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In difesa dell’orso marsicano
E’ stato presentato due giorni fa a Pescasseroli il nuovo Piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano che si pone l’obiettivo di proteggere i 60 esemplari esistenti. Il piano, descritto come un vero e proprio evento storico, prevede limitazioni della caccia in periodi particolari dell’anno nelle zone limitrofe al Parco nazionale d’Abruzzo e indennizzi a breve termine per gli allevatori e gli agricoltori alle prese con questo predatore, mettendo a loro disposizione recinzioni elettrificate che servono per tener lontano gli animali. Al progetto hanno aderito anche altri parchi come quello della Majella, quello del Gran Sasso e Monti della Laga e quello regionale abruzzese del Sirente-Velin, un fatto estremamente importante per la sopravvivenza di una specie che necessità di grandi spazi e potrà servire a determinare quelle aree che funzioneranno da ponte di collegamento fra i diversi parchi, creando così “corridoi ecologici” attraverso cui gli orsi potranno spostarsi tranquillamente dentro e fuori il Parco Nazionale d’Abruzzo. Un orso maschio infatti può arrivare a coprire un’area di oltre 200 chilometri quadrati e spesso anche le femmine tendono ad uscire dall’area protetta del parco, spingendosi dove le norme di tutela sono meno rigide e la presenza dell’uomo crea rischi per la specie attraverso la caccia e le possibilità di avvelenamento.
da emiliano
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