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Inquinamento

Le navi da crociera deturpano la laguna di Venezia, la denuncia di Fulco Pratesi

Sei seduti tranquillamente lungo un canale di Venezia e ti vedi improvvisamente comparire davanti un palazzo di 12 piani. Altro che ecomostro!

Il web non ha dato abbastanza risalto, mi pare, alla garbata ma dura denuncia di Fulco Pratesi, fondatore del Wwf Italia, sulle navi da crociera che deturpano Venezia.

Pratesi, mentre era in un ristorante della Giudecca, se n’è trovata davanti una alta appunto come un palazzo di 12 piani.

nave da crociera venezia

La lettera di Pratesi è stata pubblicata sabato 14 dal Corriere della Sera Magazine e ripresa sul web solo da Veneto Internet Press.

Pratesi scrive che dal ristorante della Giudecca stava contemplando, sulla riva opposta, piazza San Marco e la chiesa della Salute, quando…

Quando “in un silenzio irreale, un`immensa parete bianca traforata da migliaia di finestrelle, alta come un palazzo di 12 piani, compare da sinistra a chiudere l`orizzonte. Una nave da crociera, lunga oltre 300 metri sfilava lenta e orgogliosa sul delicato sfondo del canale veneziano”.

Pratesi aggiunge che ben capisce l’importanza del turismo portato dalle navi da crociera. Però, dice, questi tremendi mammut acquatici – li chiama così – sono inaccettabili fra i canali di Venezia.

Dovrebbero attraccare a Mestre, e i turisti dovrebbero arrivare a Venezia in bus o su battelli più piccoli.

E poi le navi da crociera inquinano. In un solo giorno, scrive Pratesi, una nave emette polveri sottili e zolfo pari a 14.000 automobili circolanti, cioè il 15 per cento dell`inquinamento totale dell`area veneziana. Più tutti i problemi del moto ondoso e dagli scarichi.

Le navi da crociera deturpano Venezia, la denuncia di Fulco Pratesi pubblicata da Veneto Internet Press

L’impatto delle grandi navi da crociera su Venezia nella sezione No Grandi Navi del sito No Mose

Foto No Mose e Flickr

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giu  08
21
alle 07:55
da maria

Ultimo commento:

di piero il 01/1/70

Leggo un trafiletto interessante da un più lungo articolo: IL VENTO DI FULCO, QUANDO EOLO DIVE...


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14 Commenti to “Le navi da crociera deturpano la laguna di Venezia, la denuncia di Fulco Pratesi”

  1. Cosimo dice:

    In riferimento al signor Fulco Pratesi,oserei dire che da parte sua e’ facile parlare,sicuramente avra’ il suo bel stipendio e quindi chi ha la pancia piena non crede al digiuno diceva la buon anima di mio nonno;ma gli sfugge un particolare molto rilevante e che se a Venezia non arrivassero navi passeggeri il turismo ne risentirebbe tantissimo e con la crisi che c’e’ non e’ poco,e i tanti commercianti che vivono di quel turismo cosa farebbero?,forse il signor Pratesi non e’mai salito su una nave e non sa’che cosa si prova nell’attraversare il canale e guardare Venezia e’ qualcosa di stupefacente,io essendo un ex marittimo ogni volta che arrivavamo a Venezia rimanevo incantato,quindi ben vengano queste bellissime navi e al diavolo tutte le menate di questi ecologisti che a volte sono anche disinformati,perche’ queste navi sono navi modernissime dotate di tutti i sistemi antiinquinamento rispettando standard come quelli americani che di ecologia ne sanno piu’di noi e’ tutto e scusate lo sfogo,aggiungo che sono pugliese e quindi non sono di parte.

