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Cani da guardia come macchine

Il peggio non sono i cani da guardia attorno alle prigioni israeliane, alle basi militari e agli insediamenti dei coloni nella West Bank. E’ l’interpretazione tecnologica del loro abbaiare e del loro comportamento che mi allarma e mi lascia sconcertata.
I cani da guardia israeliani sono collegati ad apparecchiature in grado di decifrare il loro comportamento, e di stabilire se abbaiano alla luna o se invece è il caso di dare l’allarme. Ma chiunque abbia un cane e sia appena un po’ attento al suo comportamento e ai suoi bisogni sa capire perfettamente quando l’animale abbaia a un gatto e quando a un essere umano, e se costui è uno sconosciuto o una persona che l’animale ha già visto più volte. Se l’intruso non è un pericoloso ladro ma un bambino che cerca di recuperare un pallone, il cane da guardia che non sia trattato come una macchina risponde al richiamo del padrone, gli si accosta e non cerca più di mordere. I sensori che interpretano il comportamento dei cani da guardia israeliani invece fanno pensare alla spersonalizzazione, all’animale considerato come una sorta di estensione olfattiva e uditiva di un sensore. Non voglio pensare a come vivono questi cani: soprattutto non oso pensare cosa capita ai poveretti con i quali, a torto o a ragione, i cani se la prendono.
da maria
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