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I dieci comandamenti del mangiar sano
Mi piace molto la Magna Charta del mangiar sano e rispettoso dell’ambiente realizzata da Aiab e Carta in vista della prima Festa nazionale del Biologico che si svolgerà dal 13 al 15 luglio a Grottammare, nelle Marche. Tra i dieci comandamenti ecco quelli che preferisco: naturalmente il primo, ovvero scegli i prodotti biologici; poi il terzo, scegli i prodotti di stagione, produrre cibo secondo i cicli naturali e senza forzature riduce l’impatto produttivo degli alimenti sull’ambiente; poi ancora il quarto, scegli i prodotti che risparmiano acqua e energia, la produzione del cibo deve essere fatta tenendo in debito conto non solo parametri economici, ma anche il corretto uso delle risorse; e infine il sesto, riduci i chilometri dal luogo di produzione a quello di consumo, il trasporto del cibo ne riduce la qualità e ha un pesante impatto sull’ambiente. Per una lettura completa dei dieci comandamenti vi rimando all’articolo di Greenplanet. Amen. Foto Flickr.
da emiliano
Ultimo commento:
di il 01/1/70
anche perché visti i grandi interessi che ruotano...
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giugno 19th, 2007 at 18:25
Suggerisco a tutti la lettura di questo articolo di Roberto Vacca:
http://www.ilcrocevia.net/cultura67.html
giugno 19th, 2007 at 18:46
secondo me internet dà la possibilità a troppa gente di aprire bocca e dargli fiato
Roberto Vacca non spiega nessuna delle sue affermazioni
la polemica di cui parla è vecchia e personalmente poco credibile
leggi questo articolo di Greenplanet (fazioso per fazioso)
inoltre, pur non essendo vero che il biologico diminuisce la produttività dei terreni, ne lascia almeno inalterata la fertilità, la loro e quella degli ecosistemi
inoltre mi sembra una sconfitta in partenza citare a sostegno delle proprie tesi Norman Borlaug, l’agronomo che ricevette nel 1970 il Premio Nobel per la Pace per aver iniziato e affermato la rivoluzione verde
la rivoluzione verde è stata un fallimento, non è stata una rivoluzione, ma un involuzione che ci ha portato allo stato in cui siamo oggi
qualunque persona sana di mente se ne può accorgere
rimane che ognuno può consumare ciò che vuole
io, personalmente, mangio biologico e non nessun Roberto Vacca mi farà cambiare idea
anche perché c’è di mezzo pure la salute, che è un fattore da non sottovalutare
ciao!
giugno 20th, 2007 at 10:40
Senti, se vuoi “credere” nel biologico, fai pure. Se vuoi “capire”, leggi qui:
I prodotti biologici sono i peggiori in commercio, dal punto di vista della sicurezza
alimentare. Bruce Ames, tossicologo di fama mondiale, direttore del centro di salute ambientale a Berkeley e membro dell’Accademia nazionale americana delle scienze, è stato l’inventore
di un test – che da lui prende il nome – per individuare la presenza di sostanze mutagene. Ebbene, il test di Ames ha provato che il 50% delle sostanze di sintesi è cancerogeno, nel senso che su circa 500 sostanze sintetiche esaminate e somministrate a cavie con la massima dose tollerabile, circa la metà è risultata positiva al test. Sennonché, lo stesso test, eseguito con sostanze naturalmente presenti nei prodotti alimentari che comunemente ingeriamo, ha rivelato che anche tra queste
sostanze il 50% è cancerogeno. In ordine alfabetico, dall’aglio e dall’albicocca, passando per la lattuga e il mais, sino alla soia e all’uva, sono centinaia i prodotti che contengono altrettanti cancerogeni naturali.
Quindi, “naturale” non è meglio di “sintetico”. Ma qual è la percentuale relativa di cancerogeni naturali e di cancerogeni di sintesi che tutti noi abitualmente ingeriamo? La risposta ce la conferma lo stesso Ames: il 99,99% delle sostanze potenzialmente tossiche che ingeriamo è già naturalmente presente nel cibo, e solo lo 0,01% è di provenienza sintetica. Ho precisato “potenzialmente” perché la tossicità di una sostanza è stata determinata somministrandola a cavie in dosi vicine a quella massima tollerabile (oltre la quale le povere bestie morirebbero avvelenate). In pratica, di quelle sostanze ne ingeriamo dosi migliaia o anche milioni di volte inferiori di quelle che sono risultate dannose ai topi. E quelle naturali sono centomila volte più abbondanti di quelle che rimangono nei cibi trattati con i fitofarmaci di sintesi.
