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Potenza del mercato! In America il riso è razionato

Gli hanno dato retta: e adesso l’America raziona il riso. L’altro giorno il Wall Street Journal suggeriva gli americani a far scorte di generi alimentari: il migliore investimento a breve termine, diceva, dato che fondi, azioni e titoli rendono poco e gli alimentari rincarano e continueranno a rincarare.
Gli americani si buttano soprattutto sul riso, il cui prezzo è particolarmente aumentato negli ultimi tempi. Col risultato che alcuni supermercati hanno deciso di razionare le vendite.
Ecco, mi viene in mente Mary Poppins. Il film, voglio dire.
Per la precisione, penso alla scena con il panico a catena che si produce quando i clienti di una banca credono che la banca stessa non sia in grado di soddisfare un ragazzino – un ragazzino! – intenzionato a ritirare tutti i suoi soldi lasciati in deposito. Col risultato che la banca fa bancarotta davvero.
La ridotta disponibilità e il rincaro degli alimenti sono un problema grave. Ma l’America – meglio: l’America abbastanza ricca da far scorte al supermercato – è afflitta ora, credo, da ben altri mali.
Il mercato cui l’America opulenta si affida, cui anche noi ci affidiamo per sfamarci e non solo, è come la scena della banca di Mary Poppins.
Se tutti crediamo che il cibo rincarerà da paura, questo accadrà davvero, ben al di là delle difficoltà crescenti con cui si sfama il genere umano.
Fra le cause un numero crescente di bocche cui fanno concorrenza i biocarburanti e il bestiame da carne – gli americani sono dei gran consumatori di carne! – senza dimenticare la diminuzione delle terre coltivabili, i mutamenti climatici che si ripercuotono sui raccolti, l’aumento del petrolio che è abbondantemente “incorporato” nel cibo.
Comunque non andrò a far scorta di riso, proprio no. Cercherò piuttosto di pensare a come posso comportarmi per dipendere meno dal mercato. Perchè questo è il problema.
Il mercato non è affatto impazzito: gli americani che fanno man bassa di riso nella prospettiva che esso rincari ulteriormente stanno semplicemente applicando le regole del mercato.
Mi piacerebbe sapere quando, e come, finiranno di mangiare tutto quel riso. Che intanto è tolto a chi ha fame davvero.
Su Business on line il prezzo del riso è aumentato del 70% da gennaio
Su The Sun in America il riso è razionato in alcuni supermercati
Su La Stampa alcuni supermercati americani razionano il riso
Un dettaglio locale a mo’ di esempio: sull’Houston Chronicle i supermercati che limitano e che non limitano la possibilità di acquistare riso
La foto, via Flickr, viene dal blog di John Lee
da maria
Ultimo commento:
di Archimede2007 il 01/1/70
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aprile 27th, 2008 at 11:06
L’aspetto più inquietante di questa notizia non è tanto quello del razionamento, quanto che il cartello esposto raziona in funzione DEGLI ACQUISTI PREGRESSI.
Ovvero, il sistema ha tenuto scrupolosa nota degli acquisti dei consumatori: tot riso, tot pannolini, tot fagioli (e probabilmente tot televisori, tot DVD di cartoni animati e tot DVD a luci rosse…), ed adesso queste informazioni vengono usate per il razionamento… neanche Huxley era arrivato ad ipotizzare ciò.
aprile 27th, 2008 at 11:11
Archimede, a cosa credi che serva la tessera dei punti che ti dà il supermercato?
aprile 28th, 2008 at 09:54
Io lo so. Ma, a parte il fatto che a dirlo si corre il rischio di esser tacciati di basso complottismo, mi chiedo quanti lo sappiano… o ci pensino ogni volta che presentano la tessera al supermercato.
E comunque, tra il pensarlo/ipotizzarlo/immaginarlo ed il vederlo infine applicato… insomma, si sente un indefinibile brivido, di quelli che ti fanno pensare che bisogna cominciare a tenere un “profilo basso”…