Attenzione! Tra qualche giorno l'url di Blogeko diventerà www.blogeko.it
Clicca qui per aggiungere il nuovo indirizzo ai tuoi preferiti ed essere sicuro di trovarci!!
Manipolare il clima, un altro tentativo

Nessuno che si preoccupi? Proprio nessuno nessuno? Ho trovato un’altra compagnia che manipola il clima e gioca al “Piccolo chimico” con gli oceani, più o meno come la Planktos di cui parlavo ieri. Per contrastare il riscaldamento globale, l’Ocean Nourishment Corporation ha versato una tonnellata di urea nel mare fra le Filippine e la Malaysia.
Come la Planktos, versando sostanze chimiche in mare l’Ocean Nourishment Corporation vuole stimolare una “fioritura” di fitoplancton il quale, esattamente come gli alberi, assorbe l’anidride carbonica, cioè il gas dell’effetto serra che pompiamo nell’atmosfera bruciando combustibili fossili. E come la Planktos anche l’Ocean Nourishment Corporation si finanzia con i soldi che le aziende versano per compensare gli effetti negativi delle loro attività sul riscaldamento globale. Il Governo filippino ha avviato un’indagine sulla tonnellata di urea scaricata in mare; l’Ocean Nourishment Corporation comunque ha in progetto di versarne nell’oceano altre 500 tonnellate. Da profana di biochimica e affini, mi limito a notare che l’urea è a base di azoto, e che proprio l’azoto causa l’eutrofizzazione. A mio parere, e per quel che vale, l’urea non è una gran bella idea, insomma. E più in generale non è assolutamente una bella idea – l’ho già scritto – innescare negli oceani dei processi di cui in realtà non conosciamo gli effetti. Su un’altra cosa, però, vorrei soffermarmi. Le fonti in inglese a proposito degli esperimenti con ferro e urea nei mari – in italiano non ho trovato nulla – sono propense a non soffermarsi troppo sugli eventuali effetti collaterali. Guardate qui: in sostanza, si dice, non ci restano che metodi come questi per contrastare il riscaldamento globale, perchè tutto il resto l’abbiamo già fatto. Cosa? A me proprio non pare. Foto.
da maria
Ultimo commento:
di Aldo il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







novembre 10th, 2007 at 15:04
Ma questi signori scienziati non hanno pensato che l’ammoniaca e il ferro favoriscono sì la crescita di alghe e altre piante ma stecchiscono tutte le altre forme di vita? Ammesso e non concesso che si riesca a trovare una zona negli oceani “sacrificabile”, come possono essere certi che le sostanze che gentilmente vi scaricano non finiscano da tutt’altra parte?
Per non parlare del fatto che le alghe sì producono ossigeno di giorno, ma di notte respirano rilasciando anidride carbonica con conseguente sbalzo del ph. La zona “infestata” di giorno diventerebbe satura d’ossigeno mentre di notte l’opposto, soffocando pesci e coralli.
Bell’affare.
novembre 10th, 2007 at 22:11
A me questo proliferare di sperimentazioni eccentriche (e potenzialmente pericolose) fa tornare in mente la questione delle scie degli aerei, che alcuni ipotizzano possano essere “chimiche” ed avere a che fare con tentativi di controllo del clima. Rimango scettico, ma un altro tassello si aggiunge al disegno. O no?