  2. ren dice:

    A risposta al sig. Fulco forse ha ragione a dire che queste navi deturpano il paesaggio di Venezia, ma purtroppo nel 2008 non c’e più tempo di pensare a questo nell’era in cui tutto può dare fastidio a tutto e a tutti,” PARABOLE SUI BALCONI,EOLICO,STABILIMENTI BALNEARI SUL MARE,COSTRUZIONI A VITA SU LITORALI FANTASTICI ECC. ECC.ECC. bisogna pensare all’economia del paese che in buone acque non stà certo, grazie a chi ci governa con le nuove leggi da settembre forse una delle poche risorse che ci rimangono e un pò di turismo, con ciò non disprezziamo queste navi che a mio parere tanto brutte non sono e non stanno ferme a vita nel porto, e ricordiamoci che sopra ci sono almeno 3000 potenziali clienti,per quanto riguarda gli scarichi in mare e l’inquinamento date uno sguardo sulle normative vigenti e sugli impianti ultra moderni di queste citta galleggianti e vi renderete conto. Saluti

  3. Tiziano M. dice:

    Finché i turisti stanno sulla nave sono economicamente salvi…

  4. mezzemisure dice:

    un hammer parcheggiato dentro la cappella sistina… è un pò la stessa cosa !!!

    le estetiche sono cambiate certo, ma il buon senso… latita, è assente… non ci sono più mezze misure neanche difronte a questi eccessi visivi… sono navi pensate per i grandi spazi e non per essere parcheggiate “dentro” piccoli scrigni di bellezza… poi venezia… unica al mondo !!!

    sarebbe il caso che il sindaco intervenga

  5. federico vannucci dice:

    Solo per notare che il “signor” Fulco Pratesi, già pluriindagato ed anche CONDANNATO per la gestione “DISSENNATA” (fra l’altro) del Parco Nazionale D’Abruzzo (nel senso di aver DILAPIDATO immani risorse PUBBLICHE), dopo aver PARASSITATO la Società con il suo FINTO PERBENISMO AMBIENTALISTA, dovrebbe almeno avere il BUON GUSTO di starsene ZITTO, mentre tutt’ora sta “godendo” alle spalle di TUTTI GLI ITALIANI (che lo hanno, volontariamente e non, abbondantemente “foraggiato”)…

    Ho virgolettato il “dissennato”, in quanto l’utilizzo di risorse pubbliche per sostenere la propria LOBBY, in realtà di “dissennato” non ha molto: sarebbe semmai più proprio l’utilizzo di qualche altro termine, però non utilizzabile onde evitare … DENUNCIE PENALI!!!

  6. Diego dice:

    @Federico,

    Posti qualche link sulle condanne di Pratesi? io non sono riuscito a trovarne, e non vorrei mai pensare che stai screditando gratuitamente qlc…

  7. federico vannucci dice:

    Davvero strano che non si trovino. E sì che il Direttore Generale Tassi (che aveva la “piena fiducia” dello stesso Pratesi), dopo esser stato CONDANNATO a causa dei MILIARDI (di lire!) sperperati nella “dissennata” gestione, era stato infine messo “alla porta” (però, fino ad allora, il Pratesi “non ne sapeva niente”…). Salvo poi subire lui stesso un analogo procedimento (con relativa condanna in I grado, non so poi “gli sviluppi”), per una gestione non troppo “trasparente” relativa al personale dello stesso Parco…
    Comunque sia mi sembra che il “tenore di vita” dello stesso Pratesi, per un “volontario” che “doni” tutti i suoi averi alla “causa dell’associazione” sia un po’ troppo alto per chi, almeno in teoria, non è che “brilli di luce propria” in quanto capacità di guadagnarsi da vivere al pari di ogni “comune mortale”…

    Vedo che mi hai chiesto un link, ma non lo ho. Ti dovrai “accontentare” di un riferimento: articolo di Panorama del 23/1/2004, dal titolo “Parco della cuccagna” di Carmelo Abbate.

