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Elezioni Usa, le classifiche. I migliori e i peggiori presidenti per l’ambiente

Quale è stato il presidente degli Stati Uniti più ambientalista? E quale è stato il peggiore da questo punto di vista?
Ora che gli americani si apprestano ad andare alle urne per scegliere l’Imperatore d’Occidente, The Daily Green ha pubblicato due classifiche in proposito.
Ma si potrebbe anche dare uno sguardo alle credenziali ambientaliste dei candidati alle elezioni di novembre, John McCain e Barak Obama.
Comunque, secondo The Daily Green, il metaforico Premio Attila va al presidente uscente George W. Bush che “ha riscritto le leggi a favore dell’industria”, ha permesso la distruzione dell’ambiente per sfruttare le materie prime, si è opposto a norme sull’efficienza energetica, non ha preso in mano il problema dei cambiamenti climatici. Eccetera eccetera.
Nessun cenno a quello che secondo me è un “peccato contro l’ambiente” molto grave: la promozione dei biocarburanti, un crimine contro l’umanità cui va attribuita la responsabilità del 75% dell’aumento del prezzo dei generi alimentari.
Per la cronaca, secondo The daily Green il secondo peggior presidente dal punto di vista ambientale è stato Ronald Regan.
Il presidente più amico dell’ambiente, sempre secondo The Daily Green, fu Theodore Roosevelt, al potere nel periodo 1901-1909, che promosse l’uso consapevole del territorio e creò numerose riserve naturali.
Al secondo posto Jimmy Carter (1977-1981), che sulla scia della crisi petrolifera del 1973 promosse l’efficienza energetica e i primi passi in materia di energia pulita.
Dopo un altro presidente molto lontano nel tempo, Thomas Jefferson (1801-1809), al quarto posto della classifica c’è Bill Clinton. Di cosa devono accontentarsi, ’sti poveri americani! Il presidente che non firmò il Protocollo di Kyoto!
E per il futuro? Al primo posto della politica ambientale di McCain c’è l’espansione della produzione interna di petrolio e gas. Oltre all’uso delle energie rinnovabili, vuole cento centrali nucleari.
Gli ambientalisti americani sperano nel candidato democratico Obama, che nel suo discorso di insediamento ha promesso “carbone pulito” e “nucleare sicuro“. Di cosa devono accontentarsi, ’sti poveri americani!
Da The Daily Green i nove presidenti più verdi degli Stati Uniti
Da The Daily Green i dieci presidenti degli Stati Uniti peggiori dal punto di vista dell’ambiente
Su Agor@ Magazine le proposte di McCain per energia e ambiente
Il discorso con cui Obama ha accettato la nomination, tradotto in italiano da L’UnitÃ
Foto Flickr
da maria
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settembre 1st, 2008 at 15:28
Post: “[...] al quarto posto della classifica c’è Bill Clinton. [...] Il presidente che non firmò il Protocollo di Kyoto!”
Non che firmarlo e poi fare peggio di prima (come i nostri governi hanno fatto e stanno facendo) sia molto meglio. Sicuramente è più ipocrita.
Tra l’altro, non vedo come consentire l’accesso in un solo anno ad ulteriori 488.000 persone (senza contare i clandestini) possa aiutare a ridurre le emissioni complessive di anidride carbonica. Ciò vale, oltre che a livello locale, anche a livello globale se si considera che gran parte dei nuovi arrivati proviene da aree nelle quali probabilmente avevano un tenore di vita meno aggressivo, dal punto di vista della CO2, di quello che adotteranno acquisendo stili di vita “nostrani”.
Valle a capire, le incongruenze dell’homo sapiens… o forse sono manovre più o meno nel buio? Chi vivrà , vedrà .
settembre 1st, 2008 at 16:32
ma che cosa dici? ma secondo te queste persone – 488000-saranno in grado di danneggiare in maniera ulteriore l’ambiente grazie alla loro presenza? certo, la soluzione è lasciarli morire di fame nella loro terra di origine. 488000 persone in meno sulla terra che inquinano!
perchè invece non impariamo a consumare meno acqua, meno energia migliorando la nostra efficienza? per quanto riguarda l’emissione di CO2 sappiamo benissimo che dipende in gran parte dal riscaldamento, dalle auto, dalla coltivazione grazie soprattutto allo sfruttamento intensivo e all’allevamento estensivo, e non sarà certo l’arrivo di immigrati a peggiorare il nostro livello di emissioni. Se non siamo capaci di ridurre le nostre emissioni, è perchè non facciamo ricerca e non sviluppiamo tecnologia adeguata nè facciamo in modo che sia utlizzata.
