Clima

Effetto serra, la carne è peggio dei Suv

E’ giusto avere consapevolezza delle proprie azioni. E dunque sappiate che mangiare un chilo di carne vuol dire immettere nell’atmosfera tanta anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – quanta se ne produce guidando per tre ore un Suv e lasciando nel frattempo tutte le luci di casa accese. E’ l’anticipazione, fornita da Veganitalia, di uno studio giapponese che sarà pubblicato sul prossimo numero di News Scientist. Insomma, la carne ha un’impronta ecologica pesantissima. Però, incredibilmente, questo non riesce ad entrare nel sentire comune.

Per nutrire gli animali da carne si sottraggono enormi estensioni di terreno agricolo ed enormi quantità di acqua alla produzione di cibo per gli uomini. Ma di questo lo studio giapponese non si occupa: spiega invece che per confezionare e trasportare la dose di mangime servita quotidianamente ad un solo animale ci vuole una quantità di energia pari a quella utilizzata per tenere accesa una lampadina da 100 watt per la durata di 20 giorni. In più il sistema digestivo del bestiame rilascia ciclopiche quantità di metano, che è un gas serra 23 volte più potente dell’anidride carbonica. A conti fatti, e “traducendo” questo metano nell’equivalente anidride carbonica, per ogni chilo di carne che consumiamo entrano in atmosfera 36,4 chili di anidride carbonica. Giudicate voi se è il caso di dare un simile schiaffo al clima e pianeta solo per il gusto di addentare un arrosto anzichè un piatto di lenticchie o di ceci. Leggi L’impatto della carne.

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lug  07
19
alle 05:56
da maria

Ultimo commento:

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16 Commenti to “Effetto serra, la carne è peggio dei Suv”

  1. z@f dice:

    E le flatulenze umane dove le mettiamo? Non produco inquinamento atmosferico anche quelle?
    Povere bestie non possiamo/possono nemmeno più liberarci/si dalle proprie incombenze gastriche!
    Ma dai su non esageriamo!!!
    Forse basterebbe non prendere la macchina per arrivare alla macelleria (magari dietro l’angolo), che dite?

  2. roberto dice:

    z@f è scritto, il sistema digestivo di una mucca non è paragonabile a quello di un umano. ovvio producono inquinamento anche quelle, ma pure l’espirazione, che facciamo ci suicidiamo tutti per la causa? L’allevamento intensivo è innaturale, ed ecco che salta fuori l’effetto collaterale. ora sei una persona più consapevole.
    meglio uno in più consapevole ma che non rinuncia alla carne che uno che ignora l’inquinamento che sta dietro una bistecca.
    il danno è stato fatto ed è grosso, ora cercare di risolverlo senza modificare in parte il nostro stile di vita è semplicemente assurdo. quindi che dico? no, è ridicolo paragonare una corsa mancata in macchina all’inquinamento da carne, e barattare le due cose.

  3. Barbara dice:

    Aggiungo che nessuno ci pensa perchè mangiare carne è la cosa più naturale del mondo…l’allevamento è sempre esistito, ha sollevato l’economia di molti territori e la gente ha sempre mangiato carne. Con questo riflettiamoci cmq su e magari, se proprio non potremo farne meno, preferiamo carne biologica o almeno allevata in zona.
    Tra l’altro (pongo una provocazione)quanto dovrebbe diminuire la domanda globale per incidere realmente sulla produzione intensiva di carne??

  4. Anonimo dice:

    Ciao Barbara, è vero, l’allevamento esiste da millenni e l’uomo è abituato a mangiare carne. Ma quanta? Guarda i tuoi denti, e poi guarda quella di un babbuino, che carnivoro lo è davvero. Noti qualche differenza? Non so più dove ho letto che, in base alle caratteristiche della nostra dentatura, la carne e più in generale i prodotti animali dovrebbero costituire solo il 5% della nostra alimentazione. Ma mi sembra che stiamo esagerando un tantino… Provo a cercare la fonte di questa informazione, e se la trovo magari ci faccio un post. E comunque, aggiungerei: sotto la fatidica soglia del 5%, rispetto alla scelta vegetariana entrano in gioco solo le scelte “etiche” relative agli animali. Sopra quel 5%, chi consuma carne danneggia il genere umano e il pianeta.
    Rispetto all’ultima questione che tu poni, in genere l’offerta è sensibilissima alle richieste del mercato.

  5. z@f dice:

    Volevo solo dire che ogni attività umana (fisiologica, sociale, industriale, etc etc) produce necessariamente un sua quota di inquinamento.
    Il punto è che secondo questo ragionamento, secondo me estremo e radicale, non si dovrebbe più far nulla, mangiare, spostarsi, accendere la luce, fare concerti e via discorrendo.
    Ma spiegatemi una cosa: gli ortaggi e le verdure come ci arrivano nei nostri mercati? col teletrasporto? almeno dalle parti mie ancora su 4 ruote. Allora non si dovrebbero mangiare più nemmeno vegetali?
    E la diminuizione della domanda di carne non produrrebbe un aumento di domanda per altri alimenti, come uova o latticini?
    E aridai a mangiare alla mucca.
    Punto e a capo.

  6. roberto dice:

    z@f mi sembra che tu non abbia capito la questione. l’inquinamento da carne è diviso in due: per fare 1 chilo di carne ci vogliono tot litri di acqua (non ricordo mai la cifra, è altissima, cerca qui sul blog); inoltre le mucche in allevamento intensivo ti rifilano dietro enormi quantità di metano. Ti ho già detto prima che è assurdo il tuo ragionamento “non si dovrebbe far nulla”. si cerca di fare il più possibile per ridurre l’inquinamento giusto? Scelta A: uova verdure pasta ecc inquinano con il trasporto (c’è anche l’inquinamento da macchinari ma tralasciamolo un attimo). Scelta B: carne inquina sia nel trasporto sia con il rilascio del metano da parte delle mucche. Se l’inquinamento di A è x, quello di B è x+y, tu cosa sceglieresti?