    Ovviamente la tua richiesta non era volta a screditare il sottoscritto, quanto ad assicurarsi che fosse riportata la vera realtà dei fatti. Quindi NO ASSOLUTAMENTE meschine insinuazione: lo rimarco perchè potresti esser frainteso…

  8. federico vannucci dice:

    Forse provare con questo?

    http://www.panorama.it/italia/criminalita/articolo/ix1-A020001022672

  9. Diego dice:

    Lungi da ma difendere qlc per partito preso ma:
    Sentenza della Sede Centrale giurisdizionale di appello n. 1/2006° del 3 gennaio 2006 e della Sentenza n. 167/07/A del 19 giugno 2007, con le quali il Giudice della Corte dei Conti ha assolto Fulco Pratesi e ha condannato Franco Tassi per danno erariale.

    link:
    http://www.rete5.tv/index.php?option=com_content&task=view&id=9316&Itemid=102

    PS:
    L’ho scritto io di non dar da mangiare ai Troll ma non ho resitito ^_^

  10. federico vannucci dice:

    Non conoscevo gli sviluppi di questa particolare vicenda: ma se tu, Diego, ritieni che Pratesi sia da “assolvere”, almeno da un punto di vista morale, dopo quanto accaduto nel Parco Nazionale con la “gestione Tassi”, ti lascio molto volentieri alla tua “onestà intellettuale”…
    O hanno assolto pure Tassi?!!

  11. Diego dice:

    Non nutro alcuna simpatia o stima particolare per Pratesi, ma volevo chiarire la sua situazione giudiziara. Sicuramente appoggio la sua petizione per non vedere quelle mostruosità in laguna.

  12. SILVIO ANSELMI dice:

    info viaggi per gestione dal 01-01 al 01-04
    per motivi di ricopertura hotel

  13. eleuterbio dice:

    al di là delle vicende personali del Pratesi, che non conosco, ma che non vedo quale attinenza abbiano con il probema che ha sollevato, bisogna dire che quelle navi deturpano davvero il magnifico scenario veneziano..

  14. piero dice:

    Leggo un trafiletto interessante da un più lungo articolo:
    IL VENTO DI FULCO, QUANDO EOLO DIVENTA EURO del 20 aprile 2004
    Fulco Pratesi, immacolata icona dell’ambientalismo nostrano, nonché presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, che, senza rendersene conto, nei giorni scorsi si è visto piombare addosso una sentenza della Corte dei Conti che lo obbliga a versare un risarcimento di
    88.283,65 euro
    per la sua spumeggiante gestione del Parco fino al 2002. In realtà questi “cattivoni” della Corte dei Conti hanno sicuramente preso un abbaglio. «Gestioni fuori bilancio», «mancata osservanza della convenzione di cassa stipulata con l’Istituto bancario tesoriere», «ricorso esteso ad anticipazioni di tesoreria», «deficienze di cassa» e «patologici disavanzi». E ancora una macchina qua, una carta di credito là, una palazzina di tre piani di su.
    Questi sono solo alcuni dei reati contestati al buon Fulco e al suo amico Franco Tassi (ex direttore del Parco condannato a un risarcimento di 914.512,56 euro)

    Ben più particolareggiati articoli digitando con google Operazione No ai “Parchi Fantasma”
    Domenica, 23 aprile 2006 Pratesi condannato dalla corte dei conti
    “Ha scritto l’Avvenire che la “La condanna appare tutto sommato mite dal momento che il Procuratore della Corte aveva chiesto a Pratesi un risarcimento di 188 mila euro e la chiamata in correità con l’ex direttore del Parco Franco Tassi, prima allontanato e poi licenziato per cinque capi di accusa, tra i quali l’aver preso in affitto a spese del parco un intero edificio di rappresentanza a Roma”.

    La Corte rimprovera a Pratesi di non aver controllato l’operato del direttore generale Tassi, che si sarebbe dato ad una serie di spese pazze.
    Un rapporto più dettagliato sulla gestione del Parco d’Abruzzo e sulla gestione delle aree protette italiane verrà presentato a Roma il 2 di marzo.
    Si tratta del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva che la commissione Ambiente della Camera ha dedicato alla gestione delle aree protette italiane.

