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Il Perù si vende l’Amazzonia

Visto lo stato attuale dell’Amazzonia non mi sembra una buona idea vendere pezzi di foresta alle multinazionali del legname. E’ quanto sta accadendo in Perù, dove il presidente neoliberale Alan García ha deciso di privatizzare ben 8 milioni di ettari (pari a 80 mila chilometri quadrati) di foresta, una superficie che corrisponde più o meno a un quarto della penisola italiana. Foresta destinata di certo in “ottime” mani, visto che a beneficiare di questo accordo sarebbero i grandi capitali del legname, tra cui è il gruppo Romero, uno dei principali nel paese che punta ad appropriarsi di almeno due milioni di ettari di foresta. La deforestazione in Amazzonia è tornata ad avanzare a ritmi impressionanti, nel secondo semestre del 2007 ha perso ben 7 mila chilometri quadrati, e non mi pare questo il modo per produrre “ossigeno, legname e lavoro in beneficio di tutti i peruviani” come dice Garcia, che dovrebbe ricordarsi che il futuro dell’Amazzonia riguarda tutti il mondo e non solo il Perù. Per un approfondimento leggi E il Perù si vende l’Amazzonia. Leggi Bye bye Amazzonia. Foto Flickr. Grazie a Stefano per la segnalazione.
da emiliano
Ultimo commento:
di daniele il 01/1/70
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gennaio 30th, 2008 at 09:55
Confermo che i Sud americani sono incivili. Questa è una ulteriore prova. Bisogneerbbe esanguarle con sanzioni e metetre in protezione la Selva annetendola a qualche stato Europeo come Dipartimento Speciale d’Oltremare. Altriemnti in giro di pochi anni la Selav diverrà una aprodia come sono tutte le selve Europee, Nord Americane ed Asiatiche. Bellissime parodie ricche di vita, per Carità, ma sempre parodie di ciò che erano. L’Amazzonia non morirà del tutto, riamrrà come frammenti ricchissimi di vita qua e la come già è successo in Asia, Europa, Nord America e stà accadendo in Oceania ed Africa.
gennaio 30th, 2008 at 19:50
Purtroppo la deforestazione non riguarda solo lo Stato del Perù. Guardiamo cosa succede nel vicino Brasile dove ogni anno si “convertono alla canna da zucchero” migliaia di ettari di terreno non solo foreste. Il Presidente Lula dice che i biocarburanti sono il petrolio dei Brasiliani, ma non dice a che prezzo lo si ottiene: per fare un litro di etanolo vengono utilizzati ben 4.650 litri di acqua!
E come al solito ad arricchirsi sono pochi grandi “latifondisti”.
http://www.alagoas.it