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La ricetta del detersivo per piatti ecologico fai-da-te

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detersivo fai da te

Ho personalmente collaudato un detersivo ecologico fai-da-te per i piatti. Funziona molto bene. E’ il mio secondo tentativo nell’ambito dei detergenti ecologici, dopo la lisciva per fare il bucato.

Bisogna solo superare un ostacolo psicologico. Il detersivo in questione non fa schiuma, e va messo un po’ per volta sulla spugna. Scioglierne un cucchiaio nel lavandino o nella bacinella, è inutile.

Ed ecco la ricetta.

Frullare tre limoni, tagliati a pezzi e privati dei semi, con scorza e tutto.

Mettere in una pentola con 400 millilitri d’acqua, 200 grami di sale, 100 millilitri di aceto.

Far bollire a fuoco basso per dieci minuti. Frullare di nuovo per rendere omogeneo.

Il detersivo è fatto: niente tensioattivi, niente roba chimica, niente involucri destinati a finire nell’immondizia. Funziona anche sulle pentole. Sulla padella del fritto, non saprei: non ho ancora provato.

Come ho detto, va messo sulla spugnetta e non nell’acqua. Sgrassa benissimo: i piatti e i bicchieri “cantano” a farci scorrere sopra le dita.

La ricetta del detersivo ecologico per piatti fai-da-te

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ago  08
4
alle 07:55
da maria

Ultimo commento:

di barbara il 01/1/70

per il metodo anti calcare io sapevo che si può aggiungere anche del sale aiuta l'aceto ciao ciao


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9 Commenti to “La ricetta del detersivo per piatti ecologico fai-da-te”

  1. nonna dice:

    vorrei prendere le tue ricette e metterle sul blog.
    posso?
    ciao

  2. Anonimo dice:

    Certo! Basta che citi la fonte

  3. simone dice:

    io tempo fa ho fatto una saponetta con olio d’oliva e cenere. metà olio e metà cenere, in un pentolino a fuoco basso per circa un’ora.
    questa mi mancava, voglio provare

  4. Aldo dice:

    Una cosa analoga la si può ottenere usando una soluzione diluita d’acido cloridrico al posto dell’aceto e del limone (in questo caso è opportuno usare i guanti di gomma ed evitare i lavelli di metallo). Ogni acido è un ottimo sgrassante, infatti anche aceto e limone sono acidi. Non capisco però il perché dell’aggiunta del sale: a che serve?

  5. Anonimo dice:

    In termini chimici non te lo saprei spiegare, Aldo.

    Ma in termini empirici: se hai bruciato qualsiasi cosa nella pentola, e ti resta un fondo nero attaccato che non va via neanche a piangere cinese, prova a rimetterlo sul fuoco con acqua e un bel po’ di sale.

    Anche se fai ribollire la pentola bruciata solo con acqua il fondo si ammorbidisce. Ma con l’aggiunta di sale diventa molto più trattabile.

  6. Aldo dice:

    Maria, provo a indovinare: magari ha a che vedere coi fenomeni osmotici.

    Grazie comunque per il consiglio. Ogni tanto mi capita di stracuocere qualcosa e talora i residui carbonizzati si affezionano al fondo della pentola al punto da non volersene più staccare. Proverò ad aggiungere al mio arsenale l’arma che mi hai appena consigliato: acqua salata bollente. Fondi bruciati, guai a voi!!! :)

  7. alfio galeotti dice:

    aldo mi sembrea di capire che ti intendi di chimica… potresti aiutarmi,magari con qualche link,a capire il ciclo dell’ammoniaca? ho uno schema di un frigo solare che sfrutta appunto il ciclo dell’ammoniaca ma finche’ non “afferro” il concetto non provo nemmeno….ciao alfio

  8. Aldo dice:

    Alfio, temo che si sia un malinteso! Le mie conoscenze di chimica risalgono all’epoca del liceo, per cui sono piuttosto superficiali e pure un po’ appannate. Comunque grazie per la considerazione.

  9. barbara dice:

    per il metodo anti calcare io sapevo che si può aggiungere anche del sale aiuta l’aceto ciao ciao

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