La Cina censura i morti d’inquinamento

La Cina ha ottenuto dalla Banca Mondiale di cancellare una parte del rapporto sulle condizioni ambientali del Paese e sulle loro conseguenze: il documento è sì su Internet, ma manca la parte in cui si dice che l’aria inquinata delle città fa morire prematuramente 350-400 mila persone; altre 300 mila circa muoiono per l’inquinamento degli ambienti chiusi in cui vivono o lavorano, e 60 mila per la pessima qualità dell’acqua. Le autorità cinesi, svela il Financial Times, temevano che questi dati causassero agitazioni sociali. Ma non è difficile avere una panoramica sulla Cina inquinata.

Ad esempio, questa mappa è stata pubblicata pochi mesi fa sull’edizione inglese di Der Spiegel, accompagnata da un servizio che, pur senza fornire il numero dei morti di inquinamento, fa il punto della situazione. Nell’immagine qui sopra, le linee rosse circondano le zone in cui maggiore è l’inquinamento dell’aria e quelle nere indicano le regioni in cui il sistema idrografico è stato sconvolto da dighe e centrali idroelettriche. I punti gialli sono le città più inquinate. In bianco i ghiacciai che si sciolgono, in verde chiaro le zone soggette a deforestazione e in verde scuro le steppe da cui si originano tempeste di sabbia. Leggi Inquinamento, la Cina batte gli Usa. La foto nella pagina precedente è di Flickr.
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luglio 4th, 2007 at 10:47
Sinceramente l’ uscita del FT mi sembra la scoperta dell’ acqua calda…sono anni che le multinazionali europee e statunitense organizzano turni di massimo due anni tra i manager che devono curare le relazioni in loco con la Repubblica Popolare…non credo che questo alto turnover sia dipeso dal fatto che i colletti bianchi si sentano lontani da casa…adesso però fa notizia, fa scoop fa vendite cavalcare l’ onda dell’ eco impegno
luglio 4th, 2007 at 11:15
E ricordiamo che la Cina è in pieno fermento pre-olimpico. I riflettori del mondo saranno puntati su di loro e sappiamo tutti quanto questo crei opportunità economiche ma allo stesso tempo sia una dinamica scomoda a qualunque forma di regime.
luglio 26th, 2007 at 15:47
anke secondo me…