Ma le piante non possono fare a meno di fitofarmaci. Se non glieli somministra l’uomo in quantità controllate, la pianta se lo produce da sé il proprio fitofarmaco naturale e, a questo scopo, non usacerto riguardi verso chi poi se la mangerà. È il caso di una varietà di sedano biologico che induceva eczemi alla pelle dei coltivatori e dei commercianti che lo maneggiavano in gran quantità: il sedano, per difendersi da insetti parassiti, aveva decuplicato la produzione di psolareni, molecole con azione irritante; e anche cancerogena, visto che si legano irreversibilmente al Dna, favorendo le mutazioni. Ed è il caso di una patata biologica, rapidamente tolta dal mercato: per analoghe ragioni, aveva più che decuplicato la produzione di solanina, risultando, anche se cotta, tossica ai bambini delle scuole le cui mense erano rifornite con cibo biologico. Ed è il caso dell’abnorme aumento di aflatossine – pericolosi cancerogeni – riscontrato in varietà agricole non trattate con fungicidi.
giugno 20th, 2007 at 10:55
che intendi se vuoi capire? credi forse che trovare un tossicologo di fama mondiale a sostegno di una tesi comporti la necessità di capire? anche Zichichi è uno scienziati di fama mondiale ma quando parla di nucleare è un perfetto i*****lle
perché mi dirai?
forse ha degli interessi per farti vedere il bicchiere mezzo vuoto invece che mezzo pieno?
non lo so, sta di fatto che lo è
oggigiorno chiunque può trovare un tossicologo di fama mondiale a sostegno di una tesi e della sua antitesi
la scienza in molti casi lavora su commissione, sia per il biologico che contro di esso
di scienza indipendente ne esiste veramente poca, nalla maggior parte dei casi chi commissiona lo studio ti dice: “trova degli aspetti negativi e trasformali negli aspetti negativi” o il contrario
potrei portarti a sostegno di quello che dico milioni di esempi ma credo che non serva
penso che stia al buon senso di ognuno capire
nessuno condanna i fitofarmaci, ma la condanna è nei confronti di un’agricoltura aggressiva che ha generato solo danni nei confronti delle popolazioni e dei loro ecosistemi
per il resto ognuno creda a ciò che vuole
non sarò io a farti cambiare idea
rispetto le tue idee e ti saluto cordialemente
ciao!
giugno 20th, 2007 at 11:19
Guarda che non è quesitone di rispettarsi, ma di sapere e di comprendere.
Io parto dal presupposto che tu mi puoi insegnare qualcosa, così come altri.
La scritta “Bio” davanti ad un oggetto ci piace e ci fa sentire sicuri, e questo chi vende i prodotti lo sa, e magari ci lucra sopra.
Se uno scienziato mi dice che non è tutto oro quel che luce, io dico “accidenti, non lo sapevo”. Approfondiamo.
Altrimenti diventa una religione: masismo rispetto, ma non do da mangiare a mio figlio una cosa solo perché ho la convinizone che sia buona.
Anche io ti saluto cordialmente.
giugno 20th, 2007 at 11:48
lucrare… guadagnare mi sembra più corretto
anche perché visti i grandi interessi che ruotano intorno al mercato agroalimentare gestito dalle multinazionali, parlare di lucro per le piccole realtà (in Italia per la maggior parte è così) che operano nel biologico mi sembra eccessivo
sul fatto di non fidarsi a propri secondo me è sempre bene, ma il fatto che tu dici “lo ha detto uno scienziato” forse non mi sorprende perché mi capita periodicamente di sentire che qualche scienziato dica cose del genere
succede con il bio, con l’eolico, con il solare, con il nucleare, con le biomasse ecc. ecc.
comunque hai detto bene, non è tutto oro quel che luccica, vale per tutto, ma ce ne passa dal dire questo e dire che è tutta una m**da
ciao!