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La guerra che arriva col caldo

Forse non c’era bisogno di uno studio che lo sancisse, ma è chiaro, l’aumento delle temperature sarà una delle cause più probabili dell’aumento delle guerre e dei conflitti sul pianeta. Lo afferma David Zhang dell’università di Hong Kong che già in precedenza aveva condotto una ricerca che metteva in correlazione le temperature intercorse tra il 1000 e il 1911, e il verificarsi di conflitti nella Cina orientale. Lo studio non vuole trovare un nesso diretto causa-effetto, ma individuare dei principi generali che suggeriscano un collegamento tra clima e guerra.
E i principi sono fortemente condivisibili: l’aumento delle temperature condurrà alla siccità , che influenzerà la fertilità dei terreni e sarà la causa principale della scarsa disponibilità di cibo. Tutto questo, connesso con l’aumento della popolazione, produrrà un forte aumento dei conflitti, con destabilizzazione dei governi e forti contrasti tra stati confinanti per il reperimento delle risorse. Ma un dato è molto preoccupante, perché riflette lo stato attuale delle cose, ovvero il collegamento fatto dagli studiosi con il prezzo del grano. Secondo i ricercatori infatti la scarsità di cibo porterà inevitabilmente ad un aumento dei prezzi e a una diminuzione della produzione agricola; e quando i prezzi del grano raggiungeranno un determinato livello di crescita altrettanto inevitabilmente scoppieranno le guerre. Ora, se non ricordo male, i prezzi del grano, nell’ultimo periodo, hanno seguito un andamento preoccupante. Se a questo vogliamo aggiungere l’impatto del picco del petrolio sulla disponibilità di cibo… Via Green Daily. Per un approfondimento leggi Live Science. Foto Flickr.
da emiliano
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