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Il prezzo del petrolio e il packaging: flaconi piccoli e detersivi concentrati

Per rimediare all’aumento del prezzo della plastica, legato a quello del petrolio, negli Stati Uniti si cominciano a fare flaconi più piccoli, e detersivi più concentrati.
Che stia capitando anche qui, non l’ho notato. Comunque significa che finora insieme al detersivo hanno venduto – e in Italia continuano a vendere, mi pare – acqua e plastica da smaltire come rifiuto.
Il prezzo del petrolio ha anche degli altri effetti sul packaging.
Sono usciti servizi interessanti sul New York Times e su Reuters.
Chi fa saponi, detergenti e detersivi cerca di sostituire gli ingredienti derivati dal petrolio con olio di palma (bell’affare!) e soprattutto cerca di usare meno plastica per i flaconi.
E’ la scelta della Procter & Gamble. Contenitori più piccoli, contenuto più concentrato.
E farlo prima? Quante risorse e quanta immondizia immondizia avremmo risparmiato…
Altre compagnie ridisegnano le bottiglie per usare meno plastica. Altre ancora risparmiano sulla confezione lasciando meno spazio vuoto all’interno dei contenitori di snack, patatine e simili.
Fino a prova contraria, significa che finora hanno venduto aria.
Ah, e c’è un’altra notizia. Il polietilene con cui si fabbricano le borse di plastica per la spesa è rincarato del 40% e più in neanche un anno e mezzo.
Le alternative alla plastica esistono da un pezzo. Detersivi e prodotti vari alla spina o il vuoto a rendere e, volendo, la lisciva, il detersivo autoprodotto.
Una borsa di tela per fare la spesa. E acqua del rubinetto anzichè in bottiglia.
Chissà se la crisi riuscirà , prima o poi, ad incentivarne l’uso davvero.
Il prezzo di petrolio e plastica impone flaconi piccoli e detersivi concentrati sul New York Times e su Reuters
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Tiziano.M il 01/1/70
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giugno 9th, 2008 at 10:06
Anche da noi esistono da parecchio tempo i detersivi concentrati. Come in tutte le cose, però, l’immagine conta: un detersivo concentrato, a parità di quantità apparente, costa molto di più. E’ pur vero che rende molto di più e che dunque ne serve molto di meno, col risultato che il prezzo finale rimane più o meno lo stesso. Siccome però è impossibile fare conversioni ad occhio, si tende ad acquistare la confezione più grande convinti di “avere di più” (e non è detta).
Più semplice non farsi ingannare dalle confezioni degli alimentari come bibite, patatine o biscotti: basta leggere l’etichetta dove è indicato il peso netto. In quel caso non ci sono scuse, basta non esser pigri.
Le strategie di mercato restano comunque una bassa schifezza che fa leva sui nostri limiti. E io non sono uno di quelli che sostiene che se uno è fesso è giusto fregarlo. Proprio no.
giugno 9th, 2008 at 12:17
-Esistono anche da noi i detersivi concentrati, ma, da quanto vedo, non vengono distribuiti nei tradizionali canali di vendita. Concordo con quanto detto: soltanto all’apparenza costano di più.
-Borse di plastica: dove lavora la mia compagna, un negozio di cosmetici vegetali francese, da lunedì 5 settembre 2006 hanno interdetto la distribuzione dei sacchetti di plastica, al punto che vigeva il divieto di fornire quelli rimasti in giacenza; molti clienti si trovarono disorientati! Viene proposta una pratica borsetta (sempre in plastica) ripegabile: una volta chiusa è grande una volta e mezza un pacchetto di sigarette, ed è riutilizzabile un’infinità di volte.
Da una loro indagine, i quattrocentosettantacinque milioni di sacchetti “convenzionali” che distribuivano in un anno avevano una vita media di venti minuti.
-Sempre la suddetta azienda, per alcune confezioni di creme/detergenti propone le buste di ricarica.
-Lisciva: ho provato a farla, ed è tempo di sperimentare.
-Acqua di rubinetto: siamo arrivati al punto che se non servi acqua da una bottiglia di plastica fai una pessima figura… Quando mi reco da amici, nel caso mi venga offerto da bere, se di acqua si tratta esigo quella del rubinetto. Spiego le mie motivazioni, argomentandole, ma la pubblicità è più forte. Notevole il terrorismo che ultimamante si fa con quell’elemento di simbolo chimico Na.
Putroppo l’economia è drogata: sono tante quelle aziende che lavorano sull’inutile.
Forse un sano periodo di miseria non farebbe male.
(trattandosi di marchi commerciali, non ne cito i nomi salvo autorizzazione)