    Trovo anche l’articolo di “PARKS.IT” del 25/10/2007 che testualmente riporto:
    In questi giorni la stampa regionale ha dato notizia di una Sentenza della Corte dei Conti, Sede Centrale giurisdizionale di appello, secondo la quale il Giudice avrebbe assolto Franco Tassi e CONDANNATO Fulco Pratesi per danno erariale ed a risarcire all’Ente Parco la somma di € 10.000, per non aver negoziato il tasso di interesse più favorevole, con l’Istituto Cassiere B.N.L.
    Tuttavia, visto il contesto giornalistico della notizia, è opportuno rendere noto l’esito della Sentenza della Sede Centrale giurisdizionale di appello n. 1/2006° del 3 gennaio 2006 e della Sentenza n. 167/07/A del 19 giugno 2007, con le quali il Giudice della Corte dei Conti ha a s s o l t o Fulco Pratesi e ha condannato Franco Tassi per danno erariale, di conseguenza a risarcire all’Ente Parco le seguenti somme:
    € 91.083,85 – per finanziamento Comitato Parchi e Centro Parchi
    € 17.352,95 – per utilizzo improprio dell’appartamento di proprietà dell’Ente
    € 13.549,31 – per spese di missione all’estero della Comunità del Parco
    € 97.554,16 – per utilizzazione di carte di credito dell’Ente
    Per quanto riguarda l’ i l l e g i t t i m a corresponsione del trattamento dirigenziale alla ex dipendente signora Flavia Caruso, il cui danno erariale è stato calcolato in € 67.229,20 nella sentenza di 1°grado n.1/04 del 7.01.2004, l’ appello del Tassi è stato accolto per prescrizione in quanto il primo pagamento è avvenuto in epoca antecedente al quinquennio per il quale si è azionato il Procuratore regionale.
    In definitiva il totale del danno, nei confronti dell’Ente, derivanti dalle due sentenze di cui sopra ammonta alla somma complessiva di € 219.540,2 che l’ex Direttore Franco Tassi dovrà risarcire all’Ente Parco.
    Per di più, bisogna ricordare che con Sentenza n. 36 del 2 luglio 1996 della Corte dei Conti, sezioni Riunite in sede Giurisdizionale di Appello, il Tassi fu condannato, per danno erariale, a risarcire l’Ente parco per l’importo di €25.822,84, per cui l’attuale Direzione ha dovuto incaricare l’Avvocatura dello Stato per il recupero coatto.
    Si deduce che il dottor Tassi è stato condannato, con sentenze definitive, dalla Corte dei Conti a risarcire all’Ente Parco la complessiva somma di € 245.363,04 oltre interessi e rivalutazioni.
    Inoltre, l’attuale Direzione ha avviato la procedura coattiva nei confronti dell’ex Direttore per la ripetizione delle somme indebitamente percepite, a titolo di indennità di polizia, pari a € 60.971,72. Pescasseroli, 25 ottobre 2007.
    Leggo da wikipedia ( ma senza fonte ufficiale ) che le vicende giudiziarie di Fulco Pratesi si sono tutte concluse con assoluzioni, sia nei confronti della Corte dei Conti, sia nei processi penali (Tribunale di Sulmona, 5 maggio 2008).Pero non riesco a trovare la fonte ufficiale di tali affermazioni ma trovo comunque :
    Il “soldo” che ride L’«allegra» gestione del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise Pubblichiamo l’articolo di Antonio Gaspari, in uscita sulla rivista “Tempi”, n. 11, 14-20 marzo ’02: Nel rispondere ad una interrogazione parlamentare riguardante la situazione dell’Ente Parco, il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Tortoli ha detto che: «nel Parco d’Abruzzo esistono specie più protette che sono il Presidente e il direttore del Parco».
    Proseguendo l’articolo apprendo “che al direttore del Parco, Franco Tassi viene riconosciuta una qualifica di Dirigente Generale dello Stato, equiparato cioè a un Presidente di Cassazione, e retribuito con una
    MENSILITA’ LORDA DI CIRCA 18 MILIONI E MEZZO DI LIRE
    “C O M P L I M E N T I !”
    Fulcro pratesi dal Corriere della sera : Orsi o eolica Una lite tra ecologisti Il progetto di installare 26 torri eoliche ai margini del Parco nazionale d’ Abruzzo minaccia di danneggiare l’ ambiente. A rischio lupi e orsi.
    A RISCHIO SIAMO NOI TUTTI! Il danno erariale è irrilevante, come irrilevanti sono le sentenze di condanna o assoluzione, LE PRESCRIZIONI?