  7. z@f dice:

    Roberto, il mio “non si dovrebbe far nulla” era ironico naturalmente e tu stesso realizzi che non è possibile. Siamo daccordo.
    Tutto sto discorso però mi sembra sia solo una presuntuosa tesi (subito) appoggiata dai vegani per avvalorare la loro scelta “etica” di consumo alimentare. Opinione personale.
    Certo come dici tu, uno fa il possibile per ridurre l’impatto inquinante. Ma rifiutare la scelta B non credo cambierebbe più di tanto le cose. Mi spiego.
    Il mercato alimentare, come scritto su, è molto sensibile al variare della domanda. Se cala la domanda di carne, aumenta necessariamente quella di altri alimenti!
    E all’allevamento intensivo di bovini si sostituirebbe un’ allevamento intensivo di pollame (per le uova ad esempio) o coltivazioni intensive di vegetali e ortaggi. Non si avrebbero ugualmente delle conseguenze d’impatto ambientale? Quale può essere l’impatto percentuale dell’inquinamento “da mucca” sul totale delle emissioni nocive globali? Secondo me si sta sovrastimando il problema.
    Quello che penso francamente è che non sia questa la strada per ridurre i gas serra, le emissioni nocive e l’inquinamento.
    I problemi più pericolosi stanno altrove.

  8. roberto dice:

    Un paio di dati trovati in rete velocemente. Io non sono vegetariano, ma cerco il più possibile di ridurne il consumo

    Per produrre:

    1 caloria di soia, servono 2 calorie di combuistibili fossili

    1 caloria di latte, servono 36 calorie di combustibili fossili

    1 caloria di carne di manzo, 78 calorie di combustibili fossili

    1Kg di proteine animali ne occorrono dai 3 ai 10Kg di vegetali

    1Kg di manzo occorrono 15m3 d’acqua,

    mentre per 1Kg di grano ne bastano da 0.4 a 3m3

    Secondo i risultati preliminari, i benefici ambientali di una transizione alle proteine vegetali potrebbe ridurre di 3 o 4 volte il fabbisogno di terra ed energia e del 30 o 40% il fabbisogno di acqua e l’impatto eutrofizzante.

  9. roberto2 dice:

    per non far confusione preciso che il post precedente è scritto da un altro Roberto

  10. roberto1 dice:

    ho messo nel nome roberto1 così non facciamo confusione :D

    z@p abbiamo capito che se cala la domanda di carne, aumenterà per altri alimenti, è ovvio, e ti ho già risposto che secondo me un allevamento intensivo di pollame avrebbe comunque un impatto minore. In questa notizia si parla del metano, non di altri inquinamenti da trasporto o consumo d’acqua. Sul fronte del metano la carne perde. Così come sul fronte del consumo d’acqua pure le uova perdono, ma non è questo il luogo.
    Il metano prodotto da allevamenti è il 20% di quello mondiale: questo è un fatto non una tesi.
    E comunque, hai ragione, questa non è la strada per risolvere tutti i problemi del riscaldamento globale, questa è una stradina. E stradine sono anche quella della riduzione dei trasporti, della decrescita, del comprare prodotti locali ecc ecc. Una strada sola non esiste, sarebbe troppo facile

  11. z@f dice:

    E dire che una volta il metano ci dava una mano!!! :)

  12. Marco C dice:

    Se produrre 1 Kg di carne è inquinante come guidare un Suv per tre ore, non oso pensare quanto sia inquinante produrre un Suv :-/ Anche se posso (purtroppo) immaginarmelo.

  13. ste dice:

    Produrre carne/latte (non sono separabili, se vuoi mungere le mucche devono figliare una volta l’anno e i maschi dove li metti?) è in certe zone l’unica possibilità di produrre cibo: Montagna, collina, terreni a pascolo. Quindi attenzione a non fare la crociata contro la carne. Il problema è solo la quantità del consumo e la qualità della vita negli allevamenti…

  14. raimondo dice:

    TEOREMA:
    SE le produzioni agricole e ittiche NON fossero legate ai combustibili fossili
    sia per i carburanti
    sia per il riscaldamento
    sia per i fertilizzanti
    sia per i consumi elettrici
    ALLORA
    L’agricoltura sarebbe 100% rinnovabile e quindi a impatto zero sull’effetto serra.

  15. Francesco Brocchi dice:

    Non invertite la ricerca della verità e la scelta dello stile di vita.
    Se voi siete abituati a fare una cosa, non cercate di giustificarla in tutti i modi.
    Il consumo di carne, anche se è un’abitudine, una convenzione, non è giusto.
    Chi difende il consumo della carne e l’orrore degli allevamenti non difende la verità ma soltanto il proprio stile di vita, e a partire dal proprio stile di vita (”se lo faccio, e se i miei modelli di vita lo fanno, sarà per forza giusto”).
    Questo stile di vita che ci sta portando verso il collasso.
    Mettere nello stesso calderone vantaggi e svantaggi della tecnica significa non avere un proprio stile di vita.

  16. Proposta di legge per i menu vegetariani e vegani nelle mense. Gli onorevoli presi per la gola | Libera! Libera! dice:

    [...] La produzione di carne inquina e toglie cibo agli affamati. Però difficilmente la ristorazione collettiva offre piatti senza carne. Per svegliare la proposta di legge in letargo e accelerare il dibattito, alla Camera è stata organizzata una conferenza stampa; a seguire, il ristorante di Montecitorio ha messo a disposizione degli onorevoli un… [...]

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