Attenzione! Tra qualche giorno l'url di Blogeko diventerà www.blogeko.it
Clicca qui per aggiungere il nuovo indirizzo ai tuoi preferiti ed essere sicuro di trovarci!!
Succhi di frutta virtuali
Nel 1961 i parlamentari idearono una legge il cui nome era tutto un programma: “Disciplina delle bevande analcoliche vendute con denominazioni di fantasia”. Per capirci, se una bevanda si chiamava aranciata o lemonsoda, “pescatella” o “perotta” doveva essere fatta con almeno il 12% del prodotto dal quale prendeva il nome. E ancora di più se sull’etichetta o sull’esterno della confezione erano riprodotti fotograficamente, o con disegni, i vari frutti. Fin qui tutto abbastanza bene. Ma che ti va ad inventare la comunità europea? Una nuova direttiva che, prontamente recepita dal nostro governo con un nuovo disegno di legge (articolo 9), prevede l’abrogazione della legge del 1961, liberando così i produttori dall’obbligatorietà di usare la frutta per fare i succhi di frutta. Vale a dire che se i nostri parlamentari non si opporranno a tale insulsaggine europea si dovrà stare molto attenti a quello che si ordina al bar o a quel che si compra nei supermercati, specie quando si acquistano i succhi di frutta per i bambini. Potrebbero contenere solo acqua, zucchero, coloranti e qualche essenza aromatica sintetica. Per fortuna c’è anche chi rema contro. Leggi Frutta nei distributori a km zero. Foto Flickr.
Visualizza / Lascia un commento







marzo 9th, 2007 at 12:11
Tanto va sempre così, parli di rinnovabili e ci infilano a forza il nucleare…. non è bastato un secolo di dipendenza dal petrolio eh? Secondo me, a questo punto, possiamo ritenerli tutti dei beoti ritardati. Sbaglio o una volta si cercava di essere il più possibile autosufficienti per i bisogni primari???
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue/intesa-vicina-clima/intesa-vicina-clima.html
marzo 9th, 2007 at 15:56
no comment