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Biocarburanti

Ti sequestro l’alcool e ci faccio il biogas

treno a biogasNon sono un grande sostenitore dei biocarburanti, soprattutto quando derivano da mais e canna da zucchero – troppi infatti, sono gli effetti collaterali dimostrati da questi ultimi, a partire dall’impatto sui prezzi di materie prime fondamentali per l’alimentazione umana. Altro discorso invece, se si tratta di alghe o di scarti delle attività umane. Per questo mi piace il progetto svedese che permette di produrre biogas dalle carcasse degli animali macellati, dai rifiuti organici umani e soprattutto dall’alcool illegale sequestrato. In Svezia infatti, vige un sistema molto restrittivo per ciò che riguarda il consumo di alcool e molti svedesi fuggono nei paesi vicini per rifornirsi di esso. Molto spesso però, questi rifornimenti superano la quota massima consentita e finiscono per essere sequestrati dalle autorità. Il carburante viene prodotto attraverso il riscaldamento dei rifiuti, e successivamente mediante l’utilizzo di un digestore anaerobico che permette di ottenere biogas come prodotto finale. Attualmente grazie a questo sistema la città di Linköaping, 120 chilometri a sud di Stoccolma, ottiene circa il 5-6% del carburante necessario ai trasporti cittadini e tutti i mezzi publici viaggiano a carburanti alternativi. Per capire l’entità del fenomeno relativo al sequestro di alcool basti pensare che solo l’anno scorso il governo svedese “ha fatto suoi” ben 700 mila litri di alcool illegale. Per un approfondimento leggi National Geographic.

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lug  07
2
alle 01:19
da emiliano

Ultimo commento:

di gio il 01/1/70

piccolo particolare: perchè ci sia un 'rifiuto' o uno 'scarto' da recuperare, ci vuole un proces...


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4 Commenti to “Ti sequestro l’alcool e ci faccio il biogas”

  1. Stefano dice:

    Basta andare in Emilia per trovare dei digestori, non importa andare in Svezia, solo che nessuno lo dice. Ci sono diverse aziende agricole che utilizzano questa tecnologia. Molto diffusa è anche in Germania.

  2. Anonimo dice:

    ciao Stefano, so benissimo che i digestori sono in Emilia, come sono in Trentino e in Germania, la particolarità della notizia non stava in questo, ma nel fatto che i digestori fossero alimentati ad alcool “sequestrato” (una cosa insolita per l’Italia, dove l’alcool scorre a fiumi e nessuno si sogna di proibirlo) e che questo facesse viaggiare i mezzi pubblici

    nel caso della cittadina svedese, fornendo il carburante necessario al trasporto pubblico, cosa che, correggimi se sbaglio, non mi sembra che in Italia avvenga

    ciao!

  3. mauro dice:

    Visto l’articolo sul riciclaggio volevo proporre l’articolo di questo link http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=206400
    per quanto riguarda i trasporti mentre per la produzione di energia è interessante il sistema tandem che può produrre energia elettrica e acqua calda utilizzando biogas, la produzione di biogas a Londra avveniva sfruttando la fognatura durante la seconda guerra mondiale (ora non so se è ancora utilizzata) e osservando sia i vari depuratori sia delle fognature sia quelli degli allevamenti credo che non sarebbe difficile sfruttarli da parte di chi li gestisce oltretutto se si sfruttano i liquami degli allevamenti ciò che rimane è un ottimo fertilizzante.

  4. gio dice:

    piccolo particolare: perchè ci sia un ‘rifiuto’ o uno ’scarto’ da recuperare, ci vuole un processo che produca qualcosa.
    Chi non ci crede, provi a cercare qualcosa di riutilizzabile nella discarica di Mumbay.

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