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Animali e specie protette

Ma studiare non significa ammazzare…

Chlamydoselachus anguineus

Ma i giapponesi ce l’hanno per vizio? Dopo il calamaro gigante, ecco lo “squalo preistorico”, altra creatura degli abissi che gli scienziati hanno non solo filmato ma anche catturato: col risultato di avere, nel giro di poche ore, un cadavere da sottoporre ad autopsia.

Dicono che lo squalo si è portato da solo in acque poco profonde perchè probabilmente stava male, dicono che l’hanno ficcato in un acquario sperando di salvarlo. Sarà. E sarà anche vero che non è facile curare uno squalo di una specie poco conosciuta mentre nuota libero in mare. Però mettiamoci un attimo nei suoi panni: catturato da esseri assolutamente sconosciuti, portato in un ambiente totalmente ignoto. Non so di cosa sia morto lo squalo: certo che, dopo un’esperienza del genere, c’è davvero da morire di paura. Il filmato è della Bbc. Grazie a Mario.

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gen  07
27
alle 12:03
da maria

Ultimo commento:

di il 01/1/70

Guarda che gli individui nati per partenogenesi hanno lo stesso identico corredo del genitore. So...


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8 Commenti to “Ma studiare non significa ammazzare…”

  1. Flavio dice:

    Lo squalo, (pensate alla scoperta zoologica importantissima), era in fin di vita purtroppo.
    beh uccidere per studiare non è giusto, ma è indispensabile in certi casi di creature biologicamente incognite…

  2. Anonimo dice:

    Hai visto il filmato? Un animale che si muove così può anche essere malato, ma sicuramente non “in fin di vita”. Uccidere per studiare non è giusto e neppure indispensabile: fra l’altro erano già stati studiati numerosi esemplari della stessa specie rimasti impigliati nelle reti da pesca.

  3. Flavio dice:

    Si ho visto il filmato! a mio modestissimo avviso era in fin di vita perchè l’ossigenazione dell’acqua superficiale è diversa da quella degli abissi sua dimora… non sapevoc che fossero stati studiati altri esemplari, pensavo fosse stato il primo, non è stato ucciso, ma posto in condizioni di sopravvivenza in un acquario dove è spirato serenamente…
    uccidere è SEMPRE sbagliato, ma a volte, (non in questo caso), indispensabile, non giusto, ma indispensabile…
    Sai per caso quale è il nome scientifico di questo bellissimo pesce Cara Maria?

  4. Anonimo dice:

    Il nome scientifico è nel link, ed è Chlamydoselachus anguineus. Proprio per via della profondità cui è abituato a vivere questo squalo, per fargli un piacere bisognava portarlo in mare aperto, e non in un acquario. E comunque, continuo a ritenere che non sia affatto indispensabile uccidere un animale per studiarlo.

  5. Flavio dice:

    Grazie cara amica del nome…
    senti non vorresti di grazie inserire in questo bellissimo blog una post che parli della prodigiosa nascita di un varano di komodo per partenogenesi?

  6. Anonimo dice:

    E’ da un po’ che questa notizia gira sul web, ricordo l’ironia con cui nei Paesi protestanti si parlava dell’”Immacolata Concezione” della varana attorno all’8 dicembre. Molto raramente la partenogenesi si verifica anche nei vertebrati: tendo a classificare il lieto evento più come curiosità che come notizia, e per questo non ne ho scritto.

  7. Flavio dice:

    Cara mia, liberissima di non farlo… ma sono tanto curiosi di sapere come ci è riuscita…
    pensa se a causare qualcosa del genere fosse una qualche tossina o proteinao chissà cos’altro… si potrebbe estrarla dai varani ed inserirla nelle tigri o nei rinoceronti!!! Pensa il loro numero si raddoppierebbe e non rischierebbero più l’estinzione…

  8. Anonimo dice:

    Guarda che gli individui nati per partenogenesi hanno lo stesso identico corredo del genitore. Sono “cloni naturali”, insomma: individui-fotocopia assolutamente inutili rispetto alla preservazione della varietà genetica che è indispensabile per assicurare un futuro alle specie a rischio di estinzione.

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