E poi chi ti dice che queste persone non abbiano degli stili di vita più aggressivi nel verso l’ambiente nel loro paese? ci sei mai stato? hai mai visto che automobili vecchie ed inquinanti usano? e magari per scaldarsi bruciano copertoni; per lavarsi certo usano probabilmente pochissima acqua, e per questo ben vengano così ci insegnano come si usa l’acqua!
Ecco dove noi dovremmo imparare a ridurre il consumo! Faccio un paio di esempi: quando ti lavi i denti, lo chiudi il rubinetto o lasci scorrere litri e litri d’acqua mentre ti massaggi le gengive con lo spazzolino? il 50% dei miei colleghi la consuma così l’acqua; e quando ti fai la doccia, chiudi l’acqua mentre ti insaponi? oppure la fai andare a manetta?
settembre 1st, 2008 at 22:01
Antonio: “[...] secondo te queste persone – 488000 – saranno in grado di danneggiare in maniera ulteriore l’ambiente grazie alla loro presenza?”
Sì. Tra l’altro, non grazie alla loro presenza, giacché quel grazie già esprime un’opinione occulta, ma (più neutro e corretto) a causa della loro presenza. Causa ed effetto. Asettico. In più, non saranno ma sono. Ora. Insieme agli oltre due milioni degli ultimi cinque anni. Ripeto: oltre due milioni in soli cinque anni. Senza dimenticare i 58 milioni che già erano presenti sul territorio. Dove vogliamo arrivare? Davvero riteniamo che non esista un limite? A mio parere l’abbiamo già abbondantemente superato.
Quanto alle domande sulle mie abitudini, saresti stupito se ti descrivessi il livello di maniacalità al risparmio che mi contraddistingue, e non solo per quel che riguarda l’impiego dell’acqua.
Ho anch’io una domanda: in base a quale meccanismo l’aggiunta di ulteriori persone su un territorio che ha già poco meno di 200 ab/km2 potrebbe giovare alla salute del patrimonio idrico?
settembre 1st, 2008 at 23:25
Aldo, le tue teorie servono solo a perpetrare il dominio coloniale e il mantenimento dello status quo, sono venate di razzismo e fanno ricorso alla sempre utile categoria del capro espiatorio: la responsabilità della folle corsa a cui sottoponiamo il pianeta è nostra, di noi occidentali bianchi.
La situazione di merda da cui queste moltitudini cercano di sfuggire è stata causata da noi, occidentali bianchi e colonialisti.
Vuoi arroccarti dentro Forte Apache? Tanti auguri.Io invece voglio farlo saltare, Forte Apache, magari insieme ai miei fratelli che vengono dal Sud del mondo.
settembre 2nd, 2008 at 00:02
aldo, ribadisco che in italia e in europa siamo in fase di decrescita della popolazione.. e quindi, causa effetto, se nn fosse per gli immigrati nn potremmo goderci il nostro benessere..
ti invito a informarti
settembre 2nd, 2008 at 10:43
Aldo, non dubito delle tue usanze maniacali, la mia era una provocazione per ribadirti che non possono essere gli immigrati ad essere considerati come causa deflagratoria di una situazione critica, ma lo saremo noi come società cosiddetta “civile” se non cambieremo le nostre abitudini. Lo sai che la nostra efficienza industriale nell’utilizzo dell’acqua è molto bassa anche rispetto agli altri paesi europei? secondo te è comparabile il consumo d’acqua degli immigrati in confronto alla nostra e soprattutto delle nostre industrie?
in ogni caso, hai secondo me una visione veramente limitata al tuo orticello casalingo… tra l’altro, in coerenza con un certo discorso che fai, noi dovremmo per prima cosa ritirare tutte le nostre multinazionali dall’Africa ed altri paesi (cosa che io auspico), perchè noi andiamo lì sfruttando ed inquinando i loro paesi, distruggendo le loro foreste e provocando guerre per il nostro interesse…sai che saranno fatte dighe (non ricordo esattamente se in Nigeria o Congo)per generare energia elettrica…per noi europei? tutta per noi! hai presente il disastro ambientale che le nostre aziende provocano in quei paesi..tanto per citarne una, l’AGIP che in Nigeria (insieme alle alte sorelline) nelle zone di estrazione ha sconvolto ambiente e vita dei locali, tra l’altro impoverendoli ancora di più. Oppure tutte le scorie più o meno tossiche e radiottive che USA ed Europa portano nella discarica in cui hanno trasformato l’Africa? Hai presente lo sfruttamento delle persone edei terreni che facciamo in quel continente per prelevare determinati componenti che servono ai nostri beneamati cellulari? stai sicuro che quella gente, prima che arrivassero gli Europei portatori della cosiddetta CIVILTA’ se la passavano benissimo…Se viene in Europa è soprattutto PER COLPA NOSTRA!
