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Facciamo i conti italiani dell’acqua
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Non voglio salire in cattedra e predicar consigli, tanto più in materie che ben poco conosco. Però scrivo questo post come se fosse un messaggio in una bottiglia affidata all’oceano del web perchè in qualche modo raggiunga la commissione sul clima, riunitasi all’inizio della settimana per prevenire le situazioni critiche che ancora non ci sono, ma che si verificheranno se il tempo continua ad essere matto come in questo inverno in cui si indossa il cappotto solo in omaggio al calendario.
Ebbene: a Bertolaso, capo della Protezione civile, e agli altri della commissione sul clima vorrei chiedere di tenere i conti italiani dell’acqua, ovvero: quanta ne cade e dove va a finire. Ricordo la situazione dell’estate scorsa: bacini montani pieni, Po in secca pietosa. Ricordo i tg dell’estate 2003, che al Nord fu terribile, con le immagini delle ricognizioni in elicottero sulle Alpi per verificare quali invasi montani fossero pieni – molti, mi pare – e dunque si potessero aprire. Ora ho provato invano a setacciare il sito dell’Autorità di bacino del Po per cercare numero e livello dei bacini montani che, direttamente o no, alimentano il fiume, ma non ho trovato dati, a parte alcuni della Lombardia. Non possiamo cominciare a procurarli per tempo? Stabilire chi immagazzina acqua, e in base a quale diritto? Ecco, è questo il mio messaggio, con la speranza che l’oceano del web lo porti a destinazione. Leggi L’estate inizia con l’emergenza acqua.
da maria
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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gennaio 19th, 2007 at 17:53
per sapere quanti sono i bacini montani che alimentano il Po bisogna chiedere all’ENEL
gennaio 19th, 2007 at 20:13
Ed è una stortura, secondo me: se l’Autorità di bacino ha, appunto, l’autorità sull’intero bacino del Po dovrebbe sapere quanta id=”high_1″ class=”searchterm1″>acqua c’è, quanta ancora ce ne sta e dove. Altrimenti mi chiedo come è possibile gestire per intero le magre e le piene del grande fiume.