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Eolico

Moratoria per l’eolico? Ma scherziamo!

energia eolica

Leggo allibito di una proposta del sottosegretario all’ambiente, con delega al paesaggio, Laura Marchetti, prontamente rilanciata da Italia Nostra. Mi lascia senza parole sentire dalla voce di sedicenti ambientalisti che c’è necessità di una “moratoria nazionale di sei mesi sull’eolico selvaggio che scandalosamente dilaga in tutta la penisola e nelle isole”. Una domanda per i fautori di quest’idea malsana: ma dove sarebbe questo eolico che dilaga in Italia? Qualcuno ne ha notizia? Leggo dell’eolico che dilaga in Spagna, in Germania, ma in Italia non mi pare proprio che le cose stiano così. Rimango ogni giorno sempre più esterefatto dall’inutilità e dalla crassa ignoranza dei dibattiti che si sviluppano nel nostro paese. Foto Flickr.

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mar  07
29
alle 02:52
da emiliano

Ultimo commento:

di francesco il 01/1/70

l'eolico fa schifo. deturpa il paesaggio ed il territorio in modo certo e produce energia in modo...


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44 Commenti to “Moratoria per l’eolico? Ma scherziamo!”

  1. Fabio dice:

    Vorrei far notare i risultati di una ricerca commissionata dall’università di Sidney che mette a confronto diversi modi di produrre energia elettrica (fotovoltaico, nucleare, eolico, ecc.).
    http://www.dpmc.gov.au/umpner/docs/commissioned/ISA_report.pdf
    Ebbene calcolando “l’intensità energetica” (il rapporto fra l’energia termica necessaria e l’energia elettrica generata) tra i primi posti tra le tecnologie più efficienti troviamo le turbine eoliche.

  2. Anonimo dice:

    ciao, ne ho parlato tempo fa in un post che si chiama Le rinnovabili battono il nucleare
    l’eolico è al secondo posto solo dietro al mini-idroelettrico

  3. rigitans dice:

    è una vergogna.

    abbaimo problemi per attuare kyoto, abbiamo un recentissimo vincolo europeo entro il 2020, stiamo in dietro sulle rinnovabili in modo clamoroso…e ora che fanno? una moratoria sull eolico???

    si preoccupino piuttosto dello scnadalo cip6, sempre piu scandalo…pecoraro dove sei???

    mah…

  4. bluebonsai dice:

    che vergogna.. ma c’è un futuro per questo paese? o siamo destinati a una classe politica inutile, a un’opinione pubblica molle e ad ambientalisti ciechi e facinorosi – ma nella direzione sbagliata – che bisticciano sul niente? ..Non per essere completamente pessimisti..ma cose come queste scoraggiano.
    Io ho 23 anni. Voglio ancora sperare in una prospettiva italiana…

  5. tireo dice:

    Chi si scandalizza per la richiesta di moratoria, ignora quali affari si nascondono dietro la presunta produzione di energia da fonti rinnovabili.
    Informatevi di quanto costa un KWh prodotto dall’eolico, chi lo paga, cosa sono i certificati verdi, quanto paga l’enel a KWh, quanto costa allo stato ogni anno l’eolico, chi sono le aziende che colonizzano i territori, quante sono le regioni che hanno vento sufficiente e per quante ore l’anno,quanti MW sono stati installati fino al 02 Maggio 2007 e che percentuale di produzione hanno rispetto al consumo giornaliero di energia elettrica, quanto costa una torre eolica, chi la finanzia e quanto costa dismetterla, per quanti anni le società beneficeranno dei certificati verdi, ed altro ancora.
    Quando sarete i grado di fare una onesta valutazione dei dati, allora capirete che non è una vergogna chiedere una moratoria nazionale.

  6. Giovanni dice:

    Carissimo saccente Tireo,
    nel tuo elenco non vedo argomenti, ma solo interrogativi che da soli non sostengono nulla. Però concludono come se una tesi fosse sostenibie per sommatoria di interrogativi. Bah, nuovo stile argomentativo della noiosetta coppia LIPU-Itala Nostra?
    Chiedere una moratoria ora è una vergona da aristocratici del paesaggio che per nulla turbati dagli scenari promossi anche dall’ONU in merito al surriscaldamento del pianeta, contrappongono il diritto a non disturbare il loro personalissimo sguardo panoramico con torri eoliche.
    L’eolico come noto NON ha impatto ambientale, ma solo paesaggistico e , spiacente, ma nelle Regioni con più di 2000 ore/anno di vento (Puglia, Campania, Basiicata e Sicilia) i problemi paesaggistici sono di ben altra natura. Per non parlare degli altri problemini che si ritrovano, che pure incidono sulla valorizzazione del paesaggio ben oltre quanto possa essere considerato impattante l’eolico.
    In ogni caso, alla sequenza dei tuoi interrogativi, considera:
    - la tua prima domanda non vuole dire niente. La correggo: non il KWh ma il costo di 1 KW è di 1.100 € che paga oviamnete il produttore
    - l’energia prodotta è pagata dal GRTN
    - i certiifcati verdi sono uno strumento economico adottato in tutta l’UE per agevolare lo sviluppo di impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile. il Valore è variabile e viene deciso in Italia dal GRTN una volta all’anno.
    - allo Stato l’eolico non costa nulla in più rispetto a qualunque fonte rinnovabile ovvero i certificati verdi.
    - Le aziende sono tutte quelle che dopo la Legge Bersani (L.387/03) che ha liberalizzato il monopolio nell’enegia si sono messe a lavorare nel mercato della produzione energetica: svariate decine.
    - i MW installati in Italia sono circa 2.100 (in Spagna sono più di 11.600, in Germania più di 20.600)
    - l’eolico in Italia può arrivare al 5% del fabbisogno enegetico nazionale, se la smettete di angosciarci con i vostri pruriti filo-nucleari (avete alternative, dato che risparmio energetico + fotovoltaico da soli non bastano?)
    - l’eolico costa circa 1 Milione di €/Mw installato.
    - qualunque banca è disponibile a finanziare, in particolare Monte dei Paschi e Unicredit.
    - il costo di dismissione viene garantito da fidejussioni bancarie, è a carico dei produttori ed il costo è inferiore al valore dell’acciaio delle torri.
    - i certificati verdi valgono per 12 anni.
    In sintesi: dopo un’onesta valutazione dei dati, come dici tu, chiedere una moratoria oggi è una provocazione che muove dall’imbarazzante convinzione che nessuno oltre a LIPU e Italia Nostra sappiano promuovere in campo energetico iniziative eco-compatibili, pur non proponendone nessuna!! (geniali!!)
    Artistocratici, presuntuosi e incapaci di proporre anche solo come produrre l’energia del proprio PC. Figurarsi il come raggiungere gli obiettivi di Kyoto.
    Un consiglio: non mettere in moratoria il neurone che forse ti gira libero: puoi ancora farcela.

  7. Anonimo dice:

    ho avuto la tentazione di cancellare il tuo commento, ma poi ho pensato che la tua arrogante requisitoria non vale la pena di essere contestata, in tutta la sua viscerale tracotanza si annulla senza la necessità di un intervento esterno
    l’assenza di proposte di cui tu parli trova risposta in due anni di lavoro su Blogeko

    hai gli archivi consultali pure

    trovo strano che una persona che mostra tanta arroganza non riesca a rendersi conto che tutta la saccenza che attribuisce a Tireo, sia solo il riflesso dello specchio che ha davanti

    se provassi a scendere da quello scranno potresti cambiare idea su quel mio unico neurone

    ciao

  8. Giovanni dice:

    caro emiliano-tireo,
    perchè il tuo irretirsi?
    le osservazioni proposte non sfiorano blogeko, lo impiegano.
    Ringraziando per avere evitato la tentazione di esercitare una censura (almeno nel web, dai…), la critica agli strali sull’eolico lanciati da Italia Nostra-Lipu o dall’irriducibile presidente Ripa di Meana sono un diritto della cultura ambientalista, non una tracotanza.
    Comunque, ho fornito le risposte agli interogativi di Tireo, arrivando a conclusioni opposte. Rinnovo la disponibilità ad un confronto sull’eolico, purchè argomentato…. baci rinnovabili

  9. Anonimo dice:

    beh, penso che chiunque sentendosi dire: “Un consiglio: non mettere in moratoria il neurone che forse ti gira libero: puoi ancora farcela” si risentirebbe un pochino

    sul fatto che la rivoluzione energetica debba partire da un modifica sostanziale del modello di produzione energetica, passando dalla produzione centralizzata a quella distribuita, siamo tutti d’accordo

    ne ho parlato mille volte

    ma credo che agendo in questo modo non andremo da nessuna parte e rimarremo tristemente a discutere vita natural durante se è il caso o meno di riprendere con il nucleare, se il carbone è veramente pulito ecc. finché non ci ritroveremo con un palmo di naso in mano con una moratoria sull’eolico, magari una sul fotovoltaico e delle belle centrali a carbone in funzione che impestano i nostri polmoni

