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Inquinamento, la Cina batte gli Usa
Il sorpasso è avvenuto. E’ ufficialmente accertato che nel 2006 è stata la Cina, e non più gli Stati Uniti, il massimo inquinatore planetario. Un’agenzia olandese, la Netherlands Environmental Assessment Agency, ha appena aggiornato i calcoli sulle emissioni di anidride carbonica – il principale gas dell’effetto serra – nel mondo intero: nel 2005, le emissioni della Cina erano ancora inferiori del 2% a quelle degli Usa; l’anno successivo le hanno superate dell’8%. E comunque, a scorrere le cifre, c’è poco da stare allegri: su scala globale, i gas serra nell’atmosfera sono aumentati del 2,6%. Sottolineo che il massimo contributo alla febbre del pianeta Terra viene proprio da due Paesi che, in nome dello sviluppo economico, rifiutano di porre qualsiasi freno alle emissioni. Però una cosa non mi convince. La Cina – qui le sue più recenti posizioni ufficiali in materia di riduzione dei gas serra – non si assoggetta a restrizioni perchè dice di essere un Paese in via di sviluppo. Non sarà mica ora di cominciare a considerarlo un Paese sviluppato? Approfondimenti: un articolo del Guardian.
da maria
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giugno 20th, 2007 at 18:35
secondo me è sicuramente ancora in via di sviluppo ma questa “via” che si sta intraprendendo da moltissimi vantaggi per la loro economia e moltissimi svantaggi per il loro e il nostro ambiente… quindi nonostante sia un paese in via di sviluppo dovrebbe darsi in una regolata in termini di clima…
giugno 22nd, 2007 at 10:59
Premetto che non mi reputo un “Filoamericano”
ma non sarebbe il caso di iniziare a manifestare anche contro la cina piuttosto che accanirsi solo ed esclusivamente sul NON santo Bush?
Tra parentesi è ormai da troppo tempo che non sento alcuna importante protesta in favore dei diritti umani della repubblica popolare cinese? forse che si sia risolta tale questione? Dobbiamo protestare per partito preso solo contro gli USA?
giugno 22nd, 2007 at 11:17
Daccordo con te Daniele.
E’ inutile accanirsi contro “un solo cattivo”.
La Cina, come dice Emiliano, con l’alibi del paese in via di sviluppo, mette le mani avanti su qualunque decisione internazionalmente impopolare.
O si inizia a pensare che le sorti del Pianeta sono nelle mani di tutti (utopico e romantico forse) oppure rischiamo di rendere inutili, in termini di numeri globali, qualunque intervento “locale”.
Il fatto che un popolo sia in via di sviluppo non lo preserva da una forma di responsabilità che ormai è sotto gli occhi di tutti.
giugno 22nd, 2007 at 12:10
Bonjour a tout le monde…penso che ormai sia giunto il momento di fermarsi a riflettere un po’, non credete? la Cina un paese ancora in via di sviluppo? prima o poi diventerà una delle grandi potenze mondiali? sveglia gente, direi che il guado si già stato saltato, non credete anche voi?..al di là delle posizioni nonchè informazioni ufficiali che offuscano le nostre menti, la grande macchina cinese è già pronta da tempo…quanto al resto, condivido le posizioni di Daniele e di Davide…ho sempre detestetato l’antiamericanismo per partito preso che va tanto di moda nella sinistra radicale ed è vanto di coloro che si ritengono no global e poi bevono coca cola e mangiano al Mc..
giugno 22nd, 2007 at 12:32
Ciao Violet,
non posso far altro che unirmi alla tua forma di “intolleranza” verso coloro che predicano male e razzolano ancor peggio…
per quanto riguarda l’ accezione “paese in via di sviluppo”, bhe credo sia improprio asserire che la Cina sia un paese già sviluppato.
Tralascio ovviamente il fattore Diritti Umani, perché credo, ad oggi non si possa ancora parlare di Tutela dei diritti fondamentali dell’ uomo in questo paese ad oggi.
Un paese di un milione e centomila abitanti, , che deve applicare delle politiche di restrizione demografica, con un tasso di crescita pari al 9% annuo che vede ancora nell’a agricoltura una delle sue fonti principali di sostentamento, che è terra di conquista per tutti mercati stranieri, che vede il ritorno, quindi un immigrazione al contrario, di alcune categorie di individui che avevano caratterizzato un processo di emigrazione di scala mondiale, in cui il mercato potenziale di riferimento è individuato su 100 milioni di persone (un enormità ma pur sempre un decimo della popolazione totale) perché il restante è sotto la soglia di povertà …bhe si secondo me questo è ancora un paese in via di sviluppo…
Ovviamente sono d’accordo con tutti voi, sul fatto che tale sviluppo, in alcuni momenti cannibalesco, non giustifichi la sopraffazione di alcuni valori, purtroppo non ancora da tutti condivisi, quali l’ inquinamento ambientale, i diritti umani, ed un commercio ethico sostenibile
febbraio 3rd, 2008 at 20:01
perke non mandiamo a fanculo la cina?