Attenzione! Tra qualche giorno l'url di Blogeko diventerà www.blogeko.it
Clicca qui per aggiungere il nuovo indirizzo ai tuoi preferiti ed essere sicuro di trovarci!!
Un parco messo a ferro e fuoco

Un parco messo letteralmente a ferro e fuoco per cercare di fermare il cerambice, un coleottero arrivato dalla Cina che in pochi anni ha conquistato mezza Lombardia.

Per impedire al cerambice di diffondersi ulteriormente si possono soltanto tagliare e bruciare i tronchi infetti, e Simone ha assistito al trattamento inferto al Parco delle Cave, a Milano: le due foto mostrano il luogo prima e dopo la “cura”. “L’impatto, anche emotivo, è notevole”, dice Simone. Ci saranno probabilmente altri abbattimenti, perchè il coleottero ha ormai infestato giardini pubblici e privati circostanti. Sono rimasti in piedi solo alcuni monconi di tronchi per una ricerca dell’Università di Milano: tutto il legname viene isolato, raccolto e cippato per poi essere spedito all’inceneritore di Sondrio. Qui sotto, un dettaglio di un albero malato.

da maria
Ultimo commento:
di Flavio il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







febbraio 11th, 2007 at 14:39
Embeh… introducete il Gruccione… è un augello bellissimo e colorato che stermina api e cerambici…
febbraio 11th, 2007 at 15:19
Purtroppo non è così semplice, Flavio. Se segui i link ti accorgi che il cerambice praticamente non ha nemici: nulla può farci il gruccione. E poi, introdurre un’altra specie aliena (anche se il gruccione in Italia è già arrivato) significa tentare di correggere uno squilibrio della natura attraverso un ulteriore squilibrio: di solito l’operazione non riesce.
febbraio 11th, 2007 at 16:13
il gruccione non è un alieno.. poveretto…:-) beh mi dici se saranno ripiantumati quegli alberi?
febbraio 11th, 2007 at 19:21
ooops, hai ragione il gruccione non è alieno! Non so se ripianteranno quegli alberi. Credo che prima dovranno essere ben ben certi di aver eliminato il focolaio di infestazione.
febbraio 11th, 2007 at 19:35
Carissima, vedrai che li rimetteranno… senti… mi è venuto inmente che il picchio è specializzato nel cavare dai tronchi le ributtanti larve dei cerambici… ebbene.. se si reintroducesse massivamente i nostri picchi (anche quello verde che vive pure in città …) i cerambici verrebbero colpiti… non trovi amica mia?
Eppoi… noi abbiamo dei cerambici autoctoni e non creano questi danni, why?
cn affetto
febbraio 11th, 2007 at 20:02
Because i picchi nostrani mangiano i cerambici nostrani. Quelli cinesi non se li fila nessuno.
febbraio 11th, 2007 at 20:59
senti carissima amica, e se si introducesse una razza di picchio cinese che si ciba di questi nauseabondi insetti?
beh non temere in crescita
Conbsiglierei il picchio muraiolo cinese (Tichodroma muraria nepalensis) si ciba proprio di insetti xilofagi.. oppure se lo gradisci il campephilus principalis principalis o picchio dal becco color avorio dell’Arkansas… però purtroppo di questo ne sono rimasti in vita solo 12 esemplari
febbraio 11th, 2007 at 21:46
La ripiantumazione non è così immediata essenzialmente per due motivi:
- bisogna assicurarsi di eliminare tutti gli apparati radicali in quanto le larve scavano gallerie anche nelle radici. In un parco si può sradicare scavando, ma città si può solo devitalizzare le radici e per qualche anno la situazione rimane ferma.
- l’anoplophora ha come piante ospite la maggior parte delle essenze arboree tipiche del nord Italia e quindi bisogna procedere con prudenza.
Per quanto riguarda i picchi, non so fino a che altezza del tronco arrivino. Le larve di anoplophora scavano nelle radici e nel tronco mediamente fino a 1 m di altezza.
