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La e-monnezza che ci/li sommergerÃ

Secondo un sondaggio di China Youth Daily il 95% dei cinesi teme che un giorno il mondo sarà sommerso da una montagna di rifiuti. Esagerazioni? Non proprio, se si considera che il 25% degli stessi intervistati ha dichiarato di vedere già ora montagne di immondizia nel posto in cui vive.
Le città cinesi infatti producono in media 120 milioni di tonnellate di immondizia ogni anno, con una crescita annua dell’8%. E la situazione è particolarmente grave nelle aree rurali, in particolare sulla costa orientale. Qui le montagne di immondizia sono composte anche di rifiuti elettronici alla moda come quelli che la bambina della foto tiene in mano. Oggetti che magari per qualcuno di noi possono essere semplicemente un capriccio di cui liberarsi dopo qualche mese di utilizzo, mentre per altri rappresentano una vera e propria condanna, se non addirittura una fonte di sostentamento. Queste montagne di rifiuti infatti, sono diventate una “mecca” del riciclo che alcuni hanno trasformato in un business miliardario.
E noi, disgraziati occidentali, che continuiamo a utilizzare il pianeta come fosse una pattumeria – pensando magari che se tutta la monnezza finisce all’altro capo del mondo il problema sia risolto – che cosa facciamo per porre rimedio? Attualmente alcune compagnie si stanno attrezzando per eliminare le sostanze tossiche più pericolose dai prodotti elettronici e per avviare efficienti programmi di riciclo – e Greenpeace ci ha dato un quadro abbastanza esauriente di questo – ma la strada da percorrere è ancora lunga.
In Italia? Il nostro paese come sempre è in ritardo nell’applicazione della normativa europea Raee (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), che doveva diventare realtà nell’agosto 2004 ma che, dopo una serie di rimandi e “tirate di orecchie” comunitarie, è stata prorogata al 30 giugno prossimo. Pecoraro Scanio dice che andrà tutto bene; rimane comunque il fatto che per ora, tristemente, saranno soprattutto i cinesi e i cittadini di molti altri paesi in via di sviluppo a doversi preoccupare e a combattere ogni giorno con le proprie paure. Mentre noi, belli belli seduti alla nostra scrivania, lavoriamo per produrre sempre nuova e sfolgorante e-monnezza di lusso.
da emiliano
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di il 01/1/70
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aprile 13th, 2007 at 21:45
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aprile 13th, 2007 at 21:46
“Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula [...]. Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell’estremo crinale, immondezzai d’altre città [...]. Più ne cresce l’altezza, più incombe il pericolo delle frane [...] un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo”
Italo Calvino, “Le città invisibili” (1972)
aprile 15th, 2007 at 22:56
C’è una corsa esasperata alla prestazioni, e questo comportamento genera rifiuti. Al lavoro uso ancora un pc da 1.3Ghz: non faccio editing audio/video o grafica con Maya; perché cambiarlo, se mi va ancora bene?
aprile 16th, 2007 at 01:51
sono d’accordissimo e questa corsa è ancora più accentuata dai sistemi Windows, che richiedono sempre maggiore memoria per darci in cambio veramente poco di realmente utile