Attenzione! Tra qualche giorno l'url di Blogeko diventerà www.blogeko.it
Clicca qui per aggiungere il nuovo indirizzo ai tuoi preferiti ed essere sicuro di trovarci!!
Berlusconi e la messa in piega del clima

Avevo sopravvalutato l’ostinazione e la miopia del Governo Berlusconi quando l’altroieri avevo scritto che la clausola di recessione per il 2014 sul Pacchetto clima ottenuta dall’Italia sarebbe stata cosa da poco.
Me ne rendo conto solo oggi leggendo i titoli dei giornali e le dichiarazioni del presidente del consiglio che è deciso a opporre il veto in caso di mancato raggiungimento di un accordo.
Ecco che prende forma l’eco-pensiero di Berlusconi: “assurdo parlare di emissioni quando c’è una crisi in atto: è come uno che ha la polmonite e pensa di farsi la messa in piega”. E, bisogna ammetterlo, lui di messa in piega ne sa sicuramente più di me.
Ma le messe in piega che Berlusconi conosce meglio, forse, sono quelle che lo riguardano e non quelle relative ai cambiamenti climatici.
Già, perché se il premier sapesse realmente quello che dice forse invertirebbe i termini delle sua affermazione, e si renderebbe conto che la messa in piega di cui parla assomiglia forse di più a questa fantomatica “tutela delle nostre imprese” che da tempo ormai gli sentiamo sbandierare.
Sia chiaro, l’economia ha la sua importanza, ma non se questo compromette il terreno su cui si regge, ovvero l’ecosistema terra.
Non pretendo certo che Berlusconi si ispiri a Lester Brown, e neanche lontanamente a Pallante o Latouche, ma forse i consigli di un ex economista capo della Banca Mondiale li potrebbe ascoltare.
Nicholas Stern, autore del noto Rapporto Stern, ha affermato che i cambiamenti climatici sono più rischiosi della crisi economica e che i paesi sviluppati dovranno investire il 2% del proprio Pil nella lotta ai cambiamenti climatici.
Cosa accadrà se non lo faranno? Spiegatelo al nostro Silvio Nazionale. Secondo Stern in caso di inazione, entro il 2050 i cambiamenti climatici causeranno una riduzione del Pil del 5-20%.
Ora una domanda: qual è la messa in piega e quale la polmonite?
Foto Alessio85
da emiliano
Ultimo commento:
di Rinaldo Sorgenti il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







dicembre 11th, 2008 at 19:49
Bravo, bella foto e bell’articolo; adesso fai 2 cose: prendi un mappamondo (anche virtuale se vuoi), guarda quanto è grande l’Italia, e poi prova a spiegare queste cose che so… alla Cina.
Vedi, criticare è facile, essere realisti è cosa meno semplice.
Io sono un ambientalista convinto, se inquinassimo meno sarei entusiasta, tuttavia questi son specchietti per le allodole, perchè è inutile che la piccola Italia riduca le sue emissioni se poi non lo fanno la Cina, l’India, il Brasile, in genere tutto il sud est asiatico, gli Usa, ecc.
L’Europa conta circa 300 milioni di abitanti, Cina, India e Brasile quasi 3 miliardi; ormai la maggior parte delle produzioni maggiormente inquinanti avvengono in questi paesi e tu, in un momento di crisi VERA, vieni a dire che stiamo sbagliando?
Purtroppo è il mondo che sbaglia, non siamo noi.
Non sono scuse, è la realtà purtroppo.
O tutto il mondo cambia direzione, oppure è inutile che lo facciamo noi da soli; dare il buon esempio è una bella cosa, ma l’abbiamo sempre fatto e lo stiamo facendo e sempre lo faremo; chiederci ancora sforzi è inaccettabile; le vedi le aziende che chiudono? I cassaintegrati? I licenziati?
Ora scrivi qualcosa su di loro prima di far questa pessima propaganda.
Più proposte e meno parole!
dicembre 11th, 2008 at 20:16
ma che dici ?
punto primo, se tu non dai il buon esempio come te lo arroghi il diritto di puntare il dito sulla Cina o sull’India che dici tu ?
punto secondo leggiti un po’ di notizie sui parchi eolici e solari che sta costruendo … la Cina, sono proporzionati … alla Cina … e
punto terzo, come dice Carlo Rubbia (che non è una calzetta in materia), se non lo facciamo noi (di investire in rinnovabili, efficienza energetica ecc), prima o poi qualcuno ce le porterà in casa queste cose “come hanno fatto gli americani 20 anni fa con i computer” (sempre Rubbia) e indovina chi sarà questo qualcuno ?
bravvo … la Cina !!!
