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La settimana verde: Olivello spinoso
L’olivello spinoso, le cui foglie ricordano quelle dell’olivo, è una pianta rustica e autoctona, ben conosciuta ai tempi dei cavalli.
Non quelli sotto il cofano delle macchine, ma proprio quelli a quattro zampe il cui mantello veniva lucidato con i frutti dell’olivello, da qui, il nome botanico Hyppophae rhamnoides.
Non solo, ma sempre a quei tempi, quando non c’erano i parcheggi dei supermercati e si consumavano tutti i tipi di frutta e non quelle poche varietà omologate dalla grande distribuzione, le drupe dell’olivello, questo il nome dei frutti giallo-rossi, venivano consumati per il loro alto contenuto di vitamina C o per la vitamina E.
Quest’ultima si trova in alte concentrazioni dopo che le bacche sono trasformate in preparati oleosi, usati dalla medicina popolare per favorire la cicatrizzazione e altre affezioni della pelle.
Ed è forse per questa salubrità che le bacche dell’olivello venivano preparate insieme ad altri frutti, o da sole, per marmellate ricostituenti o distillati casalinghi.
Ma al di là delle proprietà benefiche per uomo e animali, compresi gli uccelli che dalle bacche traggono grande nutrimento, questo arbusto può essere un vero alleato per consolidare terreni incolti, rafforzare argini e scarpate o, ironia della sorte, per impedire lo sgretolamento dei cigli delle autostrade dove passano i cavalli… dei motori.
da mstramazzo
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