  10. tireo dice:

    x Giovanni
    Riprendo il commento di Emiliano e riutilizzo le sue parole, tracotanza, arroganza e aggiungo superficialità.
    Utilizzerò il solo neurone libero disponibile per risponderle, tanto spero, basti per eccellente conoscitore di argomenti ventosi come lei.
    Tutto ciò che ha citato è più o meno veritiero, ma ha dimenticate di aggiungere alcune cose che sono fondamentali e che voi, sostenitori del nulla, omettete di citare nel timore di essere scoperti e visto che ha corretto una mia citazione la ricorreggo e la informo che non sono KW ma Mw tanto per avviare le correzioni e non li paga il produttore ma gli incentivi comunitari e statali. Per aprirle la mente, è a conoscenza di chi usufruisce dei contributi della legge 488 e dei finanziamenti europei alle impre per le rinnovabili? Si è mai chiesto se i circa 4000 Miliardi che il GRTN paga attualmente ogni anno alle società che producono l’insignificante 0,4% in percentuale di energia da dove lo ricava? Se non ne è a conoscenza posso suggerirle che la bolletta enel di ogni cittadino italiano contribuisce a gonfiare le enormi tasche delle imprese coinvolte, che poi sono le stesse che ruotano su ogni affare italiano: Benetton,Moratti, , Fiat, De Benedetti, Gamesa, Endesa,Frie.El e le solite banche che le finanziano.
    Forse le sarà chiaro che produrre l’attaule 0,4% di energia rinnovabile costa al cittadino italiano circa 6.000 miliardi di vecchie lire l’anno.
    Le sembra normale tutto ciò? E’ convinto veramente che il solito irresponsabile esteta nuclearista (sono assolutamente contro il nucleare, sono contro anche agli affaristi che sfruttano la povertà del Sud per concentrare i loro affari illudendo tutti in nome di una falsa produzione energetica e di lauti guadagni per tutti.
    Aggiungo ancora che un impianto medio da 56 MW frutta all’azienda 30 miliardi di lire l’anno, la produzione energetica da essa dichiarata in progetto definitivo calcoLATO su 1800 ore l’anno è di 95 milioni di Kwh, compensazione ambientale concessa al Comune è del 2% del ricavato esclusi i benefici dei certificati verdi, in sostanza circa 130.000 euro l’anno, l’impatto ambientale è devastante per la costruzione di strade e le tonnellate di cemento versato sui crinale delle nostre montagne che suo malgrado hanno una valenza paesaggistica importante anche se infestate dalle mafie di cui voi beneficiate.
    Inoltre, i progetti proposti, che coinvolgono la quasi totalità dei comuni del sud, sono in prevalenza localizzati in siti S I C, Z P S e Parchi Regionali e Nazionali.
    Le società fino ad oggi hanno agito in modo indisturbato fidando della povertà dei luoghi, oggi c’è chi si ribella a questo vergognoso affarismo che ripercorre le stesse tappe del dopo terremoto, dove aziende del nord illudendo i cittadini con la complicità dello stato e con le mafie del posto, hanno svenduto in brevissimo tempo la dignità di ognuno con la promessa di un nuovo eldorado.
    Noi ci opponiamo alla nuova colonizzazione.
    Quanto alle sue insignificanti elucubrazioni sulle problematiche sociali , mi dispiace deluderla non le rispondo, per avere risposta si rivolga ad altri della sua stessa specie.

  11. tireo dice:

    Il precedente messaggio è stato inviato erroneamente, si prega di cancellarlo e utilizzare il seguente.

    x Giovanni
    Riprendo il commento di Emiliano e riutilizzo le sue parole, tracotanza, arroganza e aggiungo superficialità.
    Utilizzerò il solo neurone libero disponibile per risponderle, tanto spero, basti per un eccellente conoscitore di argomenti ventosi come lei.
    Tutto ciò che ha citato è più o meno veritiero, ma ha dimenticato di aggiungere alcune cose che sono fondamentali e che voi, sostenitori del nulla, omettete di citare nel timore di essere scoperti e visto che ha corretto una mia citazione la ricorreggo e la informo che non sono KW ma Mw tanto per avviare le correzioni e non li paga il produttore ma gli incentivi comunitari e statali. Per aprirle la mente, è a conoscenza di chi usufruisce dei contributi della legge 488 e dei finanziamenti europei alle imprese per le rinnovabili? Si è mai chiesto se i circa 4000 Miliardi che il GRTN paga attualmente ogni anno alle società che producono l’insignificante 0,4% in percentuale di energia da dove lo ricava? Se non ne è a conoscenza posso suggerirle che la bolletta enel di ogni cittadino italiano contribuisce a gonfiare le enormi tasche delle imprese coinvolte, che poi sono le stesse che ruotano su ogni affare italiano: Benetton,Moratti, , Fiat, De Benedetti, Gamesa, Endesa,Frie.El e le solite banche che le finanziano.
    Forse le sarà chiaro che produrre l’attaule 0,4% di energia rinnovabile costa al cittadino italiano circa 6.000 miliardi di vecchie lire l’anno.
    Le sembra normale tutto ciò? E’ convinto veramente che il solito irresponsabile esteta nuclearista (sono assolutamente contro il nucleare, sono contro anche agli affaristi che sfruttano la povertà del Sud per concentrare i loro affari, illudendo tutti in nome di una falsa produzione energetica e di lauti guadagni per tutti.
    Aggiungo ancora che, un impianto medio da 56 MW frutta all’azienda 30 miliardi di lire l’anno, la produzione energetica da essa dichiarata in progetto definitivo calcolato su 1800 ore l’anno è di 95 milioni di Kwh, la compensazione ambientale concessa al Comune è del 2% del ricavato esclusi i benefici dei certificati verdi, in sostanza circa 130.000 euro l’anno, l’impatto ambientale è devastante per la costruzione di strade e le tonnellate di cemento versato sui crinale delle nostre montagne che suo malgrado, hanno una valenza paesaggistica importante anche se infestate dalle mafie di cui voi beneficiate.
    Inoltre, i progetti proposti, che coinvolgono la quasi totalità dei comuni del sud, sono in prevalenza localizzati in siti S I C, Z P S e Parchi Regionali e Nazionali.
    Le società fino ad oggi hanno agito in modo indisturbato fidando della povertà dei luoghi, oggi c’è chi si ribella a questo vergognoso affarismo che ripercorre le stesse tappe del dopo terremoto, dove aziende del nord illudendo i cittadini con la complicità dello stato e con le mafie del posto, hanno svenduto in brevissimo tempo la dignità di ognuno con la promessa di un nuovo eldorado.
    Noi ci opponiamo alla nuova colonizzazione.
    Quanto alle sue insignificanti elucubrazioni sulle problematiche sociali , mi dispiace deluderla non le rispondo, per avere risposta si rivolga ad altri della sua stessa specie.

  12. Giovanni dice:

    Caro Tireo,
    pazientemente proverò a rispondere alle tue imprecise e fuorvianti argomentazioni:
    a) il costo di 1.100 € a KW che ho indicato è correto; posso aiutarti a esprimerlo in MW: 1.100.000 € è più o meno il costo attuale di 1 MW eolico installato che paga il PRODUTTORE e solo lui.
    b) la legge 488 ha finnziato circa il 15 % dell’eolico installato in Italia, per un valore pari a circa il 20% del costo. La 488 non finanzia più l’eolico da 3 anni.
    Per quanto attiene al costo in bolletta che pagano tutti gli italiani, quello finanzia i Certificati Verdi (e non il costo dell’impianto), ovvero quel meccanismo di compensazione economica elaborato in UE per agevolare lo sviluppo di tutte le fonti rinnovabili, stante la minore resa economica di queste rispetto agli idrocarburi. Poco a che fare quindi con l’affarismo di cui cianci disinformando, ma strumento comunitario per l’affermazione delle fonti rinnovabili nel mercato della produzione di energia.
    c) Moratti e Benetton non hanno impianti di rinnovabile ma impianti ASSIMILATI a rinnovabile, una formula che ha voluto il Berlusca che di sviluppo sostenibile della produzione di energia si preoccupa quanto te. Fiat non produce energia, la consuma, ma forse per la disinformazione di cui sei latore non fa differenza.
    d) I comuni non percepiscono nessuna “compensazione economica” come sostieni tu ma che nessuna legislazione prevede; percepiscono altresì vere e proprie royalties calcolate sui RICAVI (e non sugli UTILI, ma a te probabilmente la differenza sfugge quindi ti suggeritò che con il 2% sui ricavi significa più o meno essere socio al 7%, senza metterci 1 €) che dal 2005 ocillano tra il 3 e il 3,5% inclusi i Certificati Verdi (dipende solo dalla capacità di contratazione delle Amministrazioni Locali) garantendo ai Comuni 20/25 anni di introiti che oscillano tra il 12 e il 25% dei bilanci comunali: per gli esteti del paesaggio come te saranno bazzeccole, ma per chi deve continuare a garatire i servizi di welfare per la cittadinanza, servizi di prossimità o presidiare il degrado in cui versano buona parte dei Comuni del sud promuovendo lo sviluppo, sono risorse particolarmente preziose che nessun altro settore dell’economia ha mai riconosciuto ad un ente locale.
    Nel caso dell’impianto che citi, il Comune percepisce 302.000 € all’anno per i prossimi 20/25 anni: se ti sembra affarismo neocoloniale, prova tu a fare di meglio e poi ci racconti.
    e) siti SIC e ZPS, aree protette e parchi, sono zone OFF LIMIT per molte Regioni, Puglia, Campania e Abruzzo in testa; nessuna possibilità quindi di insediamento a differenza di quanto disinformando sostieni.
    In sintesi: prova a produre l’energia che il tuo PC consuma così ci dai una mano a raggiungere gli obiettivi di Kyoto e promuovere lo sviluppo ssotenibile.
    Le esternazioni musconari contro presunti neocolonialisti (o contro “l’effetto ipnotico degli aerogeneratori” come sostiene oltrepassando il ridicolo Ripa di Meana) non muovono 1 elettrone e agevolano le opzioni petrolio + nucleare.

  13. tireo dice:

    x Giovannni.