settembre 2nd, 2008 at 15:13
Certo, conosco le cose che affermate e riconosco la loro almeno parziale validità (tranne la bufala della popolazione europea in calo, come ho già precisato a commento d’un altro post). Non capisco da dove tragga origine la presunta incompatibilità tra le mie osservazioni e le vostre. E’ molto significativo che la domanda che ho posto non abbia trovato risposta: in base a quale meccanismo l’aggiunta di ulteriori persone su un territorio che ha già poco meno di 200 ab/km2 potrebbe giovare alla salute del patrimonio idrico (o, aggiungo, all’ambiente in generale)?
Le “risposte” che mi avete dato mi spingono a credere che Federico, pur coi suoi modi oggettivamente un po’ crudi, forse non ha tutti i torti quando sostiene che l’ideologia vi porterebbe a mettere in un cantone l’oggettività . E l’oggettività dice che quante più persone stipi su un territorio, tanto maggiore è il danno che queste provocano. I = PxAxT, ricordate? Dove “P” sta per…
P.S. L’accusa di razzismo è fuori luogo, come ben sanno le persone (comprese le molte di razza diversa dalla mia) che frequento nella mia vita reale. Diciamo che oggi è di moda cercare di zittire le voci fuori dal coro con questa facile accusa – ogni epoca ha le sue. Tra l’altro, gran parte delle nuove persone che si aggiungono annualmente sono di razza caucasica, per cui il tentativo di ricorrere allo stratagemma retorico del “razzismo” è assolutamente demenziale.
settembre 2nd, 2008 at 17:58
Aldo: non fare il furbo e per favore non fare la vittima. Certo che tu fai una domanda con una risposta ovvia. E’ naturale che più persone su uno stesso territorio non possono contribuire al miglioramento e possono portare a una maggior riduzione della capacità idrica per abitante. Ma l’equazione non è così banale e la risposta che dai tu non è quella di bloccare gli immigrati, primo perchè è impossibile, secondo perchè non serve in quanto non potranno mai essere loro a portarci al collasso (a parte il fatto che probabilmente andremo al collasso per altri motivi..). Personalmente trovo io demenziali certe tue affermazioni, prima fra tutte le presunta minore aggressività verso l’ambiente di queste persone nel loro paese, ma soprattutto nei tuoi pensieri vedo un terrificante egoismo; qua non è questione di ideologia, semplicemente tu poni un problema sociale ed ambientale in termini numerici utilizzando una equazione che banalizza una situazione complessa ignorando o facendo finta di ignorare tutto quello che c’è al contorno, tra l’altro mostrando di fregartene di queste persone che non vengono certo nei nostri paesi per divertimento. Tu però non rispondi a nessuna delle questioni che io ti pongo, come la mettiamo? fai la vittima accusandoci di ideologia, puntualizzi solo su un paio di questioni che ti possono far comodo, ma sul resto? nisba.
settembre 2nd, 2008 at 21:49
Sai che ti dico, Antonio? Hai proprio ragione. Ciao.
settembre 3rd, 2008 at 09:53
@ Aldo
“l’accusa di razzismo è fuori luogo…”
Ma dov’è la tua confutazione?Se vivi fra gente di tutte le razze o se qua arrivano caucasici in che modo inficia il fatto che non cogli la contraddizione fra sfruttati e sfruttatori?
Ideologia cieca e non oggettiva, se mi permetti, è la tua: come entrano nella tua analisi le categorie dello sfruttamento colonialista, la contraddizione capitale-lavoro, la devastazione della natura prodotta dal sistema di produzione capitalista?
La tua presunta oggettività ( più di tanto su questo territorio non ci può stare, quindi se ne stiano a casa loro ) ti porta semplicemente a scambiare le vittime con i carnefici; e non a caso ti trovi “comodo” con Federico, fa lo stesso errore.
Perchè, ad esempio, non se ne va fuori dai maroni chi è responsabile di questo disastro, cioè le classi dirigenti di questo Paese? Anche questo sarebbe un modo di fare spazio, non trovi?
settembre 3rd, 2008 at 16:33
Anche tu hai senz’altro ragione, Geronimo.