dicembre 11th, 2008 at 22:32
la mia non è propaganda, mi sono limitato a riportare dei fatti e pareri autorevoli che sostengono, non la mia, ma la tesi di chi ha un po’ di cervello
perdonami, noi abbiamo dato il buon esempio?
facendo cosa? facendo produrre tecnologia ai paesi in via di sviluppo restituendogli poi la monnezza da essa generata
oppure che so, tenendo intantti i nostri boschi per deforestare l’amazzonia a nostro uso e consumo?
ti ricordo che noi emettiamo circa 10 tonnellate di anidride carbonica l’anno pro-capite, mentre la Cina ne emette 4,5 e l’India 2
senza considerare che se in quella cifra teniamo conto delle produzioni che decentriamo proprio in quei paesi forse il rapporto salirebbe ancora di più (direi in modo esponenziale)
ora, rispetto la tua opinione, ogni ha il proprio bel motivo per avere un punto di vista diverso delle cose, ma per favore non mi venire a parlare di propaganda
so perfettamente cosa è il realismo, mi ci scontro ogni mattina quando mi sveglio
ciao
dicembre 15th, 2008 at 15:54
per Gabriele.
Oltre alle cose assolutamente condivisibili che afferma fabibus Miles, c’è un altro elemento da tenere in considerazione; l’incremento di produzione spettacolare che caratterizza la Cina ( e l’India ) nella storia recente è legato a merci per noi occidentali.
Sono i nostri capitalisti che vanno lì a produrre merce che verrà venduta e consumata sui nostri mercati.
Pertanto non solo ha assolutamente senso mettere in campo modi di produzione meno inquinanti, ma tutti noi cittadini occidentali dobbiamo assumere uno stile di vita più sobrio e consumare meno merci inutili; l’Italia sarà anche un francobollo sul mappamondo ma ogni italiano consuma ed inquina in proporzione per una moltitudine di esseri umani che vivono nel terzo mondo.
Sinceramente, l’unica propaganda ideologica a favore di questo governo di arroganti autoritari capimafia mi sembra quella che fai tu.
marzo 9th, 2009 at 22:18
devono cambiare le coscienze delle persone… indifferente che si inizi dalla cina o dall’india… è importante iniziare a rispettare il mondo che abbiamo attorno
ottobre 5th, 2009 at 12:58
[...] significa che condivide la linea del Governo: assegnare all’ambiente meno delle briciole e l’importanza di una messa in piega. Mi chiedo a cosa serve un ministro dell’ambiente che la pensa in questo [...]
novembre 8th, 2009 at 18:50
Certo che interpretare la giusta presa di posizione che il Governo ha attuato nel Dicembre 2008 a Bruxelles per pretendere una più opportuna, equa e proporzionale ripartizione dell’azion di riduzione delle emissioni di CO decisa dalla Ue, come fa l’articolista qui sopra è sintomo di pregiudizio o cattiva informazione.
Poi, fare riferimento alle assurde valutazioni fatte dall’economista Nicolas Stern (non casualmente, sarebbe utile che il prelodato andasse a rivedersi i valori graziosamente concessi alla UK in termini di riduzione delle emissioni del P.Kyoto nel periodo 2008-12 prima di sproloquiare) per invocare come fossero previsioni da oracolo, la dice tutta.
Forse sarebbe utile lasciare da parte le valutazioni su temi ambientali fatte da economisti e magari andare a documentarsi da chi di clima ne sa molto di più. Attenzione, non mi riferisco a Al Gore, ne tantomeno all’IPCC che hanno si ricevuto il Nobel, ma per la pace (!) non certo per la scienza.
Per concludere propongo una mia riflessione sul tema “I costi di Kyoto” che purtroppo diversi nel nostro Paese sbandierano per farci sentire in colpa. Evidentemente, non sono poi così attenti o documentati su quelli che avrebbero in effetti dovuto essere i veri numeri per trattare l’Italia in modo equo e proporzionale agli altri importanti Paesi Ue che a Bruxelles ci mandano rappresentanti a difendere gli interessi nazionali, proprio come sembra aver fatto il nostro Paese (sic !).
Q U O T E
VUOI ANCHE TU ESSERE UN “FIANCHEGGIATORE” DELL’INGANNO?
IO NO, ANZI!
Talvolta si scrive su argomenti di particolare interesse senza conoscerne a fondo i presupposti di merito.
L’effetto potrebbe apparire comunque “prezioso” ma, nel caso specifico, gli articoli apparsi sui giornali in questi giorni alimentano solo “beffa od inganno”: scegliete voi il termine più appropriato, se non entrambi, come conseguenza l’uno dell’altra.
Si legge molto del problema delle quote di emissione e degli oneri a carico del nostro Paese. Alcuni di questi articoli fingono di ignorare quali possano essere le ragioni che stanno alla base del problema e nella loro “beffarda magnanimità” ci ricordano solo che, comunque, ora dobbiamo pagare, senza però spiegarci (e forse anche capire) il perché.