    Vedo che conosci bene la questione e devo constatare che l’arte della disinformazione è simile a quella delle lobby che assalgono Comuni e uffici regionali.
    La legge 488 ha finanziato fino a tre anni fa ed è vero, infatti ha tolto risorse alle vere imprese di produzione, le royalies di cui parli sono le compensazioni ambientali concesse ai comuni per le devastazioni perpetrate sui crinali delle montagne e sono calcolate al 2% dei ricavi sull’energia prodotta e se due piu due fa quattro, un Kwh è pagato dal GRNT 0,7 Centesimi di euro, 95 milioni di Kwh sommano 133.000 euro che sono una mancia in confronto ai 15 milioni di euro che incassa l’azienda ogni anno.
    Non ha dato risposta sulle scarsissime percentuali prodotte e sui miliardi spesi per produrle, è un argomento cosi scottante e cosi difficile da difendere che concentrate l’argomento sul tema poco conosciuto dell’energia pulita prodotta ma risibile dal punto di vista della quantità per chi conosce la materia, ma che fa presa sulle masse in attesa di miracoli e che non si rendono conto del piatto di lenticchie offerto come royalties o come nei vari casi registrati che vanno dalla sponsorizzazione della squadretta di paese o la festa patronale sono solo una presa in giro a copertura del malaffare in atto.
    Di questo non parlate e preferite sorvolare, vi concentrate nel proporre fantomatiche verniciature delle torri con materiale trasparente in modo tale che il grandioso affare non sia poi cosi evidente.

  14. Giovanni dice:

    caro Tireo,
    se il Comune ha Contrattato il 2 % sull’energia i tuoi conti sono ok.
    MA se il Comune in questione come tutti ci Comuni della Puglia, della Campania e della Sicilia fanno almeno dal 2005 hanno contrattato il 2% (insisto che le percentuali vanno dal 2005 vanno dal 3 al 3,7%) anche sul valore dei Certificati Verdi, l’importo sale a 302.000 €/anno per 20-25 anni.
    Piatto di lenticchie? Ma quanto mangi? o che razza di squadrette di calcio avete in loco? I 15 milioni di RICAVI che citi correttamente, lungi dall’essere tutto UTILE, servono anche per restituire il debito con le banche e coprire i costi di gestione che non sono bazzeccole.
    Che sia un malaffare sta solo nella tua percezione: l’eolico è a tecnologia più matura tra le rinnovabili, come confermano i dati di insediamento in tutta Europa e dal recente interesse di California e Cina.
    Le moratorie si fanno per le teste nucleari non per i mulini a vento. Bacioni rinnovabili

  15. tireo dice:

    x Giovanni.
    Ragioniamo seriamente sulla questione, e visto che non ha risposto alla domanda relativa all’enorme somma spesa per produrre lo 0,4 di energia, ripropongo la questione in altri termini.
    Se il programma eolico in italia dovrà raggiungere l’obiettivo dei 12.000 MW che tradotto in valore energetico corrisponde al 3,5% dell’energia consumata e tradotta ancora in valore finanziario dovrebbe corrispondere a 36.000 miliardi di lire l’anno che lo stato tramite i certificati verdi concessi e il GRNT con il pagamento del valore dei Kwh corrisponde alle aziende, potrà mai essere accettato come programma di produzione di energia da fonte rinnovabile a salvaguardia dell’ambiente nel rispetto del protocollo di Kyoto, oppura apparirà come è probabile come l’ennesmo affare italiano tradotto in manovra finanziaria con aumento del P I L del 2% e quindi enorme movimento di denaro utile solo alle grandi imprese coinvolte con buona pace dell’inventore di questi meccanismi?
    Non è più serio investire l’enorme somma prospettata sul finanziamento di impianti fotovotaici e solari da installare sulle abitazioni dei cittadini italiani, oppure incentivando la coibentazione delle case e tradurre cosi l’investimento sul risparmio energetico attuando l’utile strategia dei governo Tedesco che finanzia il cittadino per l’85% dell’investimento e raggiunge in poco tempo il risparmio energetico di un valore vicino al 20%?
    E ancora, visto che il Berlusca è stato capace di cacciare l’unico genio ancora capace di parlare di energia da fonti rinnovabili e che come sembra sia disposto a tornare in Italia per tentare di riproporre il famoso impianto termo-solare che a suo dire produce quanto mille torri eoliche, è cosi dificile ammettere che l’eolico lo si deve fare solo dove è possibile e non devastare interi territori solo per impegnare miliardi da muovere in borsa?

    Un sincero augurio rinnovabile

  16. Giovanni dice:

    Parto dal fondo: installare l’eolico solo dove è possibile. Concordo.
    Il “dove è possibile” lo stabiliscono le leggi nazionali e regionali che strutturano il lavoro dei 25 enti che devono approvare ogni dettaglio di ogni singolo progetto eolico, dall’impatto ambientale a quello sul patrimonio archeologico passando per i vincoli geologici e idrogeologici, quelli paesaggisitici, urbanistici, demaniali, militari, forestali, sanitari etc, tanto per chiarirci su quanti sono i soggetti istituzionali coinvolti nei procedimenti autorizzativi e azzerare l’idea dell’eolico “selvaggio e deregolamentato” che qualche benpensante continua a strombazzare.
    Ok anche sostenere che l’eolico non sia sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale: nessuno l’ha mai sostenuto e neppure è l’obiettivo delle rinnovabili, che dovrebbero invece arrivare, idroeletrico incluso, a coprire il 20% del fabbisogno.
    L’eolico è parte di una filiera di tecnologie virtuose che ridefiniscono il profilo della politica energetica di un paese.
    L’eolico è la componenete tecnologicamente più matura, quindi più efficiente ed efficace tra le rinnovabili, che assieme a risparmio energetico e fotovoltaico può permetterci di ridurre consistenetemente le emissioni di CO2.
    Quanto al finanziamento del fotovoltaico che auspichi, premttendo che è una tecnologia vocata più al risparmio che alla produzione, è noto che il “Conto energia”, seppure gravando anch’esso sulle bollette di tutti i cittadini, è lì apposta per finanziare il fotovoltaico e non per 12 anni come per l’eolico, ma per 20!
    Coibentare… vedremo i risultati dei Tedeschi, ma considera che da noi, l’idea di ristrutturare le abitazioni private esistenti non avrebbe molto seguito seppure con congrui finanziamenti (vedi quanto fotovoltaico si sta installando nonostante i corposi finanziamenti).
    Il termo solare del Rubbia: a parte che gli impianti esistenti producono unitariamente circa 250 MW, quindi come 100 torri eoliche e non 1.000 (gli zeri contano) lì si che l’impatto è pazzesco e non mi sembra siano risolti i problemi tecnici legati al surriscaldamento, ai costi di produzione e non ultimo, alle dimensioni (migliaia di ettari da recintare, vedi il sito della Schott che installa impianti in California).
    Sai bene poi che il termo solare è una tecnologia che si ipotizza di impiegare vantaggiosamente in zone desertiche come California-Nevada, Sahara e Australia.
    Comunque ben venga anche il termo solare, se e quando sarà possibile, in affiancamento alle altre rinnovabili, eolico incluso.
    a presto

  17. tireo dice:

    X Giovanni.

    E’ sinceramente convinto che i famosi 25 enti valutino in modo disinteressato e nel rispetto delle regole i vari progetti proposti?
    Quando parlavo di zone Z P S, S I C, Siti Archeologici, Parchi ecc., è perché ho visto approvare e realizzare progetti in prossimità e all’interno di queste zone e questo si è verificato nelle regioni che lei ha citato compresa la Basilicata.
    Le regioni percepiscono l’affare e le clientele che possono generare e in complicità con il governo centrale e parlo di tutti i governi succedutisi negli ultimi dieci anni hanno spianato la strada non ad un progetto di alto valore ambientale, ma ad un coacervo di interessi che ha scatenato tutti, proponendo e realizzando in modo indiscriminato ovunque anche dove c’è un altissimo rischio idro-geologico e le regioni citate hanno di questi problemi oltre all’alto valore storico, culturale ed ambientale.
    Le società si muovono sapendo già che c’è una presenza politica favorevole e questo comprende anche le amministrazioni locali dove Sindaci incapaci puntano sull’eolico per coprire i loro fallimenti.
    Ha mai sentito parlare di progetti integrati territoriali che si stanno sviluppando in queste regioni?
    Sono i famosi P I T che dovranno agire da volano alla completa modernizzazione e promozione dei territori e dove i Sindaci con le loro proposte progettuali stanno sprecando enormi risorse comunitarie per mettere a posto la fontanella del paese o costruire la nuova strada interpoderale o meglio ancora, promuovere i vari percorsi religiosi tesi a pubblicizzare il santo di turno, e la cosa è ancor di più eccezionale al momento che un po’ tutti hanno scoperto di avere un proprio Santo nativo o emigrato.
    Ciò perché remissivi verso un clero procura-voti che approfitta di misure comunitarie per continuare ad essere.
    Tutti sono a conoscenza di assunzioni o convenzioni che interessano Sindaci alla fine del mandato, tutti sanno di orde di progettisti vicini ai vari partiti impegnati a sviluppare progetti, tutti sanno delle pressioni ricevute ad opera dei grandi manovratori nazionali sull’impegno preso per talune aziende legate a determinati partiti, quanti consiglieri regionali sono impegnati direttamente o indirettamente all’interno delle aziende proponenti, lei pensa veramente che tutto si fa per eliminare un po’ di CO2.
    Si informi meglio e scoprirà che la stragrande maggioranza dei Sindaci utilizzano le royalties per finanziare nuovi impianti di illuminazione nei loro comuni procurando un eccessivo inquinamento luminoso contribuendo ad un ulteriore produzione di CO2 giocandosi quel poco che è stato eliminato oppure, finanziare corse automobilistiche o mega-feste di paese alla faccia della spesa sociale.
    Chi scrive tiene all’ambiente come lei e sa benissimo che il fotovoltaico è finanziato per 20 anni ed è solo utile al risparmio ma deve ammettere che dotarsi di un impianto con il finanziamento della regione o dello stato limitato al 30% della spesa totale è un po’ difficile, quante persone sono disponibili ad aprire un mutuo bancario per un impianto da 10 MW utile all’abitazione e all’eventuale azienda?

