! cosa ne dici?

  5. Geronimo dice:

    Anarchico,Simone?
    Se fossi un anarchico mi incazzerei e parecchio a farmi paragonare a un elemento simile.

  6. simone dice:

    ma si l’ho detto con un filo di sarcasmo.. giusto per richiamare la sua logica.. au contraire.
    assomiglia più ad un’individualista.

    (secondo me ci prova con maria.. ssch..)

  7. Geronimo dice:

    può essere; è una tecnica di abbordaggio molto sui generis, però hai visto mai?

  8. federico vannucci dice:

    Al riguardo del “rinegoziamento” delle emissioni di CO2 europee in linea con il protocollo di Kyoto, oltre ai proclami della Sinistra Radicale per bocca di Maria, mi sembra pure utile sentire “l’altra campana”…

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=299497

    Intanto, prepariamoci a metter… mano al portafoglio!

  9. Tiziano M. dice:

    Siamo un paese manifatturiero, ma pare che qualche “eurocrate” spesso lo dimentichi.

  10. lucio dice:

    n. 252 del 2008-10-21 pagina 0
    Che significa 20-20-20? Andare tutti a piedi
    di Franco Battaglia
    Leggo che la Commissione europea avrebbe esortato a mantenere la volontà di riduzione delle emissioni di CO2 nonostante la
    crisi economica. Mi chiedo se gli sia venuto in mente che sarà proprio grazie alla crisi economica che una qualche riduzione si
    avrà. E mi chiedo anche quanta parte hanno avuto, in questa crisi economica, tutte quelle azioni che in questi anni sono state
    intraprese a livello mondiale proprio per implementare il protocollo di Kyoto. Che – ci auguravamo già nel lontano 2000 su
    queste pagine – sarebbe stato meglio mai partorire.
    Forse una cosa non è sufficientemente apprezzata: la nostra civiltà è fondata sulla possibilità di trasferire energia abbondante e
    a buon mercato. Provate a immaginare come vi toccherebbe mutare le vostre abitudini di vita se foste privati del solo
    frigorifero. L’energia va risparmiata? La domanda è mal posta, perché l’energia né si crea né si distrugge; non a caso pochi righi
    sopra ho scritto «possibilità di trasferire». Trasferimento che oggi operiamo, quasi al 90%, bruciando petrolio, gas e carbone. E
    facciamo così perché è così che sappiamo fare. Dobbiamo allora risparmiare petrolio, gas e carbone, perché altrimenti finiscono?
    No, perché non ha senso risparmiare un bene finito. Per esempio: se il petrolio del pianeta finisse fra 50 anni e se l’Italia
    decidesse da domani di risparmiarlo al 100%, allora il petrolio del pianeta finirebbe fra 51 anni. Dobbiamo risparmiarli perché
    costano e bruciarli ci impoverirebbe? No, perché è proprio bruciandoli che possiamo trasferire più energia e far fronte alle crisi:
    è la disponibilità e il consumo di energia, non il suo risparmio, che crea posti di lavoro e, quindi, ricchezza e benessere.
    Qualcuno s’è inventato che dobbiamo risparmiarli perché il pianeta, per via dell’effetto serra antropogenico, sarebbe malato e
    andrebbe salvato. I potenti del mondo gli hanno dato ascolto e decisero di ridurre le emissioni del 5% entro il 2012 (protocollo
    di Kyoto). Poi, visto che il mondo si sta rivelando incapace di operare alcuna riduzione, i potenti d’Europa decisero, con logica
    che mi sfugge, che la riduzione dovrebbe essere del 20% entro il 2020. E perché no? Dopotutto hanno dalla loro il precedente di
    quella potente regina che esortava che il popolo, affamato di pane, mangiasse brioches. Peccato che, a differenza della potente
    regina, i potenti d’Europa stiano anche dando i numeri: 20-20-20, dicono. Il che ci consente di fare l’aritmetica di cui vi
    risparmio i calcoli e vi do il risultato: l’Italia entro il 2020 dovrebbe essersi sbarazzata di tutte le automobili in circolazione.
    Oppure aver sostituito tutte le sue centrali elettriche (diverse da quelle idriche) con altrettanti reattori nucleari: a occhio e croce
    una trentina, con un impegno economico di 100 miliardi.
    Non paghi della titanica sfida, non vogliamo reattori nucleari. Vorremmo turbine eoliche o pannelli fotovoltaici. Il che crea tre
    problemi. Uno economico, uno tecnico e uno ambientale. Per quello economico, basti sapere che impianti eolici e FV equipollenti
    a quelli nucleari detti costerebbero, rispettivamente, 200 e 2.000 miliardi. Per quello tecnico basti sapere che la loro presenza
    non evita l’installazione di quelli nucleari, che devono funzionare quando il Paese richiede energia elettrica anche se il sole non
    brilla o il vento non soffia. Per quello ambientale basti notare che servirebbero almeno 200.000 turbine eoliche e che smaltire
    pannelli FV dismessi è peggio che smaltire le scorie radioattive delle centrali nucleari.
    Insomma, il 20-20-20 è una mostruosità logica, economica, tecnica e ambientale. E anche giuridica perché non è con la forza
    delle leggi dei parlamenti che si possono violare le leggi della scienza e dell’economia. Infine, è una mostruosità scientifica,
    perché se mi domandate se l’umanità sta scaldando il pianeta, la risposta è categorica: no. Ma come si fa a dirlo da sotto questa
    pesante cappa di conformismo che tutti opprime e asfissia? Accenno solo che a fronte delle 20 Gt di CO2 che l’umanità immette
    ogni anno, ve ne sono 2000 in atmosfera e 150.000 nelle acque degli oceani. Che dire? Andate pure avanti che a qualcuno già
    scappa da ridere?
    © SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA – Via G. Negri 4 – 20123 Milano
    Page 1 of 1 Il Giornale – Che significa 20-20-20? Andare tutti a piedi – n. 252 del 21-10-2008
    21/10/2008 http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=299682&PRINT=S