    Il problema vero è che dinosauri gestiscono con fini esclusivamente di profitto questioni strategiche del nostro paese, influenzando l’opinione pubblica verso scelte TRAGICHE!

    Ma simpatiche devo dire le “norme” dettate in un art. del “Corriere della sera”del 4/5/2006
    “ SONO ECOLOGISTA MI LAVO OGNI SETTE GIORNI ”
    DOVE apprendo con gioia che: “ In casa Pratesi però è ecologista pure la gatta Perlina: «Va a bere l’acqua della tazza, lo sa benissimo che è pulita perché è la stessa del rubinetto ».

    Con rammarico e con vergogna di essere italiano, cresciuto in paese cieco gestito da pazzi leggo anche : lunedì, maggio 29, 2006
    La bottiglia ricavata dal mais, ovvero quello che avremmo potuto essere
    Per capire bene quanto eravamo avanti e quanto siamo rimasti fermi.
    Era il 1990. La Montedison-Ferruzzi, che all’epoca faceva capo a Raul Gardini, aveva appena lanciato un materiale innovativo. Si chiamava Mater-Bi. Una plastica ottenuta dal mais, con la particolarità di essere biodegradabile..
    IL, 29 maggio 2006, il quotidiano britannico “The Independent” apre con la notizia e la fotografia di un nuovo contenitore rivoluzionario per cibi. «E’ la bottiglia che annuncia una rivoluzione della plastica», titola il giornale. «Pensateci, plastica fatta con il mais. Il potenziale per aiutare il pianeta è enorme», dice un portavoce della Balu, la giovane azienda che la produce (qui l’articolo). Gli inglesi sono arrivati ora dove eravamo arrivati noi diciassette anni fa. “The Indipendent” scrive oggi quello che Topolino scriveva in Italia nel 1990.

    MA LA GATTINA PALLINA di FULCRO PRATESI E’ ECOLOGICA E QUESTO LO LEGGO SUL PAESE SERA A TIRATURA NAZIONALE la ritengo una notizia giustamente importante.

    Vedo ora Fulcro Pratesi impegnato anche nella possibilità di eliminare le navi da crociera da Venezia.
    Per limitare l’impatto paesaggistico di queste grandi navi!

    E dire che leggo stranamente anche:
    “L’alleanza con una grande compagnia come Costa Crociere a difesa del mare ci aiuta a difendere la biodiversità di alcune tra le aree del pianeta più importanti – ha dichiarato Fulco Pratesi presidente del Wwf Italia”

    Comunque questo lo ritengo un lodevole impegno tanto è che Venezia riceve grande danno dal turismo, e grande danno “PAESISTICO”, considerata la precipua vocazione del territorio alla pastorizia e all’agricoltura visti i vari agrumeti in laguna!
    Noto nel mondo infatti il “formaggio con le pere”.DOP.p”
    (denominazione di origine protetta alle “pere” ) e le sugose arance rosse marine.

    Esportate con successo dalla laguna!

    Propongo pertanto di valutare la possibilità di costruire un porto turistico in Barbagia data la difficoltà di raggiungere i luoghi turistici di cui la fiorente zona è colma.
    Altro luogo in alternativa alla Barbagia credo sia l’Aspromonte.
    I pescherecci di montagna calabresi sono considerati una prerogativa della nostra italica creatività.