    Alla prossima.

  18. Giovanni dice:

    Ma Tireo, insomma,
    tu sostieni che il malaffare riguarda nell’ordine:
    i Governi, le Regioni, i Sindaci, i 25 enti autorizzanti, i partiti, i parroci.
    Suppongo anche i TAR e i Consigli di Stato che da anni sentenziano a favore dell’eolico.
    Ma insomma, non ti sembra un eccesso bulimico il riconoscere solo te stesso o la tua organizzazione come unici paladini del rispetto ambientale?
    L’articolazione complessa della socità democratica non può (per fortuna) concedere il deposito della verità ad un solo attore: non condivido questa sorta di teocrazia ambientalista, anzi la reputo pericolosa.
    Aree protette: la 387 non impediva l’insediamento in quelle aree; le legislazioni Regionali stanno imponendo il vincolo dal 2005 e da lì non si scappa.
    I PIT: vedremo, per ora abbiamo pochissimi esempi positivi (e molti negativi) di questo tipo di pianificazioni che comunque non escludono l’eolico perchè i PIT impongono sintonie con i PUG Piani Urbanistici Generali, i PUC Piani Urbanistici Comunali e i PRG Piani Regolatori Generali e i PUTT Piani Urbanistici Tematici Territoriali che a vario titolo sono chiamati a esprimersi anche sull’eolico.
    Nota tecnica per evitare di sbavare inutilmente: nessuno chiederà mai un mutuo per 10 MW fotovoltaici, perchè per installarli servono non meno di 20 ettari di spazio e complessivamente 40 Milioni di €.
    dimensioni queste rispervate ai produttori di energia.
    Occhio alle teocrazie che reclamano moratorie…

  19. tireo dice:

    X Giovanni.

    I P I T sono un esempio dell’incapacità, i 10 Mw di fotovoltaico sono citati eroneamente e mi scuso mi riferivo ad un 1 MW.
    Il malaffare c’è ed è evidente, per rendersene conto frequenti i dipartimenti regionali interessati e ascolti cosa dicono.
    Non è teocrazia ambientalista, ma presa d’atto di una realtà che si vuole nascondere.
    L’esperienza acquisita e il materiale raccolto, ha prodotto anche denunce presso le varie procure interessate.
    Siamo in attesa dei risultati.
    Con stima

  20. Giovanni dice:

    si, aspettiamo anche le procure dopo avere atteso iter autorizzativi, TAR e Consigli di Stato mentre i giacciai si sciolgono.
    Poi aspetteremo anche che ci inventiate qualcosa di utile per Kyoto e qui è legittimo temere il vuoto.
    Lo splendido risultato sarà che per preservare il paesaggio secondo la visione di qualche autoproclamato tutore del medesimo, lascieremo che l’ambiente venga bruciato dal CO2 e desertificato, che i nostri polmoni si riempiranno di PM e che le coste vengano sommerse dall’innalzamento dei mari. Chissa che bel paesaggio vedremo! Bah.

  21. tireo dice:

    X Giovanni.

    Ma per carità Giovanni, stiamo parlando solo di eolico, della sua scarsa producibilità e del grande affare che ha generato.
    Lei stesso ha commentato l’insufficiente contributo energetico che l’eolico può dare, cosa centra l’affare con l’innalzamento dei mari, la desertificazione e tutte le tragedie ambientali possibili.
    Concordo con lei, dovremmo trovare soluzioni immediate, tutto ciò che può dare un contributo alla riduzione di gas serra e da utilizzare, ma noi parliamo di regole, di lobby che devono operare alla luce del sole, di eliminare l’occupazione selvaggia dei terrritori prodotta da una sconcertante politica che ha subdorato affari e clientele, vogliamo che i dipartimenti esaminino le proposte in modo corretto e che si vieti la gestione dell’affare ai comuni che accettano di tutto.
    Vogliamo certezze per la salvaguardia dei parchi, dei siti archeologici e delle zone legate al programma di rete natura 2000, vogliamo che sia rivisto il sistema degli incentivi che ancora oggi non è chiaro e che addirittura non ha ancora risolto il problema del finanziamento alle assimilate.
    Auspichiamo uno sviluppo eco-compatibile e un feroce controllo sul rispetto delle regole.
    Purtroppo la nostra legislazione è interpetrabile e ciò da spazio ai furbi.
    Si è mai chiesto cosa bruciano per davvero gli inceneritori, cosa celano nei loro cunicoli le cave abbandonate, perché si tagliano boschi in modo indiscriminato, cosa bruciano i cementifici, come è la qualità degli scarichi dei depuratori, chi li gestisce, perché in Amazzonia si disboscano ancora oggi migliaia di ettari di territori, perché gli americani trivellano in Alaska e i Russi in Siberia, perché i Cinesi modificano il corso delle acque e costruiscono dighe.
    Caro Giovanni è il progresso, la globalizzazione, il consumismo esasperato, è un idea di società virtuale che si muove per inerzia televisiva, i popoli la temono ma non ne sanno fare a meno.
    Ho il timore che a discutere di queste cose in modo così accorato siano rimasti quattro fessi come noi.

    Con simpatia

  22. Grisù dice:

    EOLICO: dalla Moratoria alla Sanatoria.
    Ovvero: V.I.A. , da Valutazione di Impatto Ambientale…. a “VIA libera” a tutti i progetti !

    Prosegue l’analisi della LIPU sulla speculazione che ha trasformato l’energia eolica in una grande vergogna per molte aree territoriali. E i risultati sono impietosi !
    Passati al setaccio i gravi pareri ambientali rilasciati negli anni dagli uffici dell’Assessorato Ambiente regionale, emerge un quadro sconcertante: affermazioni autoreferenziali e prive di conforto scientifico, istruttorie carenti, procedimenti irrispettosi delle norme di riferimento…
    Un consuntivo impressionante, che offende e svilisce lo spirito della legge sulla V.I.A..

    I dati VERI parlano chiaro a dispetto della disinformazione emersa dalla campagna “Vai col Vento”, presieduta e sponsorizzata dalle società eoliche, quindi in palese conflitto di interessi.
    Senza pianificazione territoriale o energetica, in Puglia sono ormai 1366 torri eoliche per quasi 1900 MW di targa tra impianti realizzati o con parere positivo, in attesa di realizzazione.
    Incredibile a dirsi ma, di questi, ben 1268 torri eoliche per 1700 MW non sono stati assoggettati a V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) godendo dell’esclusione da tale procedura grazie alla disinvolta “valutazione” operata dai dirigenti dell’ufficio regionale. Sebbene, precisa la LIPU, il Comitato VIA, quanto coinvolto, era ed è scientemente privo di esperti in fauna selvatica e avifauna, la componente più critica da valutare in questo genere di impatti.
    E’ come se su molti comprensori ci fosse un unico progetto di intere “piantagioni” eoliche vergognosamente insediato senza V.I.A., ancora peggio per alcune aree di confine regionale, complice un analogo, irresponsabile atteggiamento della regione Campania.

    Inoltre, questo iter semplificato di valutazione ambientale (cosiddetto screening) favorisce anche “l’oscurità” del progetto, in quanto comporta il deposito del progetto con una evidenza pubblica limitata al solo l’albo pretorio comunale, quindi del tutto insufficiente a garantire un coinvolgimento e una consapevolezza dell’opinione pubblica su una scala degna delle dimensioni di tali progetti, che invece si avrebbe con la pubblicazione sul Bollettino Uff. Regionale e su un quotidiano nel caso della vera e propria procedura di VIA.
    E’ cosi che la società civile viene tenuta all’oscuro di tutto fino al compimento dei giochi, con la complicità di enti locali che ben si sono guardati dal concertare, di fronte alle offerte delle società.

    La LIPU rileva come, secondo un consolidato copione nell’iter valutativo, gli uffici regionali dell’Ass. Ambiente, nel peggiore dei casi, concludono solo con il taglio di qualche torre sul progetto complessivo esprimendosi con il “consueto” parere positivo.
    Non meraviglia quindi la cifra sconcertante di impianti che ad oggi hanno concluso l’iter con parere ambientale negativo : Z E R O ! Una cifra emblematica delle responsabilità espresse negli anni da tali uffici su un totale complessivo di 84 centrali eoliche industriali.
    Un risultato tutt’altro che limpido, se si pensa che in realtà c’era stato un impianto (uno solo !) sottoposto a VIA, conclusasi con parere negativo. Ma tale parere veniva revisionato ed emesso positivo su istanza della società, con procedure del tutto irregolari !
    La moratoria di giugno 2005 – maggio 2006 sui procedimenti, quindi, si è trasformata in una sostanziale sanatoria.

