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Il mal di stomaco e l’inverno nucleare
Una guerra nucleare limitata, su scala regionale, non è proprio l’argomento migliore per esercitare l’ironia. Però l’alternativa sarebbe far venire il mal di stomaco ai lettori: e allora comincerò dal fatto che essa sarebbe un radicale antidoto al global warming. Perfino un filino troppo radicale, direi. Un articolo su Science, che purtroppo necessita di sottoscrizione, analizza i costi umani e planetari di un ipotetico conflitto fra nani nucleari: mica lo scontro fra i due titani, Usa e Urss, ai tempi della guerra fredda, solo una robettina che impegni l’0,3% dell’arsenale nucleare mondiale. Un riassunto è disponibile, in francese, su Libération.
Dunque: l’utilizzo di un centinaio soltanto di armi nucleari rilascerebbe nell’atmosfera e nella stratosfera 1-5 milioni di tonnellate di ceneri, con un effetto paragonabile a quello delle peggiori eruzioni vulcaniche che la storia ricordi. Per una dozzina d’anni il sole e il calore giungerebbero sulla terra come schermati, la produzione agricola crollerebbe e la fame si aggiungerebbe al conto dei morti. Già , i morti: 7 milioni in un ipotetico conflitto fra Egitto e Israele, 16 milioni fra Cina e Giappone, 14 milioni fra Francia e Iran. Proprio l’Iran contro il quale gli Stati Uniti, si dice, stanno pianificando un attacco nucleare perchè si è a sua volta dotato, o sta dotandosi, di armi nucleari. Armi nucleari che gli Stati Uniti possiedono peraltro a bizzeffe, e anzi: proprio in questi giorni gli stanno facendo il restyling. Spero che questo post non abbia fatto venire il mal di stomaco a nessuno, ma consiglio di tenere comunque a portata di mano qualcosa per curarselo. Visti i tempi che corrono, potrebbe essercene bisogno. Leggi: Riga e i missili balistici della Nato, la Corea del Nord e il trattato fantoccio.
da maria
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