    Non ridete? Non piangete? Non credete ?

    NON SAPETE!

    Ecco perchè parlate di ecologia!
    Perchè siete imboniti dai pifferai verdi!

    E allora leggetevi anche questo:
    La gente deve sapere, conoscere e valutare: Antonio Gaspari da GWN n° 6 del 24-2-2004
    In un dossier pubblicato dal settimanale Tempi (n.11, 14 marzo 2002), e riportato nel volume “Dal Popolo di Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo2003) risulta che
    la lista delle violazioni compiuta dall’accoppiata
    Tassi Pratesi
    è impressionante: Un diffuso sistema di assegnazione di funzioni superiori a tutto il personale, in palese violazione delle leggi vigenti.
    Apertura di
    uffici periferici a Roma e a New York.
    Falsi in Bilancio,
    debiti miliardari,
    Pratesi e Tassi, avrebbero violato 12 articoli di legge in materia di spese. Nella compilazione dei bilanci sarebbero stati violati i principi di: veridicità, correttezza, attendibilità, chiarezza e competenza finanziaria. Lo stesso verbale evidenzia che al 30 giugno del 2001 risulta un rosso in cassa di 5 miliardi e 300 milioni di lire; lo scoperto di conto corrente bancario è di 3 miliardi e 563 milioni.
    Più di 400 milioni di spese legali, quando c’è un’intesa con l’Avvocatura generale dello Stato a cui gli Enti possono rivolgersi in caso di necessità.
    Gestione privata dei fondi in dotazione al Parco.
    “Sconcerto e preoccupazione ha destato il tentativo di Tassi di costituirsi una sorta di “esercito privato” alle dipendenze del Parco e che la Prefettura rilasciasse direttamente il porto d’armi a dipendenti del Parco”.
    Ma la relazione sulla gestione del Parco d’Abruzzo stilata nel 1998 dalla Corte dei Conti denunciava già una “situazione di diffusa illegittimità”.
    Insomma il vaso di Pandora è stato scoperchiato, forse Pratesi ed il WWF stanno cercando di chiuderlo in fretta.”

    NON NE POSSIAMO PIU’ DI FALSE IDIOZIE AMBIENTALISTE!

    Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani e coordinatore del Comitato Nazionale del Paesaggio in Lucania, si è preso la briga di pubblicare una lettera in cui il presidente regionale e consigliere nazionale di Legambiente, Gianfranco Di Leo, chiedeva all’amministratore delegato della Fri-el S.p.a. (industria che realizza centrali eoliche) 5 7 . 0 0 0 e u r o! (più Iva OVVIAMENTE)
    «per la promozione, gestione e realizzazione sia del Piano di comunicazione integrata che delle attività di accompagnamento e facilitazione delle iniziative imprenditoriali sul territorio».

    E CHE TUTTI SAPPIANO ALLORA IL “VOSTRO IMPEGNO” PER IL PIANO DI COMUNICAZIONE INTEGRATA! SIETE CONTENTI? Chissa quante adesioni e offerte riceverete anche per merito mio, che DIFFONDO quanto semplicemente leggo!

    Dunque se questo sono le associazioni ambientaliste non vedo come non appoggiare SEQUI:
    GLI INTERESSI AMBIENTALISTI DELLE ECOMAFIE
    (pubblicato su Il Giornale, 23 Maggio 2006)

    Le associazioni ambientaliste dicono di avercela con le ecomafie. Io ho sempre sostenuto che le ecomafie sono esse stesse, e operano come le associazioni mafiose fanno. E non sono il solo: Il racket ambientale (21mo Secolo editore), è un disincantato libretto, già alla sua seconda edizione, del prof. Paolo Sequi, direttore dell’Istituto nazionale sperimentale per la nutrizione delle piante.

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