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Il diritto all’esistenza dei ciclisti

Sono perfettamente d’accordo con Simone quando lamenta la scarsa presenza di piste ciclabili a Milano, commentando la decisione del Comune di iniziare a multare (36 euro) quei ciclisti – fino ad oggi tollerati – abituati ad utilizzare i marciapiedi come se fossero piste ciclabili.
Bisognerà invece chiedersi: perché i ciclisti adoperano i marciapiedi? Semplice, perché le piste ciclabili non ci sono. Soprattutto in grandi città come Roma e Milano. Sono anch’io ciclista in una metropoli (Roma), e non è tollerabile pensare che una categoria, quella dei ciclisti appunto, completamente dimenticata dalle amministrazioni, diventi addirittura oggetto di multe. Ma faccio un passo indietro e vi presento qualche dato giusto per farvi capire quanto sia reale il problema.
Secondo i dati riportati da Ecosistema urbano 2006, Milano è al 60° posto per grado di ciclabilità . Grado che viene calcolato in metri per abitante, e in base a tre diversi parametri, che non considerano solo il numero di chilometri lineari di piste ciclabili, ma anche i chilometri di piste ciclabili in sede propria, quelli in corsia riservata, i percorsi misti pedonali e ciclabili e le zone con moderazione di velocità a 30 km/h. E Milano con i suoi scarsissimi 1,65 metri per abitante va anche bene in confronto a Roma, che è addirittura al 72° post con soli 0,67 metri per abitante. Tanto per fare un paragone, a Ravenna ci sono 29,53 metri per abitante di piste ciclabili.
Immagino che qualcuno dirà che in una metropoli la situazione è diversa. Sarà anche vero, ma sta il fatto che non dapertutto è così: a Berlino ci sono 900 chilometri di percorsi consigliati per bici, a Londra circa 1500 (di cui 350 sono piste ciclabili) mentre a Parigi, oltre allo stupendo progetto delle 20 mila bici di cui vi parlai qualche tempo fa, ci sono già 500 chilometri di piste ciclabili funzionanti, di cui 220 nella zona centrale.
E a Roma e Milano? A Roma i chilometri dichiarati sono 150, ma quelli reali solo 50 (spesso nel conteggio rientrano addirittura strade bianche all’interno di parchi e ville), mentre a Milano sono 60, ma anche in questo caso nel conteggio rientrano un velodromo per gli allenamenti agonistici e alcuni tratti in ghiaia che possono essere percorsi solo da chi pratica il ciclocross.
Quindi concluderei, proponendo innanzitutto un esame di coscienza per le amministrazioni di entrambe le città , e riprendendo una proposta estremamente fattibile di Fiab (Federazione Italiana amici della bicicletta): per poter percorrere in bici uno specifico marciapiede infatti, in base alla normativa vigente, occorre che il Comune emetta preventivamente, in relazione allo specifico marciapiede, un’ordinanza e installi la relativa segnaletica. Così decine e decine di marciapiedi larghi (ma non necessariamente) e poco frequentati dai pedoni potrebbero ospitare il transito delle biciclette. Tutto questo naturalmente, in attesa che “qualcuno” di decida a dotare le nostre metropoli di vere e proprie piste ciclabili. Ne va della salute di tutti, pianeta Terra compreso.
da emiliano
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maggio 26th, 2007 at 12:41
Dessero le multe alle centinaia di auto che parcheggiano regolarmente sui marciapiedi, sulle strisce, in tripla fila, sui binari del tram, altro che ai ciclisti occasionali!
luglio 10th, 2007 at 17:46
mah… io continuo ad andare anche sul marciapiede dato che in alcune strade è impossibile mettere una sola ruota a terra… poi, finchè non sono sbirri motociclisti voglio vedere come fanno a prendermi…
agosto 13th, 2007 at 14:30
Nella mia piccola città , Crema, siamo fortunati. Molte piste ciclabili anche epr andare nei paesini limitrofi.
Certo che quando mi capita di andare a Milano, è davvero un disastro per i ciclisti e sono contenta di vivere nella mia cittadina che mi permette di scorrazzare con la mia amata bici…
novembre 17th, 2007 at 15:06
Fanno di tutto per farci andare in automobile..