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Fotovoltaico, un futuro più economico
Nell’arco di cinque anni il solare fotovoltaico sarà abbastanza economico da competere con i prezzi dei combustibili fossili, e nell’arco di dieci anni il prezzo delle celle solari potrebbe scendere talmente tanto, da portare il prezzo del solare a circa la metà di quello del petrolio, del carbone, del gas e del nucleare. Lo scrive Uk Telegraph facendo riferimento a uno tecnologia di cui ho parlato molte volte su Blogeko: i pannelli a film sottile di rame, gallio, selenio e indio (CIGS). Naturalmente l’ipotesi è credibile se si pensa che alla fine degli anni Settanta il costo dell’energia solare era di 100 dollari per watt mentre oggi il prezzo si aggira sui 3-4 dollari. L’opinione degli esperti è che nel giro di pochi anni il prezzo scenderà sotto 1 dollaro per watt, più o meno il prezzo attuale dell’energia prodotta dal carbone.
Le celle solari in film sottile infatti, hanno uno spessore di appena un micron, circa 200-300 volte inferiore rispetto alle normali celle solari, e richiedono una quantità di materiale estremamente ridotta. Il problema principale, allo stato attuale, è l’efficienza energetica, che, per le CIGS, è ancora molto al di sotto degli standard in commercio.
Sono certamente d’accordo sul fatto che il futuro del fotovoltaico e dell’energia in genere sia rappresentato dal film sottile, ma mi chiedo, riprendendo una riflessione di Ecogeek, perché puntare su materiali relativamente rari come l’indio e il gallio e non sul silicio, un elemento estremamente diffuso sul nostro pianeta? Per un approfondimento leggi Uk Telegraph.
da emiliano
Ultimo commento:
di Manuel Sampellegrini il 01/1/70
Quello che sostiene il tuo amico è solo in parte corretto, pe...
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marzo 1st, 2007 at 14:20
Il fatto che si stia facendo ricerca sulla tecnologia CIGS non significa naturalmente che si sia abbandonata la ricerca sul silicio, che continua a tutt’oggi ad essere il materiale principale con cui vengono fatte le celle solari.
Rimane comunque il problema fondamentale dei thin film di silicio: l’adesione. Sostanzialmente lo strato di silicio lo puoi far crescere e rimanere attaccato a pochissimi materiali, sostanzialmente silicio stesso, il suo ossido e il suo nitruro.
I CIGS thin films, invece, li puoi attaccare a dei fogli flessibili di polimeri.
marzo 1st, 2007 at 15:06
no, certo, è chiaro che la ricerca sul silicio va avanti, era solo una riflessione
credo che allo stato attuale delle cose le possibilità da vagliare siano ancora molte per quel che riguarda le rinnovabili, ma credo che entro breve tempo la gamma si restringerà e si focalizzerà l’attenzione su quelle tecnologie che si presentano più efficienti, e più convenienti dal punto di vista economico
e sono sicuro che il film sottile rappresenti una delle possibilità più concrete di guardare al futuro energetico
ciao
marzo 5th, 2007 at 23:40
ma dell’uso dei polimeri non se ne parla già più? Era solo un’illusione o forse non c’è abbastanza guadagno?
marzo 6th, 2007 at 15:00
Il problema dei polimeri fotovoltaici è l’efficienza, che nonostante gli sforzi rimane sempre sotto il 5%.
Ma anche in questo campo la ricerca continua…
marzo 31st, 2007 at 16:55
Ho intenzione di installare dei pannelli fotovoltaici dul terrazzo di casa. Un mio amico mi ha però riferito che se andiamo ad anlizzare il bilancio energetico dei pannelli, questo è negativo.
Si consuma cioè più energia di quella che lo stesso pannello è in grado di fornirci nel corso dela sua vita. Ci sarebbe qualcuno in grado di darmi maggiori informazioni in merito ? Portandomi se possibile dei numeri.
gennaio 26th, 2009 at 17:47
Ciao Tommaso e un saluto a tutti.
Quello che sostiene il tuo amico è solo in parte corretto, per non dire errato.
La tecnologia fotovoltaica in se, allo stato attuale delle cose, non garantisce un risparmio concreto, ma è meglio dire consistente, a meno che non accompagnata dal cosidetto “Conto energia”, basato sull’ incentivazione alla PRODUZIONE di energia.
Un campo fotovoltaico ha una durata di 25 anni nella media, periodo nel quale l’ impianto senza incentivi viene ammortizzato, ma senza reale vantaggio.
Usufruendo invece del “Conto Enrgia” e dello scambio alla pari, l’ energia che verrà consumata sarà ritribuita dal Gestore.
In questo modo oltre ad avere un mero risparmio sulla bolletta dovuta all’ autoproduzione si avrà anche un “guadagno” dato dalla retribuzione ad opera del gestore.
Ovviamente questo dicorso vale per gli impianti “Grid Connected” e non per gli “Stand Alone” in quanto questi ultimi non sono collegati alla rete.
I tempi di ammortamento dell’ impianto si abbattono esponenzialmente, arrivando a circa 11-13 anni. Passato questo periodo avremo un duplice vantaggio:
-risparmio in bolletta dovuto alla presenza dei moduli e dell’ impianto fotovoltaico.
-retribuzione da parte del Gestore, che consentirà un guadagno tale da consentirci il rinnovo dell’ impianto quando questo perderà la sua efficenza.
Spero di esserti stato utile e sopratutto chiaro
Manuel Sampellegrini
Cell. 3398370949