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Sofia Loren rinchiusa in gabbia?
Se dovessi scegliere fra i gatti che popolano la casa-museo di Hemingway, in Florida, al primo posto metterei Sofia Loren (nella foto): ma i gatti mi piacciono tutti, soprattutto quando, come i 53 della casa di Hemingway, possono vivere liberi e sono ben nutriti, curati, castrati onde evitare nascite indesiderate. Invece il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha burocraticamente ordinato di metterli in gabbia. Gabbie, che squallore: e i gatti in gabbia, poi!
da maria
Ultimo commento:
di Paolo Rossi il 01/1/70
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dicembre 28th, 2006 at 12:30
meglio castrati che in gabbia? non so tu, ma io preferirei la seconda…
dicembre 28th, 2006 at 12:49
Quei gatti sono già castrati, come ogni colonia felina che si rispetti. Tieni presente che gli animali castrati perdono il desiderio di riprodursi, e quindi non soffrono per non poterlo fare. Meglio, molto meglio i gatti castrati: parola di gattofila. Non so se hai mai ascoltato i disperati miagolii di una gatta in calore cui è impedito di accoppiarsi. E le cucciolate indesiderate, poi! Uccise più o meno barbaramente, oppure cresciute raminghe, malate e stentate.
dicembre 29th, 2006 at 12:03
Non sono un esperto di gatti, e quindi mi rimetto a ciò che dici. Mi sembra però che: a) nessuno potrà mai chiedere ad un gatto castrato come si sente, e quindi le tue sono solo supposizioni; b) è pur sempre un approccio pazzescamente antropocentrico.
dicembre 29th, 2006 at 13:26
Sarà anche, forse, un approccio antropocentrico. Però i gatti li abbiamo addomesticati noi umani, e quindi in qualche modo dobbiamo farci carico della responsabilità relative al loro benessere. Sembrerà crudele quello che sto per dirti, ma la natura è pietosa: un cucciolo selvatico malato e affamato muore presto e soffre per poco tempo. Invece le cucciolate di gattini randagi che trovano qualcosina da mangiare nella spazzatura e che tirano avanti pieni di infezioni e parassiti, quelli sì che soffrono. In quanto al punto a), c’è gente che ha passato la vita a studiare il comportamento degli animali e che consiglia di castrare tranquillamente i gatti: le loro sono un po’ più che supposizioni.
dicembre 29th, 2006 at 20:52
Concordo Maria F. Piva.
Aggiungo inoltre che sebbene i gatti non parlino ci comunicano la loro condizione con comportamenti non-verbali e sono molto difficilmente equivocabili.
dicembre 29th, 2006 at 20:56
Sull’argomento consiglio la lettura di:
DARWIN – “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” – 1872
gennaio 2nd, 2007 at 09:10
Ripeto: non sono un esperto di gatti, e quindi mi (af)fido a quel che dite voi. Però forse sarebbe opportuna una riflessione sul fatto che, per convivere con gli uomini, i gatti devono sottoporsi a questa pratica: se non sbaglio in natura lo scopo di un essere vivente è mangiare e riprodursi. In questo modo azzeriamo il 50% della vita di un animale. Mi sembra un modo per avere un peluche che si muove senza sporcare eccessivamente. Non so; non mi convince.
Auguri a tutti.