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Animali e specie protette

I guardiani delle tartarughe

caretta caretta marina di melendugnoE’ una storia avventurosa e difficile, con un lieto fine previsto fra una quarantina di giorni, quella della prima tartaruga marina che ha deposto le uova in Puglia. Dopo che la segnalazione è arrivata in questo blog, è stato necessario spostare il nido, minacciato dalle mareggiate. E ci sono indizi che in zona ce ne siano altri. Blogeko ha intervistato Chiara Caputo, referente per le tartarughe marine dell’Osservatorio faunistico provinciale di Lecce-Museo Calimera, che si occupa del nido insieme a Piero Carlino.
Scritto da Maria Ferdinanda Piva

nido caretta marins di melendugno esamiRacconta Chiara Caputo: “Alle 2 di notte del 13 luglio, un bagnino della spiagga ‘Baia d’Oriente’ di Marina di Melendugno ha visto una tartaruga uscire dall’acqua, e poi fare le uova. E’ il primo caso nell’Italia adriatica peninsulare. Abbiamo immediatamente transennato il sito. La tartaruga, stanca o spaventata (bastano le luci delle strade e delle case), ha fatto il nido troppo vicino all’acqua, ad appena quattro metri dalla linea dell’alta marea. Per proteggerlo abbiamo costruito una diga di sacchi di sabbia. Ma ad un certo punto non è stata più sufficiente”.

nido caretta caretta marina di melendugno“Alla minacca delle mareggiate si aggiungeva anche il pericolo che l’acqua, impregnando la sabbia, facesse marcire le uova. Monitoravamo addirittura ogni ora la risalita dell’acqua, oltre che la temperatura e l’umidità del nido. Il tutto con la supervisione di Flegra Bentivegna, della stazione zoologica ‘Anton Dohrn’ di Napoli, e di Sandro Panzera, responsabile dell’Osservatorio faunistico provinciale. Domenica scorsa si è deciso di traslocare il nido. Era finalmente arrivato il 25° giorno dalla deposizione, prima del quale in caso di spostamento delle uova la mortalità delle tartarughine è elevatissima; il mare era brutto, e le previsioni meteo ancora peggiori. L’abbiamo fatto alle 5 del mattino, quando c’è la minor differenza di temperatura fra la sabbia e l’aria. La notte successiva c’è stata una mareggiata: se non fossimo intervenuti, diga o non diga, il nido sarebbe stato spazzato via”.

flegra bentivegna nido caretta caretta marina di melendugnonido caretta caretta marina di melendugno“Ora il nido è a distanza di sicurezza dal mare. Abbiamo scelto il luogo con criteri scientifici, così come in base a criteri scientifici abbiamo condotto il monitoraggio e deciso il trasloco. Continuiamo a vigilare sul nido a turno, almeno due persone alla volta, 24 ore su 24, fino alla schiusa, che è prevista attorno alla seconda metà di settembre. In tutto siamo circa 20 le persone coinvolte. Lo staff dei bagni ‘Baia d’Oriente’ è gentilissimo con noi: caffè al mattino, docce disponibili ad ogni ora. Ci hanno anche aiutato a riempire i sacchi di sabbia quando bisognava costruire la trincea a difesa del nido. E ci sono indizi che questo non sia l’unico tentativo di riproduzione in zona”

tracce caretta caretta marina di melendugno“La tartaruga di Marina di Melendugno è la prima a fare le uova nell’Italia peninsulare adriatica nella letteratura scientifica, ma la gente del posto dice che fino a 50 anni fa ogni tanto capitava. Le femmine tendono a fare il nido vicino al luogo in cui sono nate: l’esemplare visto dal bagnino, date le dimensioni, poteva avere appunto una cinquantina d’anni. E’ probabile che le tartarughe stiano tornando. Non ci sono prove, ma indizi sì: alla stazione ‘Anton Dohrn’ di Napoli, dove vengono portate le tartarughe in difficoltà, in agosto dalla Puglia ne sono già arrivate 4 o 5. Un fatto eccezionale: di solito giungono in inverno, perchè in estate sono nei siti di riproduzione. E nel novembre scorso sono arrivate delle tartarughine di un paio di mesi di età. Abbiamo pensato che venissero dalla Grecia. Invece, magari…”
Quando sale in spiaggia a fare il nido, la tartaruga marina lascia le tracce che si vedono nella foto. I bagnanti sono avvertiti: se mai qualcuno le notasse, chiami la Capitaneria di porto, il Comune, il Corpo forestale, i vigili urbani… Avverta subito, insomma. Il numero del museo Calimera è 0832.87.53.01.

(le foto, tranne la prima e l’ultima, sono dell’Osservatorio faunistico provinciale di Lecce. Il ritratto è di Flegra Bentivegna)

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ago  06
13
alle 06:31
da maria

Ultimo commento:

di il 01/1/70

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3 Commenti to “I guardiani delle tartarughe”

  1. Andrea dice:

    belle informazioni ragazzi … Bravi!!! se avete il piacere di farlo…. metto il mio sito a disposizione per publicare eventuali aggiornamenti che potessero derivare dalla schiusa delle uova…. Ciao ed a Presto

  2. taty dice:

    ma come è finita?

    non si sa più niente…..
    taty

  3. Anonimo dice:

    Sì che se ne sa: basta sfogliare il seguito di questo blog

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