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Il Vetiver contro l’erosione
Un lettore ci scrive dalla Sardegna per informarci della sua attività : “Sono impegnato nella ricerca agro-ambientale da circa dieci anni e da allora studio l’utilizzo di una pianta, il Vetiver, che potreste trovare interessante. Vi riassumo le sue principali caratteristiche: il Vetiver (Vetiveria Zizanioides) è una pianta perenne di origine subtropicale presente in tutti i continenti e anche nel bacino del Mediterraneo, sin da 2000 anni fa. Nasce come pianta di palude, ma resiste bene in ogni ambiente, deserto compreso, dove si applica per rendere stanziali le dune mobili. E’ una pianta della famiglia delle graminacee, perenne e sterile, cioè non produce semi. E’ un buon foraggio verde, pascolabile per i ruminanti, particolarmente apprezzato dagli ovicaprini e il fatto che non si propaghi da sola e che sia palatabile per gli animali la rende sicura per ogni ecosistema pur non essendo autoctona.
Sistemando queste piante in dense file, poste sulle curve di livello, si consolida il terreno quando questo è franoso, grazie ad un apparato radicale particolarmente profondo che lega i diversi strati del sottosuolo insieme, prevenendone lo scivolamento a valle; con lo stesso sistema si previene il dissesto idrogeologico causato dal modificarsi del regime delle piogge, infiltrando nel terreno le acque in eccesso ed evitando così che queste transitino contemporaneamente per una sola via di scarico, generando alluvioni e smottamenti del terreno.
In campo agricolo questo sistema di barriere si utilizza per prevenire la perdita di suolo in pendii coltivati, anche scoscesi, creando così le condizioni per un naturale terrazzamento che nel tempo modifica il territorio.
E’ grande anche la sua capacità di prosperare in terreni dai più diversi valori di pH e terreni con elevati gradi di inquinamento, difatti si applica per mettere in sicurezza le discariche di rifiuti solidi urbani e i cumuli di materiale di scarto delle lavorazioni minerarie.
Come per i terreni, è inoltre in grado di estrarre inquinamento dalle acque trattando scarichi fognari, reflui industriali e domestici; e dall’aria incorporando enormi quantità di anidride carbonica.
Purtroppo il potenziale di applicazione di questa pianta è ancora poco noto al pubblico italiano, sebbene in paesi quali la Cina e l’Australia essa venga estensivamente utilizzata da almeno un decennio per prevenire disastri, lottare contro erosione e desertificazioni, mali notoriamente inflitti dal nostro stile di vita; e produrre ricchezza ambientale, biodiversità , sostenibilità . Infine ha costi bassissimi e non richiede nessuna manutenzione”.
Marco Forti (B.A. Charles Sturt University NSW Australia)
Per maggiori informazioni visitate www.vetiversardegna.it dove potrete attingere inormazioni anche dal blog del sito.
da emiliano
Ultimo commento:
di Stefano il 01/1/70
http://www.repubblica.it/2007/02/motori/febbraio-07/ford-eco/ford-eco.html?ref=...
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febbraio 6th, 2007 at 11:17
Vi segnalo questo
http://www.repubblica.it/2007/02/motori/febbraio-07/ford-eco/ford-eco.html?ref=mothpstr2