Una petizione per il lago Aral

Ci saremo mica montati la testa? No, tranquilli. Siamo sempre con i piedi ben saldi terra, ma ci piace occuparci di questioni importanti dal punto di vista ambientale, magari di quelle storie di cui si parla tanto, ma che nessuno fa niente per risolvere. Per questo abbiamo pensato di far partire una petizione per porre all’attenzione del governo italiano la terribile agonia che sta vivendo il lago Aral.
Quello che infatti, una volta, era il quarto lago più grande del mondo, è ormai ridotto ad appena un quarto delle sue dimensioni originarie. La causa? Disgraziati esperimenti durante il periodo sovietico con l’obiettivo di sfruttare i suoi immissari per l’irrigazione.
Ora la parte nord del lago, grazie alla costruzione di una diga e al progetto di una seconda, sta tornando a nuova vita, mentre la parte sud è destinata a scomparire. E sembra che al governo kazako non dispiaccia affatto, anzi questo gli permetterà di attingere con più facilità ai ricchi giacimenti di petrolio e gas naturale della zona.
Chiedo a tutti di firmare la petizione e di aiutarci a spargere la voce. Il nostro obiettivo è di porre all’attenzione del governo questa vicenda, affinché se ne faccia portavoce presso l’Unione Europea. Un consiglio: per leggere correttamente il testo utilizzate la codifica Unicode (UTF-8). Firma la petizione.
da emiliano
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di domenico il 01/1/70
Forse organizzare un viaggio con camper per farne un rep...
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aprile 26th, 2007 at 12:44
Grande blogeko.
Bella iniziativa. Dobbiamo farle partire dal basso queste cose o nessuno si muoverà .
aprile 26th, 2007 at 13:58
Ok l’iniziativa è bella, ma permettetemi di dire che è pura illusione. Sarò felice di aver torto in caso contrario. Però, si distruggono intere tribu per il petrolio (leggasi http://petrolio.blogosfere.it/2007/04/amazzonia-peruviana-addio-arriva-il-petrolio.html ), a chi detiene il potere cosa volete che gliene freghi di un “laghetto”? Ce ne sono un mare di petizioni di qualsiasi tipo per qualsiasi cosa, figuriamoci se vengono lette dai governi.
in ogni caso, consiglierei di inserire anche la versione inglese sopra quella in italiano, e di chiedere di firmare nome e cognome. e perchè non indirizzarla direttamente all’unione europea? l’italia portavoce di ambientalismo? hihi
mi è venuto in mente proprio adesso che potete chiedere aiuto a wwf e greenpeace, che ha una bella forza mediatica.
aprile 26th, 2007 at 14:54
Non sono daccordo roberto. Come puoi definire una zona grande quasi quanto tutta l’Irlanda un “laghetto”.
Prova a digitare Lago Aral su google e vedrai quanti siti e informazioni trovi.
Se continuiamo a ragionare con lo schema “i potenti se ne fregano” non otteremo mai niente. Iniziamo a mettere le firme, poi vedremo.
aprile 26th, 2007 at 15:16
Roberto, hai uno schema di pensiero classico e forse giusto. Ma se non proviamo a fare qualche cosa, allora è meglio che ci rimbocchiamo ” la lapide” e aspettiamo di morire!
Io condivido l’iniziativa e va bene portarla al governo italiano. Non salverà il lago d’Aral ma almene qualcuno ne avrà parlato e vedremo anche se i verdi staranno a guardare. Su wwf hai ragione, sarebbe giusto coinvolgerli. Se ne avessero voglia.
aprile 26th, 2007 at 16:07
roberto però, su una cosa ha ragione: ricordate di mettere nome e cognome!
aprile 26th, 2007 at 16:44
elena in tutto il mio discorso ti impunti solo sulla parola laghetto, che tra l’altro era scritta tra “” e quindi era solo un modo di dire ironico?
Non mi sembra difficile, anch’io vorrei andasse in un altro modo ma fatevi una lettura sul link che vi ho dato prima e leggetevi quel blog tutti i giorni, così capirete che nonostante il petrolio stia finendo la cina ha contratti anche per 50.000 barili al giorno (che sono una nullità , ovvero va a succhiarlo con la cannuccia ovunque sia possibile), e che se non ci fossero le importazioni (che potranno reggere fino a un certo punto) l’australia sarebbe costretta fin da subito a decidere tra cibo ed energia. ma qui se c’è da scegliere tra due cose, si sceglie _tutte e due_ finchè è possibile, e secondo la mia modesta opinione l’italia o la comunità europea non potranno far niente (che poi l’italia nel contesto mondiale è una nullità dal punto di vista economico, non ha voce in capitolo). Perchè a questo punto non fare una petizione, se non la si è già fatta, per obbligare stati uniti e soci a firmare il protocollo di kyoto (per quanto sia troppo permissivo)? nel caso sia stata fatta, beh non è servita a molto..