    Risultato: impianti allocati in aree sensibili, impatti cumulativi, pesante degrado dei valori del territorio, trasformato in un vuoto a perdere, con l’aborto dei Parchi reg.li, l’irruzione e l’assedio di SIC, ZPS e IBA, le aree strategiche per la biodiversità. E’ la dimostrazione di come, prima ancora che il protocollo di kyoto, abbia nettamente prevalso un becero interesse economico quantificabile in un fatturato di oltre 700 milioni di euro all’anno con questi “primi” 1900 MW.
    Uno scenario, evidenzia la LIPU, che riflette una dinamica ormai degradata oltre misura.
    Paradossalmente, però, si assiste a visite di cortesia dell’Assessore Losappio presso impianti eolici gravemente realizzati all’interno o a ridosso dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria) o al pericolosissimo decentramento delle funzioni di valutazione ambientale alle province, con quello che ne consegue rispetto alle centinaia di progetti ancora in ballo e ai limiti di questi Enti.

    LIPU coord. regionale della Puglia – 01.10.07

  23. Grisù dice:

    Ben oltre 8000 MW di potenza eolica (dic.2006), tra impianti realizzati ed in attesa di realizzazione (perchè già ufficialmente con autorizzazioni /pareri ambientali già emessi positivi), hanno ipotecato con disinvoltura migliaia di ettari di territorio, nella quasi totalità dei casi senza V.I.A., senza pianificazione territoriale, senza pianificazione energetica, senza trasparenza, senza risparmiare SIC, ZPS, aree protette, IBA, Aree storico-archeologiche e scenari paesaggistici mozzafiato determinando il cosidetto eolico “selvaggio”.
    Ma è bastato che si approcciasse timidamente all’adozione di piccoli provvedimenti nazionali per normare un settore dove vige la legge dei poteri forti ed ecco scatenarsi una guerra di posizioni. Si badi bene, si tratta solo di 2 piccole regole: interdizione degli impianti nelle sole ZPS attraverso il DM nazionale sgambettato da un anno ed in attesa di …. parto cesareo e di una proposta di V.I.A. obbligatoria ma solo per impianti oltre (!!!) i 20 MW).
    Di seguito una rassegna complessiva (ricercata dagli amici del CNP) sull’attacco innescato dai colossi dell’ANEV (società eoliche) e Legambiente nazionale a sostegno del far west eolico e della mattanza del territorio, con contorno di fiumi di ipocrisia sulla necessità di …. linee guida e di rispetto per il paesaggio e l’ambiente e modalità di eseguire la valutazione di incidenza !!!! Patetico ….
    Seguono le posizioni di…. chi non è a libro paga: da Radicali a LIPU, da CNP a Mountain Wilderness, dal WWF (meglio tardi che mai) ad alcuni Verdi a Italia Nostra ….
    Intanto anche per questo il Min Ambiente Pecoraro Scanio viene portato sul banco degli imputati con uno speciale su Panorama: le lobby di potere hanno avvisato. E Realacci è pronto a subentrare!
    Meditate….
    Enzo Cripezzi – LIPU Fg

    ENERGIA. LEGAMBIENTE E GREENPEACE A PECORARO: 2 LEGGI ANTI-EOLICO LETTERA DELLE ASSOCIAZIONI: SEGNALE NEGATIVO PER RINNOVABILI.

    (DIRE) Roma, 5 ott. – Due norme contro l’eolico, due decreti proposti dal ministero dell’Ambiente che rischiano di mortificare lo sviluppo dell’energia pulita. A mettere in evidenza il paradosso di un ministero dell’Ambiente che si rende “responsabile di provvedimenti contro le fonti rinnovabili” sono Walter Ganapini, presidente di Greenpeace, e Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, che ad Alfonso Pecoraro Scanio hanno scritto una lettera preoccupata in cui segnalano due provvedimenti “che riguardano gli impianti eolici e che rappresentano, a nostro avviso, un segnale molto negativo nella prospettiva di diffusione di questa fonte energetica in Italia”.

    In particolare, Greenpeace e Legambiente puntano il dito contro il decreto legge 16 agosto 2006, n.251 in materia di conservazione della fauna selvatica che vieta la realizzazione di impianti nelle Zps (Zone a protezione speciale) e il decreto legislativo approvato il 12 Settembre 2007 che istituisce la Valutazione di impatto ambientale nazionale per gli impianti eolici di potenza superiore ai 20MW. “Entrambe le norme sono figlie del ministero dell’Ambiente- sottolineano gli ambientalisti- per quanto riguarda il primo provvedimento- spiegano- non si comprendono le ragioni poiche’ per l’eolico e’ infatti individuata una procedura cautelativa speciale oltre quanto previsto per ogni tipo di impianti”.

    E comunque, spiegano Ganapini e Della Seta nella lettera inviata al ministro Pecoraro Scanio, “la valutazione d’incidenza ‘deve essere basata su un monitoraggio dell’avifauna presente nel sito interessato di durata compatibile con il ciclo biologico della stessa- sottolineano- e la realizzazione dell’intervento e’ subordinata a conforme e obbligatorio parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs)’”. Considerando che sono pochi gli impianti eolici previsti in aree Zps, aggiungono Ganapini e Della Seta, “questa scelta appare piu’ ideologica che pratica e quindi incomprensibile”.

    L’introduzione della procedura VIA rappresenta, invece, “una novita’ preoccupante, che non ha eguali in Europa- rincarano la dose i rappresentanti di Greenpeace e Legambiente- e che esautora le Regioni da una procedura che le era stata affidata per Legge nella valutazione di tutti gli impianti da fonti rinnovabili”. Si legge quindi nella lettera inviata a Pecoraro Scanio: “L’eolico rappresenta la fonte energetica rinnovabile piu’ competitiva da un punto di vista tecnologico- sostengono gli ambientalisti- e quella con maggiori capacita’ di diffusione a livello internazionale, con importanti potenzialita’ per un Paese come l’Italia che fatica a raggiungere risultati al pari di altri Paesi europei nella diffusione delle fonti energetiche pulite e nella riduzione delle emissioni di CO2″.

    Ganapini e Della Seta non sottovalutano la questione e si dicono “convinti dell’importanza di una diffusione dell’eolico che sia attenta alla tutela dei valori ambientali e dell’avifauna” ricordano di avere chiesto da tempo “l’approvazione delle Linee guida previste dal dl 387/2003 che permetterebbero per l’eolico, come per tutte le fonti rinnovabili, di avere finalmente un quadro unitario e coerente di regole nazionali”.

    (Com/Dac/ Dire) 11:13 05-10-07

    ENERGIA. FERRANTE (DL):EOLICO, OK ASSOCIAZIONI E ORA LINEE GUIDA

    (DIRE) Roma, 5 ott. – “Hanno ragione le associazioni ambientaliste. Non si puo’ remare contro l’eolico e poi lamentarci del ritardo italiano nel settore delle rinnovabili”.

    Francesco Ferrante, capogruppo dell’Ulivo in commissione Ambiente al Senato e direttore di Legambiente, interviene a sostegno dell’associazione del cigno e Greenpeace che oggi hanno scritto al ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio perche’ preoccupate dai recenti provvedimenti varati da questo ministero contro la realizzazione di impianti eolici.

    “La scelta di vietare questi impianti nelle zone di protezione speciale (Zpt) con una procedura cautelativa appare abbastanza ideologica- ribadisce Ferrante- dal momento che gli impianti eolici previsti nelle aree Zps sono esigui, ma soprattutto, impensierisce il voler introdurre la valutazione d’impatto ambientale nazionale (anziche’ regionale), per gli impianti eolici superiori ai 20MW”. In Parlamento, spiega quindi Ferrante, “interverremo per togliere dalla modifica della legge delega questa norma- sottolinea il senatore della Margherita- che esautora le Regioni e ostacola pesantemente lo sviluppo di una tecnologia rinnovabile e pulita”. L’eolico dev’essere un’opportunita’ per lo sviluppo e la salvaguardia dell’ambiente, secondo Ferrante. “Ma questo sara’ possibile solo attraverso l’adozione delle necessarie e urgenti linee guida, che devono essere emanate dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, strumento utile- conclude Ferrante- a superare le attuali difficolta’ e a favorire uno scenario energetico sostenibile”.

    (Com/Dac/ Dire) 13:01 05-10-07

    ECO-ENERGIA: GREENPEACE E LEGAMBIENTE,NO A LEGGI ANTI-EOLICO

    (ANSA) – ROMA, 5 OTT – Greenpeace e Legambiente scrivono al ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, per chiedere di fermare ”due decreti proposti dal ministero dell’Ambiente che ostacolano l’energia del vento” e di ”aprire un confronto sulle linee guida”. I presidenti delle due associazioni, Walter Ganapini (Greenpeace) e Roberto Della Seta (Legambiente) – si legge in una nota – ”mettono in evidenza il paradosso di un ministero dell’Ambiente che si rende responsabile di provvedimenti contro le fonti rinnovabili”. ”Egregio Ministro le scriviamo in merito ad alcuni recenti provvedimenti che riguardano gli impianti eolici e che rappresentano, a nostro avviso, un segnale molto negativo nella prospettiva di diffusione di questa fonte energetica in Italia”, dicono Ganapini e Della Seta.

    I due provvedimenti finiti nel mirino sono il Decreto Legge 16 agosto 2006, n.251 in materia di conservazione della fauna selvatica che vieta la realizzazione di impianti nelle Zps (zone a protezione speciale) e il Decreto Legislativo approvato il 12 Settembre 2007 che istituisce la Valutazione di impatto ambientale nazionale (Via) per gli impianti eolici di potenza superiore ai 20 MW. Per quanto riguarda il primo caso, ”considerando che sono pochi gli impianti eolici previsti in aree Zps – affermano Greenpeace e Legambiente – questa scelta appare piu’ ideologica che pratica e quindi incomprensibile”.

    L’introduzione della procedura Via rappresenta, invece – sottolineano ancora le due associazioni – ”una novita’ preoccupante, che non ha eguali in Europa e che esautora le Regioni da una procedura che le era stata affidata per Legge nella valutazione di tutti gli impianti da fonti rinnovabili”.