  11. Gaia dice:

    Per lucio:ecconeun altro fuori di testa.Ma ci sei o ci fai?Noi non stiamo danneggiando il pianeta??Non lo stiamo avvelenando??Ti ricordo che ci sono solide basi scientifiche che dimostrano il contrario,ma certo probabilmente fai parte,tu e il tuo collega più su, di quella categoria di persone che se potessero si farebbero anche mettere le mutande da un robot se potessero evitare la fatica di mettersele.E ti ricordo anche che i tumori,simpatici amcici di viaggio che ci stanno decimando a vista d’occhio,sono in aumento proprio a causa dell’inquinamento!Ci sarebbe stata sicuramente una variazione climatica ma non così accentuata,anche perchè dopo la metà del sec scorso avremmo dovuto entrare in una “piccola era glaciale” e invece un paio di anni dopo c’è stata un’inspiegabile inversione climatica e le temperature hanno cominciato ad aumentare…chissà come mai!Nessuno dice che le energie rinnovabili da sole possano risolvere il problema ma sicuramente aiutano.Usare le nostre risorse in maniera un po’ responsabile non mi sembra affatto da stupidi.Ma dopotutto come dite voi,chissenefrega,non preoccupiamoci,andiamo avanti così che tanto finchè c’è gente come voi il mondo è destinato a durare poco.perchè preoccuparsi..Cmq ricordati che ride bene chi ride ultimo.
    saluti

  12. marco dice:

    Sono d’accordo con il nostro governo, perchè l’Italia da sola si deve caricare il 18% dell’intero costo spettante a tutta europa????

  13. Tiziano M. dice:

    Siamo europei solo quando conviene… agli altri stati.

