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La settimana verde: Prugnolo

Il prunus spinosus, oltre ad essere pianta comare – indica che nelle sue vicinanze si può scovare qualche tartufo – è quell’arbusto spinoso, conosciuto anche come prugnolo, susino selvatico, pruno o prugnolaro, dal quale, un tempo, più che oggi, si raccoglievano le prugnole.
Frutti tondeggianti grandi più o meno come una nocciola che oltre ad essere consumati per le più svariate preparazioni della tradizione enogastronomicha italiana, come confetture, gelatine, preparazione di frutta in agrodolce o per liquori vari, venivano impiegati anche per le loro proprietà salutistiche. Sia come tonificanti che antinfiammatori e perfino come cosmetici.
Caratteristiche comuni anche alle foglie e alla corteccia della pianta, conosciuta come specie arborea particolarmente efficace per stati febbrili caratterizzati da disturbi gastrointestinali.
Ma c’è un anche un altro impiego di questa pianta che sembra essersi letteralmente perduto e che potrebbe far sorridere le moderne generazioni, quello cioè di aver fornito, grazie alla durezza del suo legno, gli strumenti per uno dei giochi più antichi del mondo: la lippa.
Un gioco che consiste nel fal saltare un bastoncino durissimo a forma di fuso e poi colpirlo al volo con un bastone più lungo, per lanciarlo alla distanza maggiore possibile.
La stessa che ormai ci separa da piante e frutti dimenticati, come il prugnolo.
da mstramazzo
Ultimo commento:
di stefano il 01/1/70
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ottobre 2nd, 2009 at 22:40
Molto apprezzati nella nostra Valtaro qui vengon chiamati “broca brugnò” ( prugnolo di rovo ).