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I cambiamenti climatici attorno all’Artico, la foresta invade la tundra

La vegetazione sta crescendo rigogliosa in luoghi dove fino all’inizio degli Anni 80 dominava la tundra, cioè terreno perennemente ghiacciato in profondità – il permafrost – il cui breve disgelo superficiale estivo consente la vita solo a muschi, licheni e poco altro.
L’Artico si scioglie rapidamente, le zone circostanti aumentano di temperatura due volte più in fretta rispetto al resto del globo e il risultato è l’immagine della vegetazione in Siberia, Alaska e Canada pubblicata nella pagina seguente.

E’ un’elaborazione di immagini satellitari pubblicata da Science News. In marrone le zone in cui la fotosintesi clorofilliana – la vegetazione, in pratica – è diminuita nel periodo 1981-2005. In verde le zone dove è aumentata.
Le conifere hanno colonizzato aree nelle quali da mille anni non crescevano alberi.
Questo è un ulteriore anello del circolo vizioso innescato nell’Artico e nelle zone circostanti. Entra in gioco l’albedo: più il suolo è bianco come la neve, più esso riflette la luce e meno la temperatura si alza. Gli alberi non sono affatto bianchi.
Dunque la crescita degli alberi nella tundra non solo è effetto del riscaldamento della zona, ma contribuisce a sua volta a questo stesso riscaldamento.
Nello stesso modo lo scongelamento del permafrost non è solo effetto ma anche causa dei mutamenti climatici attorno all’Artico. Il permafrost intrappola – come fosse un freezer – resti organici vecchi di decine di migliaia di anni.
Quando si scongelano, si decompongono liberando nell’atmosfera anidride carbonica, il gas del’effetto serra, e contribuendo così ad un ulteriore rialzo delle temperature.
Su Science News cambiamenti climatici attotno all’Artico, la foresta invade la tundra
L’albedo su Wikipedia
Via Treehugger
Foto Flickr e Treehugger
da maria
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
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giugno 23rd, 2008 at 11:57
Davvero STRABILIANTI questi AUMENTI di SUPERFICIE BOSCATE e vegetazionali!!!!
Ma, allora, la tanto millantata… DESERTIFICAZIONE, alla quale a sentire i PROFETI del NEO-PAGANESIMO AMBIENTALISTA sembra ormai esser destinato l’INTERO PIANETA (tanto CATASTROFICI sono i proclami) … che fine farà ?!!!!
P.S.: questa BANALIZZAZIONE della causa-effetto dei cicli dell’anidride carbonica sul clima planetario, onestamente lasciano davvero perplessi sul “target” cui questi “messaggi sublimali” sono destinati…
Oltre ovviamente che sullo “spessore” scientifico di chi propina di queste amenità !
2P.S.: questi sono semmai argomenti sui quali NESSUNO che sia INTELLETTUALMENTE ONESTO, oggi come oggi, può affermare di avere una risposta definitiva, sia per un verso che per l’altro …
giugno 23rd, 2008 at 13:38
Post: “Entra in gioco l’albedo: più il suolo è bianco come la neve, più esso riflette la luce e meno la temperatura si alza. Gli alberi non sono affatto bianchi.”
Ad un’osservazione empirica, quest’affermazione mi sembra poco plausibile. Ad esempio, le aree boschive sono sensibilmente più fresche di un villaggio di trulli, anche se questi ultimi sono bianchissimi. Credo che nei giochi degli equilibri termici abbiano un ruolo consistente anche i passaggi di stato dell’acqua determinati dalla presenza della vegetazione, che si comporta come una specie di enorme evaporatore (tipo quei nebulizzatori che hanno installato, ad esempio, a Gardaland per rinfrescare i visitatori). Sbaglio?
P.S. Federico, ora ti metti pure ad urlare, con tutte quelle maiuscole? E’ il caso?
giugno 23rd, 2008 at 13:44
Ciao Aldo, l’albedo è una faccenda complicata ma sul ruolo di alberi e neve pare che siano tutti d’accordo. Cito l’esempio tratto dal link a wikipedia che trovi nel post:
“la stazione vicina all’università di Fairbanks, Alaska è circa 3°C più calda dell’aeroporto di Fairbanks, una differenza dovuta in gran parte al fatto che l’università è circondata da alberi di pino, e quindi una percentuale minore di superficie è coperta di neve”
giugno 23rd, 2008 at 15:46
Caro Aldo, sempre molto interessanti i tuoi interventi (cercando sempre il riscontro degli oggettivi dati di fatto), ma altresì sempre altrettanto “DISTRATTO” nelle tue critiche al sottoscritto (peraltro legittime, per carità !): i post “urlati”, in gergo, sono quelli INTERAMENTE scritti in maiuscolo, non certo i miei, che utilizzano lo stesso solo per EVIDENZIARE determinati punti. Peraltro a surrogare l’uso proprio del GRASSETTO, che però in questi post non è possibile… (ed in ogni caso, … fo molto prima!).
giugno 24th, 2008 at 10:45
Qualsiasi parola scritta in maiuscolo significa urlare, su internet. Puoi usare gli asterischi per *sottolineare* qualcosa che vuoi dire, o gli underscore _
giugno 25th, 2008 at 11:54
Grazie molte, Andrea: quindi, se ho ben capito, invece di scrivere le parole in *maiuscolo*, devo _delimitare la parola o la frase_. Così è ok?