  14. maicol dice:

    bhè sto studioando proprio in questi giorni all’università ecologia applicata quindi forse sarebbe meglio applicare norme veramente severe per diminuire le emissioni di CO2 nell’atmosfera…gravi ocnseguenze ci attenderebbero..purtroppo però gli italiani non sanno molte cose e se ne stanno lì a dar ragione o torto non capendo magari di che si sta parlando…va ricordato solo che molte persone al governo non vogliono il trattato di kyoto non per i soldi che c’è da spendere ma perchè se no visto che sono anche proprietari di fabbriche dovrebbero metter limiti alle loro emissioni e soprattutto al loro portafoglio

  15. Claudio Goli dice:

    @ il solito Federico

    “da un po’ di tempo potete al più frequentare blog come questo”

    Anche chi al bar non viene piu’ ascoltato da nessuno si rifugia nella rete, vero?

    :-D

  16. Claudio Goli dice:

    P.S.
    Dire che Federico sia un’anarchico e’ un po’ come voler fare una carezza usando carta vetrata.
    Un controsenso. Un ossimoro.

  17. federico vannucci dice:

    Scusa Gaia (peraltro un nome/pseudonimo che è tutto un programma!): ma il fatto che qualcuno ha riportato un articolo che tu non condividi, ritieni sia sufficiente per OFFENDERE il tuo interlocutore, dandogli per prima cosa del “fuori di testa”?!!!

    O non credi che sarebbe meglio controbatterlo, oltre che con un po’ più di educazione, con argomenti concreti (sempre che uno li abbia)?!

    Ovviamente questa è solo un mia riflessione: tu sei liberissima di fare e dire quel che vuoi e come vuoi, anzi è un bene che uno sia … sè stesso!

  18. simone dice:

    io ‘federico’ non credo che avresti il coraggio di dire certe cose se ti trovassi di fronte la persona alla quale rivolgi le tue riflessioni.
    forse dovresti tenere a mente che dietro al pc cè sempre una persona.. e forse sarebbe il caso che tenessi per te certi commenti.

  19. Claudio Goli dice:

    @ lucio

    “non è con la forza
    delle leggi dei parlamenti che si possono violare le leggi della scienza e dell’economia.”

    Per quelle della scienza sono perfettamente d’accordo.
    Per quelle dell’economia, siccome e’ una disciplina esatta quanto l’astrologia (e questa definizione non e’ farina del mio sacco), nutro serie perplessita’.
    In ogni caso ci risiamo: la solita adorazione dell’Economia Sacra sulla cui pericolosita’ non sto, ancora una volta, a scrivere.

    Mi limito ad un altro appunto:
    “Infine, è una mostruosità scientifica,
    perché se mi domandate se l’umanità sta scaldando il pianeta, la risposta è categorica: no. Ma come si fa a dirlo da sotto questa pesante cappa di conformismo che tutti opprime e asfissia?”

    A parte la sicurezza con la quale il “no” pretende di essere categorico (con quali presupposti, non e’ dato saperlo…), non sara’ che il “conformismo che tutti opprime e asfissia” sia quello della venerazione acefala della Divina Economia verso la quale dovremmo sacrificarci lavorando tutta la vita al servizio di chi si arricchisce alle nostre spalle (loro si’, cosi’ brave persone…)?
    Si sbraiti pure che il surriscaldamento globale non sia di matrice antropica ma non si neghi che l’umanita’ stia avvelenando l’intera biosfera con composti ben piu’ numerosi e dannosi della sola anidride carbonica (la cui emissione del tutto innaturale va comunque criticata).
    Ancora una volta, anche solo parlare liberamente dello sfacelo del pianeta operato dall’uomo pesterebbe i piedi al Pensiero Unico Economico, che si basa proprio su tale rovina.
    Un copione trito e ritrito che i cosiddetti “potenti” non si stancano mai di recitare, come non si stancano mai di rifiutare un serio approccio al controllo demografico visto che la causa primaria del saccheggio ambientale e’ proprio la sovrappopolazione. Anche questo, pero’, andrebbe contro le Sacre Leggi Economiche e cio’ non sia mai, morte colga chi si oppone a loro!