    (ANSA).

    COM-GU 05-OTT-07 13:05 NNNN

    ENERGIA. MIN.AMBIENTE A LEGAMBIENTE E GREENPEACE: SÌ A EOLICO

    (DIRE) Roma, 5 ott. – “Il ministero dell’Ambiente sostiene ogni fonte di energia pulita e rinnovabile fra cui senza dubbio anche l’eolico e, nell’ottica di rendere questa fonte anche meno impattante favorendone il suo migliore e piu’ corretto utilizzo, ha predisposto norme che permettano di superare gli ostacoli che l’eolico ha incontrato nel nostro Paese. Quanto previsto dal Decreto ministeriale Rete Natura 2000 va dunque letto in quest’ottica”. Lo dice il portavoce del ministro dell’Ambiente rispondendo alle critiche avanzate da Legambiente e Greenpeace.

    “Ricordiamo, infatti- aggiunge il portavoce di Pecoraro Scanio- che nessuna particolare limitazione e’ stata prevista per i quasi 3000 Sic (Siti di importanza comunitaria) che sono la netta maggioranza delle aree che compongono la Rete Natura nel territorio italiano”. Il decreto stabilisce criteri “minimi di tutela esclusivamente nelle Zps (Zone a protezione speciale) che sono meno di 600 specificatamente istituite per la tutela dell’avifauna in particolare la piu’ a rischio come i rapaci, cogliendo anche una forte richiesta giunta dalla quasi totalita’ delle Regioni italiane”. Il sostegno all’eolico e’ per altro “confermato dalla possibilita’, che rimane intatta, di realizzare anche in queste aree impianti di microeolico”. Per quanto riguarda la Valutazione d’impatto ambientale nazionale, “e’ bene ricordare che essa si applichera’ esclusivamente agli impianti eolici con potenza superiore ai 20 MW (corrispondenti, ad esempio, a campi eolici di non meno di 15 pali alti circa 100 metri cadauno) e dunque- conclude la nota- a strutture che richiedono una valutazione in sede tecnica. Tale norma risponde anche ad una specifica richiesta del ministero per i Beni e le attivita’ culturali che ha ritenuto necessaria, per impianti di tale potenza, una valutazione a livello statale per la salvaguardia dei beni tutelati”.

    (Com/Val/ Dire) 14:36 05-10-07

    ECO-ENERGIA: MINAMBIENTE ALLE ASSOCIAZIONI, SOSTENIAMO EOLICO (V.’ECO-ENERGIA:GREENPEACE E LEGAMBIENTE, NO…’ DELLE 13,05) (ANSA) – ROMA, 5 OTT – Il ministero dell’Ambiente ‘’sostiene ogni fonte di energia pulita e rinnovabile fra cui senza dubbio anche l’eolico e nell’ottica di rendere questa fonte anche meno impattante favorendone il suo migliore e piu’ corretto utilizzo, ha predisposto norme che permettano di superare gli ostacoli che l’eolico ha incontrato nel nostro Paese”. Lo ha affermato in una nota il portavoce del ministro dell’Ambiente rispondendo alle critiche avanzate da Legambiente e Greenpeace. Quindi ”quanto previsto dal Decreto ministeriale Rete Natura 2000 va letto in quest’ottica”. ”Ricordiamo, infatti – ha aggiunto il portavoce di Pecoraro Scanio – che nessuna particolare limitazione e’ stata prevista per i quasi 3000 Sic (Siti di importanza comunitaria) che sono la netta maggioranza delle aree che compongono la Rete Natura nel territorio italiano. Il decreto stabilisce criteri minimi di tutela esclusivamente nelle Zps (Zone a protezione speciale) che sono meno di 600 specificatamente istituite per la tutela dell’avifauna, in particolare la piu’ a rischio come i rapaci, cogliendo anche – si legge ancora nella nota – una forte richiesta giunta dalla quasi totalita’ delle Regioni italiane. Il sostegno all’eolico e’ peraltro confermato dalla possibilita’, che rimane intatta, di realizzare anche in queste aree impianti di microeolico”.

    ”Per quanto riguarda la Valutazione d’Impatto Ambientale nazionale – ha proseguito il portavoce del ministro – e’ bene ricordare che essa si applichera’ esclusivamente agli impianti eolici con potenza superiore ai 20 MW (corrispondenti, ad esempio, a campi eolici di non meno di 15 pali alti circa 100 metri cadauno) e dunque a strutture che richiedono una valutazione in sede tecnica”. ”Tale norma – ha concluso il portavoce – risponde anche ad una specifica richiesta del ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali che ha ritenuto necessaria, per impianti di tale potenza, una valutazione a livello statale per la salvaguardia dei beni tutelati”. (ANSA).

    COM-GU 05-OTT-07 14:47 NNNN

    ENERGIA: MINISTERO AMBIENTE “SI’ A EOLICO” ROMA (ITALPRESS) – “Il ministero dell’Ambiente sostiene ogni fonte di energia pulita e rinnovabile fra cui senza dubbio anche l’eolico e, nell’ottica di rendere questa fonte anche meno impattante favorendone il suo migliore e piu’ corretto utilizzo, ha predisposto norme che permettano di superare gli ostacoli che l’eolico ha incontrato nel nostro Paese. Quanto previsto dal Decreto ministeriale Rete Natura 2000 va dunque letto in quest’ottica”.

    Lo ha dichiarato il portavoce del ministro dell’Ambiente rispondendo alle critiche avanzate da Legambiente e Greenpeace.

    “Ricordiamo, infatti – ha aggiunto il portavoce di Pecoraro Scanio – che nessuna particolare limitazione e’ stata prevista per i quasi 3.000 Sic (Siti di importanza comunitaria) che sono la netta maggioranza delle aree che compongono la Rete Natura nel territorio italiano. Il decreto stabilisce criteri minimi di tutela esclusivamente nelle Zps (Zone a protezione speciale) che sono meno di 600 specificatamente istituite per la tutela dell’avifauna in particolare la piu’ a rischio come i rapaci, cogliendo anche una forte richiesta giunta dalla quasi totalita’ delle Regioni italiane. Il sostegno all’eolico e’ per altro confermato dalla possibilita’, che rimane intatta, di realizzare anche in queste aree impianti di microeolico”.

    “Per quanto riguarda la Valutazione d’Impatto Ambientale nazionale – ha concluso il portavoce del ministro – e’ bene ricordare che essa si applichera’ esclusivamente agli impianti eolici con potenza superiore ai 20 MW (corrispondenti, ad esempio, a campi eolici di non meno di 15 pali alti circa 100 metri cadauno) e dunque a strutture che richiedono una valutazione in sede tecnica.

    Tale norma risponde anche ad una specifica richiesta del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali che ha ritenuto necessaria, per impianti di tale potenza, una valutazione a livello statale per la salvaguardia dei beni tutelati”.

    (ITALPRESS).

    ads/com 05-Ott-07 15:37 NNNN

    ECO-ENERGIA: LIPU, BENE I DUE PROVVEDIMENTI MINAMBIENTE (V.’ECO-ENERGIA: GREENPEACE E LEGAMBIENTE, NO…’ DELLE 13.05) (ANSA) – ROMA, 5 OTT – ”Benissimo i due provvedimenti del ministero dell’Ambiente, che non sono norme contro l’eolico ma passi importanti per cominciare a far chiarezza sulla materia e favorirne modi corretti e piu’ efficaci”. Questo quanto afferma in una nota la Lipu, a seguito delle dichiarazioni di Greenpeace e Legambiente sulle nuove norme in materia di impianti eolici.

    ”Dopo anni di sostanziale deregulation – spiega l’associazione – oggi finalmente assistiamo ad un’azione volta a mettere ordine sul tema”. Secondo la Lipu ”il decreto sulla Rete Natura 2000 non fa altro che porsi l’obiettivo di tutelare le Zone di protezione speciale, quindi aree di straordinaria importanza per la tutela degli uccelli, per i quali l’eolico rappresenta oggettivamente un fattore critico. Cio’ – prosegue l’associazione – e’ peraltro dimostrato dal fatto che nelle Zps gli impianti eolici, per questa specifica e consistente ragione, non vengono quasi piu’ realizzati. Al contrario, il decreto non prevede nulla in astratto a proposito delle migliaia di Sic che compongono con le Zps la Rete Natura 2000, a dimostrazione della fondatezza tecnica, e non certo dell’ideologismo, che ha mosso la redazione del provvedimento”.

    Inoltre, ricorda la Lipu, occorre anche ”applicare concretamente le direttive e le convenzioni internazionali per la conservazione della biodiversita’. Un ‘ottica nella quale tutta l’operazione della Rete Natura 2000 va pienamente inserita”, cosi’ come necessitano della valutazione di impatto ambientale gli ”impianti eolici di grande estensione e potenza”. In conclusione, quelli del ministero dell’Ambiente secondo la Lipu sono ”due provvedimenti doverosi che dovrebbero trovare favorevoli proprio i principali sostenitori dell’eolico.

    Un eolico senza regole non fa bene a nessuno: ne’ alla natura, ne’ allo stesso eolico”.

    (ANSA).

    COM-Y62 05-OTT-07 17:18

    AMBIENTE. DE PETRIS (VERDI): PECORARO NON SERVE CONFINDUSTRIA…

    (DIRE) Roma, 5 ott. – “L’attacco da parte di Confindustria a Pecoraro Scanio dimostra che, per fortuna, il ministro non e’ permeabile a interessi di parte che rappresentano ormai la pura conservazione contro l’innovazione del sistema produttivo e la sua sostenibilita’ ambientale”. Lo afferma la senatrice dei Verdi Loredana De Petris, capogruppo in commissione Ambiente.

