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Agip, di che governo fa parte Bersani?
“Benzina, il governo contro i rincari dell’Agip”. Questo il titolo del pezzo di apertura a pagina 44 del quotidiano La Repubblica di sabato. Sottotitolo: “Aumento di 0.025 al litro. Bersani: Manovra inusuale, devono spiegare”. Fin qui non ci sarebbe niente di strano: un ministro per le attività produttive che chiede spiegazioni su rincari di benzina e gasolio a una compagnia petrolifera che sembra operare in un altro pianeta – a livello mondiale infatti, il greggio vale come nel marzo 2006 – non deve stupire. Quel che invece stupisce è un altro articolo, sempre a pagina 44 che ha occhiello e titolo davvero curiosi. Il primo recita: “Il dividendo distribuito dell’Eni ha raggiunto 1,25 euro per azione compreso l’anticipo di 60 centesimi”. Il secondo: “l’Eni supera i suoi record nel 2006 utile a 9,2 miliardi”. Dunque, caro ministro Bersani, non le sembra che La Repubblica le abbia risposto nella stessa pagina?
Non l’avevano avvertita che il giorno di pubblicazione della sua intervista sarebbe comparso anche quell’articolo a firma di Luca Pagni che inoltre spiega che fra i fruitori del dividendo c’è proprio lo stato italiano del quale Lei è ministro di governo? Non l’hanno informata che l’azionista di riferimento con il 21% delle azioni in portafoglio è il ministero del Tesoro? Ergo, e non Erg che invece ha abbassato i prezzi come molte altre compagnie petrolifere, caro onorevole Bersani, il suo intervento già inacidisce l’animo quando si constata che alla pompa dell’Agip, società che fa capo all’Eni, i display sono stati ritoccati, ma che Lei abbia anche la faccia di far finta di cadere dalle nuvole, sembra un tantino troppo. Non sarebbe stato più utile se lei avesse telefonato al suo collega Schioppa per chiedere invece come ripartire fra tutti noi cittadini, soci naturali del ministero del tesoro italiano, un qualche euro di quel dividendo che lo stato incassa? Perchè non dire che 0,025 al litro sono l’ennesima gabella? Perchè non dire che anche al suo dicastero quei soldi fanno comodo per completare i rigassificatori, la TAV, il Mose e cento altre opere inutili, compresi gli spot pubblicitari dell’Agip e gli studi sul nucleare? E che fine hanno fatto le promesse per disincentivare i consumi di carburante di origine fossile o quelle circa la riduzione delle accise per dar sollievo alle famiglie che vivono con mille euro al mese? Foto Flickr.
da mstramazzo
Ultimo commento:
di Ermigni Ottone il 01/1/70
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febbraio 26th, 2007 at 15:26
bersani è sempre stato ambiguo. ma ora dovrebbe solo che vergognarsi. se faccio in tempo ne parlo anche da me, magari con un post sull’ambiente.
febbraio 26th, 2007 at 17:11
già , un’ambiguità estremamente pericolosa proprio perché mascherata da riformismo
febbraio 27th, 2007 at 09:52
Questo e’ solo uno scialbo aperitivo.Questa banda di ladroni schioderanno i loro riveriti deretani dalle poltrone dove si sono abbarbicati con le unghie e con i denti,dolo dopo che avranno finito il lauto banchetto ed al popolo non rimarra’ nemmeno Cristo,la Croce ed i chiodi perche’ si saranno divorati anche questi.