  20. federico vannucci dice:

    Ma guarda te il signor Goli che ha tentato un abbozzo di logico ragionamento!

    Vediamo dunque alcune parti salienti.

    [Si sbraiti pure che il surriscaldamento globale non sia di matrice antropica ma non si neghi che l'umanita' stia avvelenando l'intera biosfera con composti ben piu' numerosi e dannosi della sola anidride carbonica (la cui emissione del tutto innaturale va comunque criticata).]

    Sulla “non naturalità” della CO2 evidentemente mi sfugge qualcosa: il resto del ragionamento invece non fa una piega.

    [Un copione trito e ritrito che i cosiddetti "potenti" non si stancano mai di recitare, come non si stancano mai di rifiutare un serio approccio al controllo demografico visto che la causa primaria del saccheggio ambientale e' proprio la sovrappopolazione.]

    Dunque, chi ha una pur minima conoscenza dell’Ecologia e della biologia delle specie, sa bene che quanto sopra evidenziato è assolutamente comune per qualsiasi specie animale.

    In Natura, infatti, la densità di una specie è legata a dei cicli di sovrappopolazione/sottopopolazione, che ha fra i suoi mediatori proprio i “rifiuti” e più in generale l’”impatto ambientale” prodotti dai suoi effettivi.
    Non mi dilungo oltre, anche perchè non posso certo confidare nella “consapevolezza” dei frequentatori di un Blog che non arrivano nemmeno a capire che “aumento di evaporazione e diminuzione delle precipitazioni” non sia un’equazione molto … probabile!

    A titolo di esempio del concetto da me sù espresso, mi limito comunque a citare i microrganismi del mosto d’uva, che infine muoiono vittime del loro stesso “rifiuto” (l’acool)!

  21. Claudio Goli dice:

    Ben detto Federico!
    Che gran parte dell’umanita’ (adesso mi dirai…”INDEGNA”?) MUOIA vittima delle sue stesse attivita’, cosi’ da completare il ciclo di sovrappopolazione/sottopopolazione proprio come i microrganismi del mosto d’uva, invece di pensarci prima, a riprodursi!

    Per giustificare lo status quo e le baggianate predicate dai sostenitori della crescita-infinita-a-tutti-i-costi, l’intelligenza dell’umanita’ intera non puo’ che essere paragonata a quella dei saccaromiceti!
    In fondo e’ proprio cosi’ che i cosiddetti “potenti” ai quali mi riferivo desiderano che siano le masse: acefale ed inebetite, cosi’ da continuare indisturbati lo scempio a favore delle loro saccocce.

    Ma guarda te il signor Vannucci che mette a nudo la sua adorazione della (inchino)Economia!

  22. federico vannucci dice:

    Onestamente trovo poco funzionale iniziare dei ragionamenti con coloro che, invece di ringraziare la loro buona stella per esser “nati con la camicia” od al più considerarsi con estrema modestia una parte del problema, sbraitano ed inveiscono con la loro Ideologia additando sempre e comunque GLI ALTRI quali i “distruttori del Pianeta” e/o la causa di tutti i mali (atteggiamento tipico degli adepti!).

    Non considerando nemmeno che, anche nella peggiore delle ipotesi e come ben osservò un tale, “il Pianeta sa benissimo ‘difendersi’ da solo: siamo noi che siamo nella cacca!”.

    P.S.: se, oggi come oggi, siamo intorno ai 6 miliardi, significa che la ns specie è riuscita a “rompere” davvero tante di quelle Leggi Naturali che regolano le densità delle specie stesse. E’ peraltro abbastanza bizzarro che si possa pensare che tutto ciò sia “aggratisse”: la vera “scommessa” è semmai … quanto può durare?
    O meglio: riuscirà l’Uomo ad esser così bravo da “farsela durare”?!
    Personalmente, scevro da certe Ideologie e non abbracciando i precetti del Noto Paganesimo, rimango ottimista…

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