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Acque

Case dell’acqua, acqua alla spina gratis per tutti

L’acqua di rubinetto è la migliore, ma le case dell’acqua sono veramente una bella idea.

Si tratta di strutture realizzate in provincia di Milano da varie aziende locali, che erogano acqua, sia liscia che frizzante, e con una particolarità: è tutto completamente gratis.

Ne esistono di diverse, come ad esempio a San Giuliano, a Rozzano, Opera, Cusano Milanino, San Donato, Pieve Emanuele, Buccinasco e Trezzano sul Naviglio, mentre altre sono in fase di progettazione, all’Idroscalo, tanto per dirne una.

Di prodotti alla spina abbiamo parlato varie volte, dai detersivi, al latte, ai cereali, e si tratta di un sistema di distribuzione che permette di risparmiare denaro, ma soprattutto tonnellate di plastica.

Le case dell’acqua, però, sono un progetto ancora diverso, lontano da logiche commerciali. Si tratta di vere e proprie case, costruite in corrispondenza di sorgenti di acqua naturale che rendono questa preziosa risorsa accessibile a tutti.

Il progetto rientra nel protocollo d’intesa per “l’Acqua bene comune”, la campagna in difesa dell’acqua pubblica, a cui hanno aderito molti comuni lombardi.

Esistono anche altre forme di distribuzione di acqua alla spina, più vicino alla forma con cui vengono distribuiti i detersivi.

Parlo ad esempio del progetto di Marano, a Napoli, dove, presso la farmacia Palermo, è possibile acquistare acqua, sia liscia che frizzante, a un prezzo molto conveniente, 15 centesimi al litro.

Sulle case dell’acqua visita Casa dell’acqua

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set  08
2
alle 01:58
da emiliano

Ultimo commento:

di RAFFAELE P. il 01/1/70

Sono nato e abito a Benevento.
la mia provincia fornisce acqua alla Regione Puglia, alla provinci...


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14 Commenti to “Case dell’acqua, acqua alla spina gratis per tutti”

  1. Aldo dice:

    Le fontane pubbliche sono strutture che hanno visto purtroppo un progressivo smantellamento (spesso anche solo tramite le più distruttive delle pratiche: l’incuria e il vandalismo) nel corso degli ultimi decenni. Ripristinarle sarebbe davvero un esercizio di civismo dal costo irrisorio e dall’alto significato concreto e simbolico. Anche senza la variante “gasata”, che trovo una snobberia davvero fuori tema.

    P.S. Nell’alessandrino pressoché tutte le fontane, specie in ambienti rurali, sono state smantellate perché prosciugatesi a causa dell’abbassamento delle falde dovute ad eccessivo prelievo idrico (non certo quello delle fontanelle stesse!) o perché rivelatesi inquinate da agenti organici o, più spesso, chimici. Il che è come dire che quelle fontanelle non possono più essere ripristinate nella loro forma originaria.

  2. Daniele dice:

    Il problema di fondo è questo: l’acqua è e deve restare un bene comune e non va fatta pagare, neanche 15 centesimi al litro.
    Tuttavia se questo dovesse servire ad eliminare le tonnellate di plastica delle bottiglie vendute ogni giorno ben venga!!!

  3. Mimmo dice:

    Ben vengano le case dell’acqua.
    15 centesimi al litro non sono un regalo, spesso quella in bottiglie di plastica costa meno.
    Nelle località di villeggiatura, al sud, le fontanelle pubbliche sono chiuse, chissà come mai…e l’acqua imbottigliata costa quasi più della benzina.

  4. tendaggi dice:

    15 centesimi al litro e’ un furto, una bottiglia in plastica da un litro e mezzo di frizzante al discount la pago 13, la San Francesco, fonte S.Antonio di Caslino al Piano, una delle migliori fonti di acque minerali d’Italia.

  5. maria dice:

    Io non credo che sia troppo 15 cent per un litro di acqua perchè essa viene venduta dopo aver subito un processo di depurazione e quindi non può essere paragonata alle normali acque vendute in supermercato che hanno caratteristiche totalmente diverse

  6. lloris dice:

    San Francesco, fonte S.Antonio di Caslino al Piano…TENDAGGI: leggi l’etichetta! Ti compri l’acqua di Lomazzo? Tra l’altro confina con Seveso!

  7. Diego dice:

    Ma basta comprare acqua in bottiglia…. quella del rubinetto è piu sicura e controllata, e anche piu buona in molti casi. Se proprio il vostro palato è cosi squisitamente sopraffino da non sopportarne il sapeore, lasciatela riposare 10 min e vedrete che migliora nettamente (perche il cloro residuo evapora) e se ancora non vi piace, allora compratevi una caraffa con filtri (es brita). Ma vi prego basta bottiglie d’acqua.

