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Anche gli italiani contro i balenieri
Caro Gino, oltre alla speranza che in Australia vincano i laburisti, ad aspettare al varco le baleniere giapponesi che stanno ritardando la partenza per la stagione di caccia nell’Antartide, per non creare imbarazzi al primo ministro giapponese in visita a Washington, c’è anche un altra Esperanza ben più consistente. E’ la nave di Greenpeace pronta ad attendere al varco i fiocinatori nipponici e a contrastarne la loro insensata attività . A bordo, fra l’equipaggio, ci sono anche tre nostri connazionali che occupano il ruolo di secondo ufficiale, Caterina Nitto, radio operatore, Gianluca Morini, e aiuto cuoco, Simona Fausto. A loro, queste battute per un caloroso augurio di buona riuscita della missione, che non sarà certo uno scherzo. Hanno a che fare con gente che ha già reagito pericolosamente in passato, mettendo a rischio la vita degli attivisti che si piazzavano sulla linea di tiro degli arpioni per tentare di far da scudo alle balene.
da mstramazzo
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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novembre 18th, 2007 at 20:27
L’unico sistema è rendere meno appetibile la carne di balena. Come?
Gettando bombette puzzolenti in quei ristoranti dove la si serve.
Saluti
novembre 19th, 2007 at 00:07
Tutto il mio sostegno morale ai coraggiosi membri di Greenpeace.
Mi fa particolarmente piacere che ci siano anche degli Italiani (con la I maiuscola) che si impegnano in questo campo e che rischiano letteralmente la vita per uno scopo così nobile.
La mia speranza Mario, è che un giorno si possa arrivare al bando totale di questa caccia assurda ed insensata, magari prima che cessi per mancanza della “materia prima”.
novembre 19th, 2007 at 09:33
Caro Aldo non credo che sia il modo migliore troppo spesso si è cominciato con una scritta sul muro o con un gesto che seppur goliardico apre la strada ad altre idee e altre bombole . Penso invece che il sistema migliore sia quello di spiegare eppoi ancora spiegare e, un volta finito, …spiegare un’altra volta che si può vivere anche senza mangiare la carne di balena.