    Il ministero dell’Ambiente, “per fortuna- aggiunge De Petris- serve gli interessi generali del Paese per una vera svolta sulle energie rinnovabili. D’altronde questa strategia di attacco e di denigrazione ci era stata gia’ preannunciata, nei giorni scorsi, da molti imprenditori aderenti a Confindustria che non condividono questa linea miope e conservatrice”.

    Secondo l’esponente dei Verdi “il livore di Emma Marcegaglia forse e’ dettato dal fatto che, al contrario di quanto avvenuto nel passato, le modifica alla delega ambientale non sono state fatte sotto dettatura. E dispiace- conclude- che Ermete Realacci si ritrovi con tali sponsor in un convegno in cui si e’ rilanciato il nucleare come unica fonte alternativa”.

    (Com/Gim/ Dire) 17:30 05-10-07

    ENERGIA. FRANCESCATO (VERDI): EOLICO PREZIOSO, MA NO A FAR WEST

    (DIRE) Roma, 5 ott. – “Via col vento? Certamente. Ma e’ importante stabilire dove e come”. Lo dice la capogruppo dei Verdi in commissione Ambiente alla Camera Grazia Francescato, secondo la quale “l’eolico e’ una preziosa fonte di energia rinnovabile, ma deve essere utilizzata tutelando il paesaggio e l’avifauna”.

    “Dunque- ha aggiunto- bene ha fatto il ministero dell’Ambiente a dettare delle regole attente si’ alla natura, ma che non freneranno il decollo di un mercato ben governato. Sono provvedimenti razionali da apprezzare, diciamo no al far west”.

    (Com/Val/ Dire) 18:20 05-10-07

    *Ambientalisti, associazioni e industriali tutti contro Pecoraro –IL VELINO AZIENDE– Roma, 05 OTT (Velino) – La scorsa settimana la “tiratina” d’orecchie al ministero dell’Ambiente era arrivata dalle associazioni che riuniscono gli operatori italiani nel campo delle rinnovabili. Anev, Aper e Assoelettrica si erano detti stanchi di una politica che a parole sostiene le fonti pulite ma nel concreto mette i bastoni tra le ruote a chi poi quegli impianti li deve realizzare. Ora a mettere in evidenza il paradosso di un ministero dell’Ambiente che si rende “responsabile di provvedimenti contro le fonti rinnovabili” sono Walter Ganapini, presidente di Greenpeace, e Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, che ad Alfonso Pecoraro Scanio hanno scritto una lettera in cui segnalano due provvedimenti “che riguardano gli impianti eolici e che rappresentano, a nostro avviso, un segnale molto negativo nella prospettiva di diffusione di questa fonte energetica in Italia”. Nel mirino il decreto “Natura” proposto dal ministero dell’Ambiente e sostenuto dalla conferenza Stato-Regioni che stabilisce norme assai restrittive per l’inserimento di parchi eolici nei Siti di importanza comunitaria (Sic) e nelle Zone a protezione speciale (Zps).

    Restrizioni che impediscono di fatto la realizzazione di nuovi impianti eolici e il potenziamento di quelli esistenti su aree che coprono oltre il 19 per cento del territorio nazionale.

    Una norma molto restrittiva, che andrebbe ad aggiungersi alle modifiche del Codice ambientale, attualmente ancora in bozza, ma condivise dalla Conferenza unificata, che stabiliscono l’obbligo di Valutazione di impatto ambientale nazionale (Via) per gli impianti con potenza superiore ai 20 megawatt e ad alcuni documenti dell’Authority per l’energia in tema di limitazione di accesso alla rete. A fugare le preoccupazioni di associazione di settore e ambientalisti e’ arrivata la precisazione del ministero dell’Ambiente, che ha confermato il proprio sostegno a tutte le fonti rinnovabili compreso l’eolico “nell’ottica di rendere questa fonte anche meno impattante favorendone il suo migliore e piu’ corretto utilizzo”. Secondo il ministero non ci sono limiti per “i per i quasi tremila Sic che sono la netta maggioranza delle aree che compongono la Rete Natura nel territorio italiano”, mentre per le 600 Zps sono introdotti “criteri minimi di tutela” per l’avifauna voluti “dalla quasi totalita’ delle Regioni italiane”. Il sostegno all’eolico, precisano inoltre dal ministero e’ per altro confermato dalla possibilita’ “di realizzare anche in queste aree impianti di microeolico”.

    Identico discorso per le modifiche al Codice ambientale: la Via da applicare agli impianti eolici riguardera’, secondo il dicastero, strutture che per la loro ampiezza richiedono una valutazione in sede tecnica ai fini di una “salvaguardia dei beni tutelati” come indicato anche dal ministero per i Beni culturali.

    La vera doccia fredda Pecoraro Scanio l’ha pero’ subita da Confindustria. Emma Marcegaglia vicepresidente degli industriali italiani a margine di un convegno a Montebelluna, ha chiesto pubblicamente un cambio al vertice del ministero dell’Ambiente, indicando Ermete Realacci come successore: “Abbiamo bisogno di un ministro che non faccia dell’antiproduzione il suo credo. Abbiamo bisogno di gente seria e concreta”. Ancora una volta l’industriale ha sottolineato i problemi di sicurezza energetica, gli alti costi e la necessita’ di non bloccare tutto con “i veti continui del ministero dell’Ambiente o delle autorita’ locali”. E ha suggerito un antidoto contro i localismi: “Gli enti locali devono avere un certo tempo massimo entro il quale dire si’ o no. Se non rispondono, ci deve essere una cabina di regia a livello governativo che deve decidere”.

    Infine sul nucleare ha espresso giudizio positivo per la ricerca nella quarta generazione e ha insistito sulla necessita’ per l’Italia di recuperare il knov how nel settore. (asp) 051941 OTT 07

    ECO-ENERGIA:WWF;DANNOSE POLEMICHE,SI’ REGOLE CERTE SU EOLICO (V. ‘ECO-ENERGIA: GREENPEACE E LEGAMBIENTE, NO..’ DELLE 13.05) (ANSA) – ROMA, 5 OTT – ”Ora non coltiviamo liti e polemiche, sono controproducenti e non ci offrono una minima soluzione rispetto alle emergenze in atto”, ora sono necessarie regole certe in materia di eolico. Questo quanto afferma Michele Candotti, segretario generale del Wwf in una nota, riferendosi ai ”due primi, iniziali, e tanto attesi provvedimenti del ministero dell’Ambiente, che riguardano la Rete Natura 2000 e, in particolare, la tutela delle Zps (Zone a protezione Speciale)”.

    ”Il decreto – prosegue la nota del Wwf – e’ un primo tassello di recepimento in Italia della direttiva comunitaria Habitat, serve a fornire finalmente un quadro normativo certo, a ridurre incertezze ed equivoci normativi e ad indirizzare la gestione di queste importanti aree di tutela in modo rigoroso e tecnicamente fondato”. In particolare, spiega il Wwf ”a noi piacerebbe che a questo primo atto ne seguissero altri, sostanziali e prioritari: una strategia nazionale ed una legge quadro sulla biodiversita’, per applicare le direttive e le convenzioni internazionali; un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici; e un piano energetico nazionale”.

    Secondo l’organizzazione ambientalista ”tutti questi atti servono a dare certezze, ad evitare proprio quel far west normativo che ha alimentato finora gravi conflitti locali sulla gestione delle aree Natura 2000 e sulla localizzazione degli impianti energetici. E queste norme – afferma il Wwf – non possono essere viste come anti-eolico, non possono essere viste come un ostacolo agli investimenti in energie alternative, delle quali l’Italia ha assoluto bisogno”. In conclusione, afferma la nota degli ambientalisti ”ci interessa soprattutto che la strada intrapresa dal ministero con questi due provvedimenti continui, con la piena partecipazione dell’intera societa’ civile: non e’ plausibile e credibile continuare a riporre l’onere negoziale della localizzazione degli impianti eolici e di altri impianti energetici sulle singole aziende, o, peggio, sulle singole comunita’ di cittadini”.

    (ANSA).

    ITALIA NOSTRA
    COMUNICATO STAMPA

    Roma, 05.10.07

    IL DECRETO ROMA NATURA 2000 DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE,PECORARO

    SCANIO DEVE MANTENERE VALIDE QUELLE MINIME GARANZIE OTTENUTE PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA’ NEL NOSTRO PAESE.

    Il decreto per la Rete Natura 2000 che il Ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio ha redatto,

    tutela in particolare le Zone di Protezione Speciale ( ZPS ) dall’impatto devastante delle strutture eoliche.

    Le ZPS sono quelle aree volute dalla Comunità Europea per salvaguardare gli uccelli, il loro habitat e i loro corridoi di migrazione. Le torri eoliche costituiscono un grave rischio per mantenere in quelle zone l’attuale biodiversità già messa in crisi sia da interventi abusivi che da progetti pubblici non compatibili.

    Purtroppo il decreto non tutela in tal modo le migliaia di aree SIC ( Siti d’Interesse Comunitario ) anch’esse essenziali per applicare le direttive europee ed internazionali.

    Appaiono inaccettabili la dichiarazioni di oggi della Legambiente e di Greenpeace che, di fatto, danno appoggio a quelle lobby degli impianti eolici che da anni tolgono spazio e finanziamenti all’utilizzo del solare che nel nostro paese è vergognosamente in ritardo.

