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Il problema del fouling
Il problema delle incrostazioni biologiche (fouling) ovvero la colonizzazione delle superfici sommerse delle barche per opera di numerosi organismi viventi cui si associa in modo più o meno massiccio la deposizione di minerali, comporta costi globali di riparazione valutati in circa 6,5 miliardi di dollari annui. Il fouling provoca la riduzione della velocità delle navi e necessita di interventi di pulizia e di ripristino del loro rivestimento protettivo. Questo avviene attraverso l’uso delle cosiddette pitture antivegetative le quali contenengono però sostanze tossiche che, rilasciate gradualmente, impediscono l’insediamento del fouling, ma allo stesso tempo contribuiscono notevolmente all’inquinamento ambientale. Per questo l’IMO (International Marittime Organisation) ha bandito l’uso di alcune pitture a base di tributil Stagno e ha riportato d’attualità la ricerca di nuove pitture antivegetative. Il problema infatti ha indotto i ricercatori dell’Istituto di scienze marine del CNR, in collaborazione con l’Università di Ljubliana, a verificare l’attività antifouling di sali bioattivi di Polialchilpiridina, ricavati dalla spugna Reniera sarai. La sintesi di laboratorio sta dimostrando che questi sali possono svolgere un’ottima azione alternativa e avere una tossicità da 500 a 2000 volte inferiore rispetto alle pitture usate attualmente.
[via CNR]
(scritto da Mario Stramazzo)
da emiliano
Ultimo commento:
di Luca il 01/1/70
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marzo 17th, 2006 at 12:06
E se invece si usassero quelle makkinette x pulire il fondo della piscina dalle alghe? nn sarebbe meglio? senza sostanze tossike e nn ci sarebbe bisogno di mettere in secca la barca..no?
Si userebbero delle spazzole ke raskiano leggermente la superficie dello scafo (tipo autolavaggio)..la makkina si aggancerebbe con un magnete o un’apposita struttura esterna alla barca..dite ke nn converrebbe? :-/
Saluti
marzo 17th, 2006 at 12:12
personalmente non mi intendo di nautica e ad essere sinceri prima di questo post non avevo mai sentito parlare di fouling…
comunque penso che in questo caso si tratti di vere e proprie incrostazioni
me lo fa pensare il fatto che si parla di ‘deposizione di minerali’
un’altra possibilità è che i ricchi possessori di yacht e barconi non vogliano rigare le loro imbarcazioni…
bé in quel caso…
un saluto
marzo 17th, 2006 at 19:44
l’idea era quella di levare settimanalmente o anke più spesso i primordi delle incrostazioni,prima ke rovinino lo scafo..insomma un po’ come la lavatina ai denti rispetto a quella pratica barbara di levare il tartaro (ke male!!!)
Saluti