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Inquinamento

Pesci alla diossina a Porto Torres

enichemPesci alla diossina e acque inquinate da metalli pesanti: questo il risultato delle analisi compiute nel porto industriale di Porto Torres dai periti dell’Icram e del Magistrato alle acque di Venezia, nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti inquinanti provenienti dall’industria petrolchimica ex-Enichem. L’indagine era partita un paio di anni fa dopo un blitz degli indipendentisti dell’Irs nei terreni dell’area industriale in cui erano state rinvenute sotto pochi palmi di terra tonnellate di sostanze inquinanti. Così sono finiti nel registro degli indagati i direttori di stabilimento di tre aziende che operano nel settore chimico: Syndial, Ineos Vinylis e Sasol Italy.
La Syndial con i suoi 1700 dipendenti e un indotto superiore ai 400 milioni di euro, è una società del gruppo Eni e produce prodotti chimici di base e polimeri. Ineos Vynilis è una costola della Evc, ora di proprietà di una società del Regno Unito, e produce cloroderivati e Pvc con un fatturato annuo di circa 80 milioni. La Sasol è la più piccola delle tre aziende dell’area industriale di Porto Torres e appartiene a una multinazionale sudafricana con oltre 50 mila dipendenti. Insomma, tre società di primaria importanza nel settore, ora accusate di aver realizzato fortune economiche violando le normative in fatto di tutela ambientale. Per quello che riguarda la pericolosità della diossina per la nostra salute credo non vada aggiunto altro.

[via Unione Sarda]

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apr  06
13
alle 07:40
da emiliano

Ultimo commento:

di giovanni brianda il 01/1/70

Resto sempre più sconvolto nel leggere articoli come questo che mi danno prova di ciò che ho se...


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Un Commento to “Pesci alla diossina a Porto Torres”

  1. giovanni brianda dice:

    Resto sempre più sconvolto nel leggere articoli come questo che mi danno prova di ciò che ho sempre sospettato ,e sono daccordo col fatto che sia urgente informare e sensibilizzare l’opinione pubblica di tutto il nord Sardegna per potersi muovere in qualche modo. Il vero problema di fondo resta sempre l’ignoranza e l’incuria. Abbiamo,come mezzo di informazione, solo forum come questo o altre fonti nascoste sino a che il cittadino non se le va a cercare. Biosognerebbe far si che l’informazione raggiunga il cittadino più disinteressato al problema con campagne pubblicitarie forti a livello di Tv e giornali locali.Spero che presto qualche movimento sardista o ecologista faccia un po di rumore e magari raccolga le firme dei cittadini da inoltrare alla magistratura perchè si faccia luce almeno sulla legalità di ciò che avviene nella manutenzione degli impianti. Ricordo che in genere il tasso di Neoplasie è del 30% in più nei centri abitativi limitrofi ad industrie come quelle presenti nel Turritano.

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