    Mi piacerebbe che tutte le persone che acquistano bottiglie d’acqua stazionassera in paesi in cui si è DAVVERO costretti a bere l’acqua in bottiglia (che non è nemmeno di fonte ma depurata da aziende tipo coca cola. Poi dopo un soggiorno di 2-3 mesi voglio vedere se non apprezzano la nostra acqua del rubinetto.

    Tornando ontopic, l’acqua è un bene pubblico e non ci piove, ma questo non vuol dire che debba essere gratis.
    Non deve essere gratis per mille ragioni. In generale ed in italia in particolare se una cosa è gratis automaticamente la sprechi (nella convinzione che “tanto ce nè” e “tanto non la pago”).
    Quindi ben venga pagare l’acuqa.

  8. Fran dice:

    @lloris: leggi tu l’etichetta. La fonte e’ Caslino al Piano, la compro da anni.

  9. Aldo dice:

    Diego: “Quindi ben venga pagare l’acqua.”

    Dunque? Le fontanelle sì o no? Magari a gettone?
    Personalmente considero l’acqua come lo spazio (magari di qualità?): un diritto. Chi sottrae l’una o l’altro è un delinquente. A volte basta un pezzo di filo spinato, altre volte le tecniche sono più sottili ma… vi accorgete che ne abbiamo sempre di meno dell’una e dell’altro? Che se si vuole spazio o acqua di qualità (non necessariamente da bere) siamo si devono pagare i soliti accaparratori? Ciò è possibile solo quando un bene si fa scarso. E con un territorio di 301.000 km2 calpestato da oltre 60.000.000 di persone (per di più neppure tanto educate) la scarsità di beni naturali non devastati è inevitabile, a meno di essere Presidente del Senato. Nel qual caso basta “pagare la multa” (l’ha poi pagata?).

  10. Aldo dice:

    Errata corrige: Presidente della Camera, non del Senato.

  11. H2OMilano.org dice:

    Vorrei rispondere alla Sig. Maria sottolineando una cosa. I 15 centesimi che le paga per un litro d’acqua confezionata sono la causa delle spese sostenute dall’azienda per: pubblicità sui media (TV e giornali), confezionamento (quelle belle bottiglie che inquinano), trasporto di acqua per centinaia di chilometri (che è altro inquinamento visto che il trasporto avviene con tir su e giu per l’Italia).
    Sa quanto paga una azienda per sfruttare una fonte?? Quasi il prezzo di un affitto di un box a Milano. Tradotto vuol dire poche migliaia di euro all’anno.

    Per concludere i controlli effettuati sulle acque confezionate sono minori (in termini di quantità) rispetto a quella che sgorga dal rubinetto.

    Ci pensi

  12. maria dice:

    VOrrei rispondere a H2OMilano per chiarire alcune cose.I 15 cent che si pagano per acquistare 1 litro di acqua alla spina non sono la causa di pubblicità o di altro simile.Questo è un discorso sul quale mi trovo pienamente d’accordo con lei per quanto concerne però le acque imbottigliate che vengono reclamizzate in tv non per l’acqua alla spina di cui stiamo parlando.Inoltre concondo pienamente con lei anche per quanto riguarda i controlli scarsissimi che vengono effettuati sulle acque confezionate.
    Vorrei rispondere anche a Iloris facendogli notare che proprio perchè IO le etichette le guardo e ho le conoscenze tecniche per interpretarle che non comprerei mai acqua imbottigliata da chissà quanto tempo e con analisi che risalgono almeno a 4 anni prima!

  13. Azzurra dice:

    è inconcepibile pagare l’acqua perchè i soldi spicci e cartacei sono sporchi, lo so per precedenti esperienze in cassa; per lavarsi le mani serve il sapone e poichè il sapone è difficile a farsi è anche più ovvio non toccare i soldi per bere un bicchiere d’acqua;
    l’idea delle case dell’acqua è bella, anche se a Milano, città non troppo vicina alla mia;
    al centro ci sono bellissime fontane monumentali, però si tratta di acqua piovana di città.. alla salute

  14. RAFFAELE P. dice:

    Sono nato e abito a Benevento.
    la mia provincia fornisce acqua alla Regione Puglia, alla provincia di Napoli ed alla regia di Caserta, ma purtroppo nella nostra citta’ non vi è più alcun beverino pubblico, al contrario in Salerno vi è un beverino ogni 100 metri, come a Roma che ha delle fontane stupendo dove puoi anche dissetarti,oltre che venderle (come fece il grande principe TOTO’).
    Possibile che la mia amminostrazione comunale non capisca che bere è una esigenza primaria, vedasi le persone anziane le quali non hanno neanche la possibilità di riposarsi su una panchina.
    Grazie per l’ospitalità.

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