febbraio 12th, 2007 at 08:34
Caro Simone, i picchi che ho citatao sopra arrivano anche oltre… dunque vi sarebbero utilissimi… il Campephilus principalis principalis (potete anche usare il bairdii che è lievemente più comune), il Campephilus imperialis ed il rampichino del Turkmeneistan…
Facci un pensiero:-) sconfiggerete cos’ quelle xiloabominazioni…
febbraio 12th, 2007 at 08:40
Credo di averti già detto, Flavio, che far arrivare una nuova specie aliena per tenere sotto controllo una specie aliena già arrivata significa tentare di correggere uno squilibrio della natura introducendo un nuovo elemento di squilibrio. Il risultato dell’operazione non è necessariamente un equilibrio ritrovato, anzi!
febbraio 12th, 2007 at 10:57
Concordo con Maria: sono stati fatti danni incredibile in passato con questa “tattica”.
Purtroppo Flavio non conosco molto i picchi; con l’anoplophora si tratta sempre di alberi vivi, mentre leggevo che spesso i picchi prediligono il legno morto. E poi a questo punto si tratterebbe di far insidiare una nuova specie di picchio in Milano!
febbraio 12th, 2007 at 12:35
non temere, il campephilus è innoquo e non danneggerebbe l’ecisistema… ma meglio è il rampichino del Turkmenistann… vedete amici miei… se introducete una specie… per evitare l’infestazione conviene sempre introdurre pure il suo nemico naturale, per riequilibrare… oramai il cerambice è qu’ e vi rimarrà , la vita vince sempre, onde per cui vi consiglio caldamente una reintrioduzione di picchi addettia a nutrirsi di questi nauseanti parassiti…
Oppure, se proprio non vuoi optare per ciò… beh allora non vedo altre strade..
Però deforesxtare un parco cittadino non mi pare una bella cosa… gli alberi parassitati potrebbero sopravvivere ed anzi evolversi e riuscire a combattere i loro nemici… la Vita trova sempre il modo…
alla vita serve il NON itervento umano, NON l’intervento…
Scusate la mia aggressività …
un bacio
febbraio 12th, 2007 at 14:23
Deforestare un parco cittadino non è una bella cosa ma è l’unica strada per cercare di isolare il focolaio.
Alla vita non serve l’intervento umano se l’intervento umano non introduce nell’ecosistema una specie aliena; forse col tempo arriverà anche un limitatore naturale, ma non si può attendere, a meno che si voglia sacrificare tutto il verde di una città . In Francia il focolaio dell’anoplophora è stato isolato ed eliminato.
febbraio 12th, 2007 at 18:20
Ecco cosa succede quando si fanno le cose a cuor leggero e mancano i controlli. Non è la prima specie alloctona dannosa immessa con colpa a dolo e non sarà nemmeno l’ultima.
Certo che un insetto che fa danni del genere e per ora non pare avere nemici naturali, credo sia il sogno di palazzinari e speculatori edilizi.
Me li vedo con la bava alla bocca e che si fregano le mani pensando che magari se il cerambice si occupasse anche di un boschetto che li intralcia…tanto una volta tolti gli alberi, quei pochi che a volte protestano non ci sarebbero più, via alberi, via vincoli e …viaaaaaaaaaaaaa a ville, villette, capannoni e con i profitti in nero, una bella cayenne fiammante con la quale sgommare in centro.
febbraio 13th, 2007 at 14:46
che orrido pensiero mio caro Gino… quale umano deformato dagli abissi potrebbe pensare di uccidere alberi innocenti per costruire inferni di cemento… NON siamo mica nel Borneo… quì vi sono delle leggi… per ogni albero pubblico abbattuto, bisogna ripiantumarne uno… gli speculatori edilizi (che meriterebbero il capestro) hanno ben poco da fare quì… tranquillo