Altri campi Ogm con geni umani

Dato che causano contaminazioni e altri guai, dato che i raccolti non sono esattamente miracolosi, le multinazionali che creano gli Ogm stanno orientandosi verso colture da cui ricavare sostanze medicinali. Ora vengono promessi miracoli ai diabetici con un cartamo – una pianta dagli splendidi fiori gialli – nel quale è inserito il gene umano che produce l’insulina. Il cartamo Ogm sta crescendo in campi sperimentali situati negli Stati Uniti, in Canada e in Cile. Ma immaginate cosa capiterebbe se la contaminazione “farmaceutica” entrasse nella catena alimentare?
E’ di pochi giorni fa la notizia del riso Ogm con geni umani coltivato negli Stati Uniti per trarne rimedi contro la diarrea: ricordate i bambini peruvianiusati come cavie? Ora ci stanno provando anche in Giappone, con la promessa di un altro riso Ogm che allevierebbe i disturbi del raffreddore da fieno: il Governo, tuttavia, pare assai scarsamente propenso a permetterne la coltivazione. Infine, la faccenda del cartamo. La canadese SemBioSys dice di aver già avuto incontri preliminari con l’Fda, l’ente Usa che si occupa di cibo e medicine, ricevendo un sostanziale semaforo verde preliminare e informale. Dice anche che da pochi ettari si ricaverà tutta l’insulina di cui i diabetici necessitano per superare gli attuali, scomodi sistemi di somministrazione basati sulle iniezioni. Mi immagino lo sguardo dei diabetici cui si prospetta la speranza di liberarsi dalla schiavitù dell’ago. Provino però a calcolare gli svantaggi e i rischi per la loro salute – per la salute di tutti – che si concretizzeranno se e quando anche gli Ogm “farmaceutici” avranno contaminato la catena alimentare così come ora l’hanno contaminata gli Ogm destinati ad usi industriali e alimentari.
da maria
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