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Vogliono tagliare l’albero di Anna Frank

Adesso il Diario di Anna Frank non va più di moda. O almeno: mia figlia, pur essendo un’assidua divoratrice di carta stampata, dice che è una gran barba. Sarà perchè i professori hanno preso la brutta abitudine di pretenderne relazioni scritte e riassunti. A suo tempo, invece, ho molto amato quel libro, che fu una delle mie prime letture post infantili. E dunque mi rattrista sapere che la scure pende sull’ippocastano che Anna Frank vedeva dalla finestra e di cui parla nel suo diario: l’unico frammento di natura concesso alla sua vita di reclusa.
L’albero è malato, potrebbe schiantarsi a terra e vani sono stati i tentativi del Comune di Amsterdam per curarlo. Proprio in queste ore un giudice deve decidere se accogliere o meno il ricorso di un gruppo di ambientalisti che ha sottoposto l’ippocastano a una nuova “visita medica”. Altrimenti domani entrerà in azione la motosega. Ma la cosa secondo me ancor più triste è la trovata di un tale di Amsterdam, che vende su eBay un seme raccolto ai piedi dell’albero. Qualcuno è disposto a pagarlo 30 mila dollari, e mancano ancora 12 ore alla fine dell’asta. Che bisogno c’è di monetizzare e materializzare a tutti i costi le cose. L’ippocastano di Anna Frank è come il suo libro: anche se – e spero proprio di no – lo taglieranno, continuerà a vivere di vita propria nell’anima di tutti i lettori.
da maria
Ultimo commento:
di flavio il 01/1/70
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novembre 20th, 2007 at 19:23
Se come ha riportato il post hanno già cercato di curarlo (e sapendo il valore che ha l’albero ne avranno spesi di soldi) ma non ci sono riusciti non resta altro che eliminarlo.
Però il mio parere è da un ottica forestale, perciò di parte.
novembre 20th, 2007 at 21:14
Di cosa è malato? Non si può piantare un’altro albero? Risp vi prego!
novembre 20th, 2007 at 21:52
Scusa mà , guarda che il diario di Anna Frank non lo sopporto più perchè è stato in bagno per 3 mesi e ormai credo di saperlo a memoria. Che ne dici di metterci qualcos’altro? Anche perchè sia Anna Frank che Dorian Grey son finiti nella vasca piena e le ultime pagine son tutte appiccicate. Ti ricordo anche che quei due libri su Einstein e i fotoni, e anche quello fantasy tanto bello sono caduti nei cianobatteri che tenevo in bagno, e non a causa mia. Puzzano ancora oggi, come ben avrai sentito.
))
Scusate se ho abusato di questo blog per comunicazioni domestiche.
Irene
PS. chi non tiene libri in bagno scagli la prima pietra
novembre 20th, 2007 at 22:47
sorvoliamo sul commento fuoriluogo di Irene.
Da quello che riporta il sito di Anna Frank (http://www.annefrank.org/content.asp?detectqt=false&PID=445&LID=2)
c’è scritto che è stato colpito da un fungo, da un insetto (Cameraria dell’ippocastano)e che nel ‘93 il terreno è stato inquinato da un serbatoio sotterraneo di gasolio (con una spesa di risanamento di 160 mila euro).
Sempre dal sito c’è scritto che “To anticipate the possible cutting of the tree, grafts have been made. This means that a clone of the tree can be replanted” ossia che in previsione di un possibile taglio sono stati fatti degl’innesti in modo da poter piantare dei cloni dell’albero originale.
Il mio prof di patologia spiegava che in questi casi come altri (alberi storici del giardino botanica di padova, o alberi delle ville venete)viene fatto tutto il possibile sia da un punto di vista tecnico che economico, e la decisione di taglio viene presa solo in ultimo.
novembre 20th, 2007 at 23:04
Giusto, Simopego. L’insetto è quello che sta distruggendo anche tutti gli ippocastani dell’Italia settentrionale: a metà agosto sono già senza foglie peggio che fosse novembre. Ho visto in un giardino un ippocastano infestato e curato che, non dico guarisce, ma almeno di anno in anno sta meglio. Però è un albero ad occhio davvero giovincello rispetto a quello (150-170 anni) di Anna Frank, e il tronco non è infestato da funghi. Non so giudicare se per l’ippocastano di Anna Frank è stato fatto tutto il possibile o si può ancora tentare qualcosa. Ma se anche piantassero un clone al suo posto, non sarebbe la stessa cosa. Cioè: l’albero avrebbe il medesimo patromonio genetico, ma non sarebbe comunque lo stesso albero che Anna Frank vedeva dalla finestra.
novembre 20th, 2007 at 23:29
é vero, se pianteranno un clone sarà più per motivi simbolici che altro… Questo fungo del genere Gandoderma causa carie bianche e marciume del legno mettendo a rischlità la stabilità stessa dell’albero.
Perà a mio parere occorre ricordarsi che non c’è niente di eterno e soprattutto un organismo vivente è destinato da a morire prima o poi, perciò se son stati fatti tutti gli interventi possibili per cercare di allungargli la vita non occorre ostinarsi troppo.
novembre 21st, 2007 at 00:17
Avete notato che gli alberi, se non in casi estremamente sporadici, non riescono più a invecchiare nella Pianura Padana? Alcune specie sono addirittura pressoché scomparse (ad esempio, nella mia zona, l’olmo). Mi preoccuperei più di questo fenomeno che del singolo albero d’Anna. Ipotesi (o, che sarebbe ancor meglio, studi) sulle cause dell’ecatombe?
A proposito di alberi monumentali: se ne fa un gran parlare, ma non si provvede a piantare giovani alberelli in siti idonei, né si lasciano crescere quelli esistenti affinché possano diventare i monumenti di domani. E’ tutto un taglia-taglia veramente deprimente e quasi sempre insensato. Altro che “sacralità della vita”!
novembre 21st, 2007 at 09:53
lo so…ma questo insetto è nativo od alieno?
Sul taglia taglia è vero è colpa della pessima amministarzione coimunale…ma…da voi va infinitamente meglio che da noi a Firenze dove per la maledetta tramvia ormai la città è deforestatta al 50 per cento!
novembre 21st, 2007 at 13:09
Fare l’albero monumentale oggigiorno in città è alquanto difficoltoso!
Per quanto riguarda l’ippocastano di Anna Frank, il problema maggiore è senza dubbio procurato dal fungo che ne ha compromesso irrimediabilmente la stabilità . Con un colpo di vento cadono alberi molto meno grandi ed intaccati, figuriamoci quel bestione!
Una situazione poi aggravata anche dalla Cameraria ohridella, il lepidottero fillominatore che provoca la caduta anticipata delle foglie. Per rispondere a Flavio, l’insetto è alieno, in Italia è stato evidenziato per la prima volta nel 1992 e già nel 1998 si era diffuso uniformemente. Oggi è diffuso in tutta Europa tranne Portogallo e Irlanda. Non si sa ancora bene il paese di origine (forse centro-sud America o forse India, Pakistan e Cina ma su altri ospiti) e quindi non si sa dove cercare possibili limitatori naturali. La varietà a fiori bianchi è quasi del tutto non attaccata.
novembre 21st, 2007 at 17:06
grazie caro, molto gentile…il solito problema che voi forestali conoscet bene delel specie aliene come lo Sciurus carolinensis uno dei peggiori