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A mia nonna piace Al Gore
Mi piacerebbe dirlo nel modo più diplomatico possibile, ma non è, ahimè, nella mia natura. E allora sputo subito il rospo: chi legge regolarmente un blog come questo non ha alcun bisogno di andare a vedere “Una scomoda verità ”, il film sui cambiamenti climatici di Al Gore che è stato proiettato in anteprima italiana ieri sera a Torino – io c’ero – e che sarà nei cinema a metà gennaio. Chi legge un blog come questo, dicevo, non ha bisogno di andare a vederlo, perchè ci troverà solo cose che già conosce: ma, aggiungo, ci porti la zia, la nonna, la cognata traboccanti di ignoranza ambientale e ricolme di buoni sentimenti nazionalpopolari.

Con un’avvertenza: il soggetto in questione si convertirà alla causa ambientale solo se avrà , oltre a tutte queste caratteristiche, anche un’innata propensione ad ascoltare le prediche e se riuscirà a ridere delle battute che fanno ridere gli americani, e che personalmente trovo perlopiù detestabili.
Anticipato il giudizio, resta la trama. Che non c’è. C’è solo l’ex vicepresidente democratico degli Usa Al Gore, candidato sconfitto alla presidenza e, si dice, probabile nuovo pretendente alla Casa Bianca. Il quale spiega, come se fosse in una sorta di conferenza – pubblico plaudente compreso – cause ed effetti presenti e futuri del riscaldamento globale. Per rendere meno noioso il tutto, intervengono cartoni animati per spiegare i concetti che al protagonista sembrano ostici, frecciatine all’amministrazione Bush che a me personalmente sembrano teatrali e deboli, flashback su giovinezza e azione politica di Al Gore – manca solo il turibolo con l’incenso – e intense, pensose inquadrature del suo viso di fronte al computer portatile sul quale scorrono i grafici con le impennate dell’anidride carbonica e delle temperature registrate negli ultimi anni.
Intendiamoci: non è che un film del genere non sia utile, se si pensa all’ignoranza crassa che, a proposito di riscaldamento globale, affligge i politici, e non solo loro. Portateci la nonna, la zia e la cognata, dicevo, e possibilmente anche qualche onorevole. Ma avvertiteli in anticipo, per favore, che i documentari televisivi di Piero Angela sono anche capaci di mordere gli argomenti scientifici in modo spettacolare, mentre “Una scomoda verità ” ha un ritmo ficcante come un quaresimale.
da maria
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