Un necessario ed innato “senso di giustizia”, ancor più giustificato dal fatto che tale “inganno” ha una valenza penalizzante almeno doppia (se non tripla), perché penalizza un Paese ed i suoi cittadini nell’illusione di un teorico vantaggio ambientale, (perché solo illusoriamente servirebbe a mitigare o nascondere le vere ragioni di merito) ci porta a reagire. Ci spieghiamo meglio dicendo: “in punto di giustizia” gli italiani sarebbero da premiare in virtù della loro “virtuosità ambientale” (ndr minori emissioni pro-capite rispetto a tutti i cugini europei) ma, dato che siamo stati “generosi ed ingenui” ad accettare nel 1998 un’allocazione largamente impropria e penalizzante per l’Italia, ora ci fanno pagare anche gli interessi.
Verrebbe però naturale pensare che, in una materia tanto globale come quella delle emissioni di CO2, vi possa essere un arbitro, un giudice imparziale che intervenga ad esaminare le carte, i numeri e che poi, democraticamente, ristabilisca la verità.
Invece, la realtà rischia di essere affossata e c’è chi, forse masochisticamente (?) si diletta a sostenere o nascondere il colpevole della beffa, il che, se non avesse dei risultati economici e quindi sociali di particolare incidenza, potremmo anche generosamente accettare come una volta si faceva con l’acquisizione di un’indulgenza per la vita che verrà!
Tornando quindi alla “ragione”, dopo il “profondo sonno” disturbato dagli incubi di una “cattiva coscienza” dovremmo, invece, ribellarci a tale masochistico impulso e pretendere che giustizia sia per tutti, anche per i generosi ed allegri italiani.
Infatti, da uno studio realizzato lo scorso anno dalla S.S.C. (Stazione Sperimentale per i Combustibili – Ente Pubblico Economico di Ricerca nel settore) e portato all’attenzione delle cariche istituzionali risulta, inconfutabilmente, che l’ITALIA fu ed è PENALIZZATA con l’attribuzione di circa 100 milioni di tonn/anno di quote di emissione di CO2 in meno di quelle che proporzionalmente ci sarebbero spettate per metterci allo stesso livello MEDIO dei nostri cugini europei ed in particolare di Germania, Gran Bretagna e Francia.
Tutto questo (la beffa, appunto) qualcuno ci ricorda (Comitato di Gestione del Protocollo di Kyoto) che costerà al cittadino italiano almeno 550 milioni di euro nel 2009 e 840 milioni di euro/anno nel prossimo triennio (2010-2012) quando invece dovrebbe diventare un lauto introito (compensativo della “virtuosità” industriale italiana) di valore addirittura doppio rispetto alle cifre citate. La somma algebrica dà 9.210 milioni di euro, derivata da un potenziale credito di 6.140 milioni di euro contro, invece, un probabile esborso di 3.070 milioni di euro!
Voi pensate che con tale cifra si potrebbe pagare una squadra di capaci avvocati e giuristi che impugnino il “misfatto” alla Corte di Giustizia Europea dell’Aja? Chi scrive pensa proprio di sì.
Come “prova del 9” di quanto diciamo sopra, domandatevi voi stessi perché l’Italia dovrebbe essere costretta a pagare questo “tesoro” (3.070 milioni di euro), semplicemente esaminando il “Mix delle Fonti energetiche” dei 5 maggiori Paesi UE per produrre l’elettricità che consumano a casa loro: (dati IEA 2007 e Terna/WEC)
Paese Carbone Nucleare Gas
metano Olio combustib. Idroelettrico Geotermico Eolico/
solare Altro
Germania 47% 26% 12% 2% 4% — 5,1% 3,9
Gran Bretagna 38% 19% 36% 2% 2% —
1,1% 2,5%
Francia 5% 78% 4% 1% 11% — 0,5% 0,5%
UE 27 32% 30% 21% 4% 9% 0,1% 3% 0,9%
ITALIA 14% — 50% 15% 14% 1,8% 1,3% 3,9%
E l’Italia dovrebbe essere costretta a ……. “spegnere o NON realizzare” gioielli tecnologici alimentati a CARBONE, come Civitavecchia TVN o Porto Tolle (al top della tecnologia mondiale), solo perché chi ci ha governati nel passato ha voluto fare il …. “primo della classe”ma, ….. senza aver prima studiato? Dov’è la logica: il carbone (ed il nucleare) è dunque “cattivo” solo per noi?
Ma la speranza, si dice, sia l’ultima a morire, sempreché ci si risvegli da questo lungo “sonno della giustizia”. Parliamone allora!
Rinaldo Sorgenti