    Perché poi opporsi all’applicazione della Valutazione d’Impatto Ambientale per gli impianti eolici quando invece in Europa questo procedimento permette, oltre ad opportune e necessarie verifiche, l’informazione e la partecipazione del cittadini ? –

    ITALIA NOSTRA chiede al Ministro di non arretrare rispetto alle norme già decise sperando che in un futuro prossimo si possa tutelare ancora di più il nostro paesaggio e il nostro ambiente naturale.

    Per informazioni – Consigliere nazionali: Mirella Belvisi cell. 338.1137155 – Maria Rita Signorini cell. 334.1162259

    Comitato nazionale per il Paesaggio (CNP): no all’eolico selvaggio e speculativo

    In merito alla polemica sull’istallazione delle torri eoliche tra Ministero dell’Ambiente e le Associazioni ambientaliste Greenpeace e Legambiente Carlo Ripa di Meana, Presidente del CNP, ha dichiarato:

    “Mai avremmo creduto di trovare un giorno alcune associazioni ambientaliste sdraiate sulla linea dell’eolico selvaggio invocato da imprenditori buttacemento e sfasciamontagne, né mai avremmo pensato che lo sfruttamento dell’energia eolica, salutata all’inizio con favore, si potesse trasformare nel grimaldello per distruggere quel che resta del paesaggio e della fauna italiani, per di più con una vacua retorica ecologista.

    Ha fatto più che bene il Ministro dell’ambiente ad escludere l’eolico dalle Aree Protette e ad assoggettarlo alla VIA nazionale, se consideriamo i dati infiniti sulla distruzione dell’avifauna prodotta da pale che hanno un diametro di oltre 100 metri (un campo di pallone che gira) con velocità di punta di 300km orari e se consideriamo che in alcune regioni la VIA consiste in una firma di un funzionario regionale su un foglio, senza che nemmeno abbia visitato il sito e senza che abbia verificato i dati sul vento.

    Greenpeace ed in particolare Legambiente, non hanno mai richiesto con altrettanta forza le Linee guida per l’inserimento nel paesaggio degli impianti eolici, previste per legge ma che attendiamo da 4 anni; non hanno mai fatto rispettare agli industriali eolici gli Accordi pomposamente sottoscritti da entrambe, ma non verificati sul campo; non hanno mai impedito agli speculatori di seminare impianti dove non c’è vento (tanto ci sono incentivi più che abbondanti); non hanno mai impedito agli industriali di secretare o gonfiare i dati sulla ventosità dei siti.

    Greenpeace e Legambiente sono responsabili di aver utilizzato una doppia morale in base alla quale si fa la guerra a strade e tralicci elettrici, ma non quando, anche se devastanti, servono un impianto eolico; sono responsabili di avere appoggiato, nel Paese del sole ed in palese violazione della teoria dello sviluppo sostenibile, l’eolico e i suoi industriali, piuttosto che il solare e la microgenerazione, anche eolica, diffusa tra i cittadini e quindi democratica.

    Non a caso nelle regioni meridionali, le più bersagliate dalle richieste di installare impianti eolici, si parla di “eolomafie”, non a caso l’eolico prospera in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

    Chiedo a tutti i parlamentari di buona volontà di sottoscrivere la documentatissima mozione presentata alla Camera dalla Rosa nel Pugno nella quale si chiede al Governo di regolare l’istallazione degli impianti con criteri nazionali uniformi e rispettando i principi di economicità, reale produttività, tutela della fauna e del paesaggio.

    Associazione Italiana per la Wilderness
    Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con Decreto 28 dicembre 2004 – G.U. n. 53 – 5 marzo 2005

    COMUNICATO STAMPA

    SUI DECRETI LIMITATIVI AI PROGETTI EOLICI

    E’ con estremo piacere e soddisfazione che la scrivente Associazione ha appreso dell’avvenuta approvazione, da parte del recente Consiglio dei Ministri, di uno “Schema di decreto legislativo correttivo del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale” che obbliga la Valutazione di Impatto Ambientale nazionale per gli impianti eolici per la produzione di energia elettrica con potenza di concessione pari o superiore a 20 MW.

    Questa scelta dimostra come il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio abbia a cura non solamente la produzione di energia “ecologica”, ma anche la difesa dell’ambiente naturale e del paesaggio, in quanto impianti di grandi dimensioni hanno un effetto impattante di estrema rilevanza, per cui non si possono delegare le Regioni e le Province a stabilire quali e quanti effetti, diretti ed indiretti, essi possono avere su ambiente, paesaggio, fauna e flora che appartengono al patrimonio nazionale.

    Soddisfazione si esprime anche per il decreto legge del 16 agosto scorso, con il quale il Ministro vieta in modo assoluto la realizzazione di centrali eoliche nell’ambito della Zone di Protezione Speciale, o ZPS, delimitate e riconosciute ai sensi della Direttiva Habitat dell’Unione Europea allo scopo di preservare la biodivesità. Ed anzi, l’auspicio della scrivente Associazione è che anche i Siti di Importanza Comunitaria (o Siti di Conservazione Speciale, come sono stati oggi riformati) debbano venire a godere dello stesso divieto, in quanto anch’essi hanno lo stessa funzione delle ZPS, ed è veramente assurdo che in tali aree possano essere installate centrali eoliche che per le loro dimensioni arrecano danni irreversibili agli habitat della fauna, oltre che sfregiarle paesaggisticamente.

    Murialdo, 6 Ottobre 2007 IL SEGRETARIO GENERALE

    F.to Franco Zunino

    ENERGIA. EOLICO, BERNARDINI (RADICALI): BENE DECRETI MINISTERO AMBIENTE “PRETESTUOSI
    GLI ATTACCHI DI LEGAMBIENTE E CONFINDUSTRIA”. (DIRE) Roma, 6 ott. – I
    recenti decreti del ministero dell’Ambiente finalizzati a vietare
    l’installazione di impianti eolici industriali nelle aree classificate come
    Zps (Zone di protezione speciale) e a sottoporre a Via obbligatoria ogni
    centrale eolica di potenza nominale superiore a 20 MegaWatt rappresentano un
    primo minimo passo positivo nella direzione di una indispensabile
    regolamentazione dell’eolico industriale in grado di evitare gli impatti
    paesaggistici e ambientali piu’ pesanti che tali giganteschi impianti spesso
    determinano”. Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale dei Radicali
    italiani Rita Bernardini. Peraltro, da tempo, in Italia, aggiunge
    Bernardini, “la corsa all’eolico, in assenza di forti e chiare regole, ha
    assunto le fattezze di una sfacciata e selvaggia speculazione alimentata da
    generosissimi, ed ingiustificati, incentivi economici (i Certificati
    verdi)”. La conseguenza di questa situazione, prosegue il presidente dei
    Radicali, “e’ la devastazione paesaggistica di intere aree del paese, come
    quelle che si estendono tra le Province di Benevento, Avellino e Foggia”.
    Per questo, conclude, “gli attacchi di Legambiente, Greenpeace e
    Confindustria a tali provvedimenti sono, quindi, a mio parere, del tutto
    pretestuosi”./ Dire) 13:46 06-10-07

  24. Grisù dice:

    ora che ulteriori informazioni sono state fornite, mi chiedo se BLOGEKO riuscirà a fornire un parere completo o per lo meno imparziale, come ho sempre dato x scontato fin ora, prima di vedere questo articolo ALLUCINANTE!

  25. Sergio dice:

    Per Tireo e tutti coloro i quali sono contrari senza se e senza ma a qualsiasi tipo di impianto rinnovabile.
    Sicuramente la produzione di energia da fonti rinnovabili è maggiormente costosa
    rispetto alle fonti Tradizionali.
    Seguendo questo ragionamento dovremmo privilegiare la produzione di energia
    mediante Gas, nucleare e Carbone.
    Il Maggior costo delle fonti rinnovabili sconta la minore economia di scala,
    ed i costi di produzione ancora troppo elevati.
    C’è però da evidenziare un dato
    fondamentale, i costi tendono a
    diminuire, e la tecnologia a
    migliorarsi, i costi dei pannelli solari, delle pale eoliche, dei digestori anaerobici degli impiantiche sfruttano le maree,tra venti anni saranno sicuramente inferiori,
    e concorrenziali con i costi delle fonti fossili e questo la motivazione per cui il sistema economico internazionale,
    tende a dare aiuti in tal senso, e bada bene non è un discorso altruistico ,
    ma bensì egoistico, gli stati
    sanno che tra XX anni il petrolio sara scarsamente disponibile, mentre la richiesta energetica crescerà,
    così ciò che oggi è una nicchia di mercato , tenderà ad avere sempre Maggior peso.
    I profitti e le opportunità di Business servono a stimolare la creatività, e le opportunità.
    Quanto Al paesaggio,……………..
    Girando per un qualsiasi Paese o Città del sud
    si vedono degli obrobri che disgustano
    persino me che sono Ingegnere, d
    iscariche abusive nelle nostre campagne, ruderi in uno stato di fatiscenza impressionante,
    Costruzioni non terminate abberranti,
    nessun tipo di stile architettonico e
    logica cstruttiva,
    edifici composti da mura di tufo, e tetti di lamiera e l’unica cosa che si riesce a guardare è la pala eolica il pannello solare
    o altro.
    Perche gli uffici tecnici comunali ,
    in nome del aspetto architettonico non
    fanno demolire quelle costruzioni dato
    che nella maggior parte dei casi sono
    abusive, e non rispettano gli
    standard di igene e di sicurezza?

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  44. francesco dice:

    l’eolico fa schifo. deturpa il paesaggio ed il territorio in modo certo e produce energia in modo incerto a prezzo molto alto. si può dire? è una mega truffa. è stato dimostrato scientificamente. lo sapete o non lo sapete? mi sbaglio io?

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