Quanti di voi pagherebbero le tasse se non fosse reato evadere? Chi per il bene della società pagherebbe spontaneamente le tasse? Datevi una risposta:questo dimostra che senza una pistola alla tempia difficilmente la gente inizia a ragionare.
solo il tempo ci dirà fino a che punto una petizione del genere può influire sulla politica, prima di allora saranno discorsi fini a se stessi.
e nemmeno me ne sto ad aspettare seduto sulla mia lapide, ma c’è una bella differenza tra fare qualcosa che serve e fare qualcosa tanto per poi dire “io qualcosa ho fatto”.
soluzioni concrete? riforestare (mettere mano al portafogli e usare i soldi per qualcosa di veramente utile), passare alle energie rinnovabili (vedi commenti qui http://www.blogeko.info/index.php/2007/04/24/energia_elettrica_liberalizzazione#comments ), ridurre il proprio impatto ambientale (trasporti, prodotti non inquinanti e con pochi imballaggi, preferibilmente prodotti locali).
Queste sono azioni ad effetto immediato, al contrario di una petizione che forse, potrebbe..
Poi chi nonostante tutto ci crede e la vuole firmare lo faccia, non ho obbligato nessuno a non firmarla.
aprile 26th, 2007 at 16:57
ciao roberto, quello che dici è vero, ma questa non è una lotta a chi è più bravo o a cosa è meglio fare. Io credo che gli interventi di cui parli, in cui credo che ognuno di noi sia impegnato ogni giorno (sennò che ci starmo a fare qui!), si possano realizzare parallelamente a una petizione di questo genere o di altre che ho in mente di lanciare
non credi?
io mi impegno ogni giorno a rendere il mio stile di vita più sostenibile, ma questo non esclude il fatto che io possa decidere di impegnarmi anche in un progetto che magari per te è pura utopia
questo non significa che distolgo le mie energie su tutto il resto
alla fine si tratta di una firma, se va in porto bene, altrimenti, ci anìbbiamo provato
ciao
aprile 26th, 2007 at 17:34
Finalmente emiliano caro…vedo che vi siete convertiti alle toerie delle petizioni
Vedremo e speriamo che il governo post Sovietico possa risolvere questo problema.
Però io ho la soluzione a questa agonia…deviate il Fiume Ogre e fate si che la sua acqua oleosa inondi il sud del lago e riporti la vita in quei reami dove solo le mummie salate possono vivere.
Datemi retta, io sono un Profeta in patria ecologico.
aprile 26th, 2007 at 17:40
Grande Emiliano,
bella iniziativa!!!
Saluti
aprile 26th, 2007 at 18:20
grazie Andrea!
@Flavio
magari ci potrai tornare utile quando e se consegneremo a qualche rappresentante del Governo Italiano la nostra “bella” petizione
in quel caso gli sottoporremo la tua proposta
ciao
aprile 26th, 2007 at 23:35
infatti nelle ultime righe ho scritto che non obbligo nessuno a non firmare, ho solo detto come la penso.
aprile 27th, 2007 at 10:28
Bella l’iniziativa e la discussione.
Il solo fatto che ci siano persone a parlare della situazione del Lago di Aral significa molto.
In questo Internet può essere proprio una chiave di “svolta” (scusate il gioco di parole ignobile).
Vado subito a firmare.
aprile 28th, 2007 at 11:20
mi complimento con blogeko per l’idea. da anni seguo con passione il dramma del mare d’aral (preferisco chiamarlo così, anche se “lago” è più corretto) e ne ho parlato in alcune occasioni sul mio blog. mi darò da fare come posso per pubblicizzare al meglio la petizione. a presto
aprile 28th, 2007 at 16:42
Grazie per avermi segnalato la tua iniziativa.
Io ho firmato. Come Pietro mi impegno a pubblicarlo nel blog … Speriamo di essere tanti per farci SENTIREEE!!
UN SALUTO A TUTTI GLI AMICI DI emiliano
aprile 28th, 2007 at 17:16
http://norispella.blogspot.com/2007/04/dacqua-e-daral.html#links (questo è il link del post dove parlo dell’iniziativa di blogeko)
aprile 28th, 2007 at 18:09
grazie pietro e grazie angela! sono quasi commosso
maggio 14th, 2007 at 22:55
Ottima iniziativa! Io ho appena firmato la petizione e ho segalato il tutto sul mio blog.
novembre 16th, 2007 at 10:01
Purtroppo nessuno può toccare i disastri dell’ambiente provocati dal comunismo.
Anche i nostri parlamentari di sinistra dicono che è un ritiro normale………
E dire che ancora oggi a causa degli esperimenti sovietici, muoiono ancora molete persone.
Chissà , fosse successo negli USA, si sarebbero mossi tutti, dal wwf alla legaambiente, greenpeace etc, de invece nulla, il silenzio (ripognante), copre tutto.
L’unica soa che vorrei aggiungere, oltre ai complimenti per la vostra unica iniziativa, è non farvi imbarloccare dagli ambientalisti di professione…..al soldo delle sinistre.
Grazie.
luglio 13th, 2008 at 13:01
Ottima iniziativa! Bisogna fare di più.
Forse organizzare un viaggio con camper per farne un reportage non sarebbe una cattiva idea.
Solo così, aiutandosi con qualche sponsor e la stampa non specializzata a diffusione nazionale ed europea si porta tutti a discutere di un disastro ambientale e climatico non indifferente.
Se pensate che si possa fare io sono pronto ad organizzare e partire con il mio camper.